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“Si è donna senza essere necessariamente moglie, madre o una grande imprenditrice”

sabato 24 giugno 2017 - Ore 14:55
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Maria Rita Grazioli con Marino Antognozzi, presidente Confcommercio dei Sibillini e il Prefetto di Fermo Mara Di Lullo

di Claudia Mazzaferro

Trentaquattro anni di dedizione alla stessa scrivania. Il bilancio di Maria Rita Grazioli, impiegata di Amandola e Maestro del Lavoro, è assolutamente positivo. Un percorso costante e coerente, un carattere deciso, uniti alle possibilità che il mercato degli anni ’80-’90 offriva, fanno di Maria Rita una donna senza rimpianti e con tanta voglia di mettersi ancora in gioco. Lo dicono anche i suoi occhi.

Venticinque anni di servizio. Alle giovani generazioni oggi è precluso anche solo immaginare di avere un contratto a medio termine. Viene spontaneo chiedersi…cosa si prova?

“Gioia per me, cruccio per chi non potrà, viste le condizioni attuali, godere di tale soddisfazione. In effetti è un pensiero che ho, sono a contatto con giovani, ho nipoti in età universitaria che tra poco entreranno nel mondo del lavoro e anche molti figli di amici e conoscenti, vivendo in una realtà circoscritta come può essere quella di un paese, il contatto con loro e con quello che il luogo offre non si può ignorare, in questo il mio paese non è diverso da molte altre realtà italiane, la stessa situazione è tristemente diffusa in tutto il territorio nazionale. In tutto ciò mi auguro che i nostri giovani non siano sempre e costantemente spinti a lasciare i luoghi di nascita e che magari riescano a generare capacità di impresa, o magari riprendere in considerazione quelli che sono i mestieri in via di estinzione, mi rendo conto che non è facile. E’ un discorso lungo e complesso che certo non si può esaurire in poche parole.”

Cosa premia esattamente una Stella al merito del Lavoro?

“E’ un’onorificenza che premia singoli meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale dei lavoratori dipendenti da imprese private. Essersi prodigati per istruire e preparare le nuove generazioni nell’attività professionale. Il titolo di Maestro del Lavoro viene conferito con decreto del Presidente della Repubblica, ogni anno, il 1° maggio. Le insegne ai Maestri del Lavoro vengono consegnate nel corso di una cerimonia che si svolge in Prefettura. La decorazione comprende una sola classe e conferisce il titolo di Maestro del Lavoro”.

Una vita allineata a un sogno o un’occasione colta?

“Potrei definirlo un percorso costante e coerente, ho iniziato a lavorare subito dopo la maturità conseguita all’Istituto Tecnico Commerciale E. Mattei di Amandola, certo erano altri tempi, fine degli anni ’80 inizio degli ‘anni ’90, altre opportunità, le possibilità erano maggiori, ma devo anche al mio carattere l’aver focalizzato quelle che erano le miei vocazioni sulla base di una preparazione e poi di quella che sarebbe diventata esperienza sul campo. Il sogno realizzato è quello di aver fatto e continuare a fare quello che desideravo e che mi piace fare. Ritengo che il successo sia l’incontro tra talento, formazione e opportunità, con l’aggiunta di un pizzico di fortuna.”

Pro e contro.

“Posso solo dire che il bilancio in assoluto sia positivo, 25 anni e più (sono quasi 34) di lavoro costante, impegnativo sicuramente, tanta dedizione, di conseguenza soddisfazioni e a volte stanchezza considerando che in alcuni momenti dell’anno la nostra attività diventa rovente, ovviamente non sono mancate delusioni o arrabbiature ma sicuramente in dose di gran lunga minore. Forse l’unico neo è che, vivendo in un paese dove ci si conosce più o meno tutti, rari sono i momenti in cui uscendo di casa riesca a fare una passeggiata o a prendere un caffè senza che qualcuno non mi fermi per chiedermi qualcosa riguardante il lavoro ma tutto sommato l’essere riconosciuta come persona competente e disponibile anche quando non sono dietro la mia scrivania, non mi disturba, anzi ammetto che mi fa piacere.”.

Cosa pensa della flessibilità lavorativa?

“Nel mondo del lavoro, la ‘flessibilità’ sembra una parola magica che unisce il vecchio con il nuovo secolo. Sono assolutamente d’accordo trovando un giusto punto di equilibrio fra le esigenze delle imprese e la salvaguardia del lavoratore. Ciò anche in quanto forme di flessibilità selvaggia contrastano con l’esigenza propria di una società di formare e poi trattenere i lavoratori di qualità, per non sprecare tempo e denaro.”

Un rimpianto e un sogno ancora da vivere.

“Non ho particolari rimpianti, il sogno è quello di avere tanta tantissima energia e lo stesso entusiasmo di sempre per continuare il mio percorso che mai considero esausto e completo, c’è sempre tanto da imparare, rinnovarsi, aggiornarsi.”

Tornasse indietro cambierebbe qualcosa?

“A volte mi chiedo se aver conseguito un titola di laurea sarebbe stato meglio. Probabilmente avrei avuto altre opportunità, una preparazione più approfondita per alcuni aspetti ma la risposta che spesso mi do è che, non avendo di base rimpianti, sia andata bene com’è andata, l’esperienza e la preparazione l’ho acquisita strada facendo. No, direi che non cambierei nulla del mio percorso.”

Una Donna è…?

“L’insieme di tante cose molte delle quali hanno a che fare con l’essere femminile, e quindi intuito, sensibilità, forza di volontà, spirito di sacrificio, responsabilità, senso di partecipazione, costanza, entusiasmo giovanile che poi porti a vita vissuta e maturità. Per ciò che riguarda i canonici ruoli sociali si può essere donne anche senza essere mogli e madri, o senza essere grandi imprenditrici, o avendo addirittura forza tempo e condizioni per essere entrambi. A ognuna auguro l’opportunità di seguire la propria indole che porti ad un percorso di gratificazioni e soddisfazioni sia nell’ambito familiare che lavorativo.”

La sua 25a ora, se ci fosse, di cosa sarebbe fatta?

“Gran bel film. Sinceramente, credo relax. Il mio impegno quotidiano è tanto, ammetto che potendo mi riposerei un’ora in più.”


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