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Dall’Amalassunta agli Angeli ribelli, dalla carta alla tela: in mostra le forme di Osvaldo Licini

MONTE VIDON CORRADO - L'esposizione curata da Daniela Simoni e allestita nella cantina della Casa Museo verrà inaugurata sabato 8 luglio
martedì 4 Luglio 2017 - Ore 10:23
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Verrà inaugurata sabato 8 luglio, alle ore 17.30 al Teatro comunale di Monte Vidon Corrado, la mostra “Nello studio di Osvaldo. Licini dal lapis alla tela (1926-1956)”, un’esposizione ospitata nella cantina della Casa Museo. A seguire è prevista una degustazione di prodotti tipici sul terrazzo panoramico e alle ore 21 in Piazza della Vittoria concerto con le atmosfere americane di “Morning in Iowa”, op. 158 di Mario Castelnuovo Tedesco a cura del Conservatorio “G. B. Pergolesi” di Fermo.

 

“Nella cantina di casa Licini ancora una mostra raffinata, ricercata con una rigorosa selezione di opere tutte assolutamente significative nelcorpus dell’artista – scrive Daniela Simoni, presidente del Centro Studio Osvaldo Licini -. L’idea è quella di comporre un itinerario attraverso le forme che nel tempo hanno caratterizzato l’espressione artistica liciniana – dal figurativismo all’astrazione geometrica alle creature fantastiche – coprendo un arco temporale esteso tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta. È presente in mostra un repertorio di temi iconografici che vanno dal Fiore Fantastico all’Amalassunta, dalle Croci Viventi all’Angelo Ribelle, dall’Olandese Volante ai Missili, tutti interpretati in modo particolare, come nel caso della splendida Amalassunta su fondo rosso scelta come immagine della mostra stessa, esposta l’ultima volta a Venezia alla Biennale del 1986.

La significatività delle opere deriva anche dalle occasioni in cui Licini ha scelto di esporle: ad esempio il Ritratto di Nella era presente nella mostra del Novecento tenutasi a Stoccolma nel 1931. Sono opere prevalentemente poco esposte o assenti dalle mostre da alcuni decenni, affiancate a disegni sullo stesso tema – molti dei quali inediti – in modo da indagare la genesi creativa di Licini, sempre lunga e meditata, fatta di appunti segnici, di ripensamenti, di stratificazioni. Quello proposto dalla mostra è un percorso dal ductus al colore e dalla carta alla tela, in una dimensione intima, silenziosa, meditativa quale era quella della creazione per Licini: due rampe di scale e sarà possibile entrare effettivamente nello studio dell’artista, vedere i suoi colori, i pennelli, i cavalletti. Un’opportunità unica per ammirare queste opere – quelle pittoriche sono tutte presenti nel catalogo generale di Marchiori – provenienti da collezioni private; in particolare la collaborazione degli eredi Silvia e Lorenzo Licini con il Centro Studi, non solo sul piano dei prestiti ma anche nella progettazione delle attività, rende possibile la realizzazione di mostre di grande interesse critico”.

L’esposizione, a cura della stessa Simoni, costituisce un’occasione di studio e approfondimento dell’opera del grande maestro e accompagnata come le precedenti da un Quaderno Liciniano.

 


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