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“Il prodotto c’è, va comunicato meglio”, D’Ercoli alla Festa della Pesca

ORTEZZANO - Nel pomeriggio, degustazione di diverse varietà di pesche made in Valdaso. Compilate anche schede per capire le impressioni degli assaggiatori, i cui dati verranno analizzati dall'Assam
martedì 11 Luglio 2017 - Ore 11:59
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di Alessandro Giacopetti

Si è svolta domenica scorsa a Valdaso di Ortezzano l’edizione 2017 della Festa della Pesca della Valdaso, iniziativa voluta da Comune di Ortezzano, Comune e Pro Loco di Monte Rinaldo, in collaborazione con Confederazione Italiana Agricoltori, Ecomuseo della Valle dell’Aso, Legambiente e Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche (ASSAM). Incentrata sulla promozione della pesca come prodotto identificativo della Valle dell’Aso, e sulla comprensione dei metodi più giusti di coltivazione, punta a focalizzare l’attenzione sull’importanza di un’agricoltura sostenibile anche attraverso la gestione intelligente delle risorse naturali.

ercole d’ercoli

Tra i vari interventi che si sono susseguiti, c’è stato quello del sindaco di Campofilone Ercole d’Ercoli, in veste di presidente dell’Ecomuseo della Valle dell’Aso, associazione culturale costituitasi ufficialmente ad agosto 2016, con al suo interno 9 comuni e alcune pro loco. Si occupa di cultura e turismo: “Importante il lavoro che si sta facendo sul prodotto pesca da parte degli attori del territorio valdasino – ha esordito D’Ercoli sottolineando che – l’Ecomuseo vuole lanciare il messaggio di fare rete e lavorare insieme, cosa che viene ripetuta spesso perché è la realtà. Dovremmo essere più orgogliosi e comunicare meglio le tante e belle cose che facciamo sul territorio perché sia gli amministratori che gli imprenditori della valle dell’Aso, sono grandi lavoratori”.

Poi il presidente dell’Ecomuseo ha anticipato che “l’università del Molise ha saputo dell’Accordo Agroambientale d’Area sottoscritto in Valdaso e vuole sia venire qui che averci ospiti da loro. In questo accordo abbiamo 110/115 agricoltori circa attorno ad un tavolo che lavorano insieme su temi della qualità ambientale e del prodotto finale, per arrivare quindi alla riconoscibilità sul mercato da parte dell’acquirente. Il messaggio da far passare oggi è che le cose le facciamo bene e hanno riscontro all’esterno, dobbiamo trovare il modo di comunicarle meglio.
Relativamente al frutto della pesca dobbiamo trovare il modo di farla riconoscere valorizzandola superando la guerra continua che c’è sul mercato a causa della concorrenza perché il prodotto di qualità c’è. Per questo dobbiamo continuare a lavorare insieme nella stessa direzione. Sul discorso della sostenibilità ambientale che è legata a quella sociale e a quella economica, anche delle iniziative”.

Nel corso del pomeriggio sono intervenuti tra gli altri anche Giusy Scendoni, sindaco di Ortezzano, Giuliana Porrà, vicesindaco di Altidona, esperta di accordi di area vasta, che ha fatto il punto proprio sull’Accordo Agroambientale d’Area, Massimo Sandroni della Confederazione Italiana Agricoltori, Irene Medori, ortezzanese, laureata all’Università Politecnica delle Marche con una tesi sulla pesca valdasina e coinvolta in un progetto assieme alla azienda agricola Acciarri, che ha presentato sia un quadro storico della coltivazione e vendita della pesca in Valdaso sia i risultati di una spedizione in Spagna per comprendere i loro metodi di coltivazione del frutto.
La Festa della Pesca era iniziata nella mattina di domenica con una doppia passeggiata, a piedi e in bicicletta su due percorsi che hanno portato i visitatori all’Area Archeologica La Cuma del vicino Monte Rinaldo per una visita guidata.


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