
di Andrea Braconi
È stato tolto il cartello che da ieri pomeriggio campeggiava nel punto dove lo scorso anno venne ucciso Emmanuel Chidi Namdi. Un gesto che, ancora una volta, evidenzia il clima in città su una questione che, sin dall’inizio, ha visto alimentarsi posizioni totalmente opposte.
“Consideriamo questo un gesto di profonda disumanità – dichiarano dal Comitato 5 Luglio, promotore della manifestazione svoltasi ieri a Fermo (leggi qui) – perché le mani che lo hanno tolto sono mani profondamente razziste che non hanno niente a che fare con la città di Fermo. E’ stato tolto da fermani abusivi, che vogliono nascondere e rimuovere la verità che quel cartello, in modo semplice e sereno, diceva: Emmanuel è stato vittima di razzismo.
Naturalmente, per noi quel luogo non è un luogo come gli altri e quindi sarà nostra cura assumere iniziative attraverso le istituzioni affinché venga ricordato come il luogo dove è stato ucciso Emmanuel, vittima, lo ripetiamo, di razzismo. Questo gesto è anche la reazione abbastanza infantile ad una manifestazione che ha visto insieme a tanti marchigiani e tanti fermani che vogliono rimarcare le radici democratiche e aperte della città di Fermo, marchigiani e fermani che non vogliono dimenticare Emmanuel, che consideriamo membro di questa comunità e che qui è stato ucciso”.














