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Il fermano Marco Bordò diventa
Brand Ambassador del Riviera,
il gin ‘risorto’ dalla guerra

PORTO SAN GIORGIO/FERMO - Il fondatore e titolare del Belle Epoque di piazza Mentana: "Ho detto sì all'Officina degli Spiriti perché siamo dinanzi a un prodotto di altissima qualità. E si parte da zero"
martedì 18 Luglio 2017 - Ore 16:10
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Da sin Marco Bordò e Alessandro Zaghini

“Una nuova emozionante, stimolante e prestigiosa esperienza”. Con queste parole Marco Bordò, titolare, ideatore, creatore e fondatore del Belle Epoque di piazza Mentana sintetizza il nuovo incarico che gli è stato conferito dalla società Officina degli Spiriti. Bordò, infatti, è stato nominato Brand Ambassador dei Riviera Gin 41° e 47°, due gin di altissimo livello, di nicchia verrebbe da dire, prodotti dall’Officina degli Spiriti. Nei giorni scorsi Bordò ha incontrato l’ad dell’Officina degli Spiriti, Alessandro Zaghini che, insieme a Roberto Guidi e Fabio Dellarosa, forma il trio alla guida della società proprietaria del Riviera Gin. E lì la firma sul contratto che ha di fatto dato il via alla sua esperienza di brand ambassador di un “ginepro” con una storia lunga 70 anni. e oggi finalmente riscoperta.

LE ORIGINI DEL RIVIERA GIN

“Tutto nasce da un’idea del bisnonno di Zaghini riesumata dal nipote – racconta Bordò – quell’uomo, infatti, aveva dei possedimenti terrieri nelle campagne riminesi che durante la seconda guerra mondiale erano proprio lungo la linea Gotica, in una zona controllata dagli inglesi”. E proprio nell’incontro tra i soldati inglesi e Zaghini affondano le radici del riviera Gin. “Sì perché – continua Bordò – il bisnonno di Zaghini, stiamo parlando del 1944, preparava dei vini con uva Sangiovese e dei distillati fatti in casa. Aveva moltissimo ginepro. E quello dette lo spunto agli inglesi, da sempre mastri distillatori di gin, per suggerire a Zaghini di preparare qualcosa di diverso. Insomma il sogno di un ufficiale inglese e quello di un proprietario terriero italiano si sono incontrati: preparare un gin unico.

Marco Bordò (dx) con Fabio Dellarosa

Da un alambicco di rame discontinuo ne nacque il Riviera Gin. Per la sua preparazione si usano tutte botaniche italiane, undici per la precisione, tra cui due segrete. Dopo diversi decenni Alessandro ha ritrovato in un angolo della casa l’antica ricetta del bisnonno. E da lì il Riviera Gin è tornato in vita, preparato con gli stessi identici metodi di 70 anni fa. E’ molto simile al classico London Dry ma più morbido proprio perché alla base ha il distillato di vino Sangiovese, che lo rende unico. A quel punto, grazie all’amicizia con quelli della Nonino, tra i più grandi produttori al mondo di grappe, il Riviera viene prodotto e imbottigliato in locali riservati e selezionati. Stiamo parlando di botaniche di primissima scelta, l’idea è quella di un superpremium, un distillato da vino Sangiovese per una produzione limitatissima”.

IL BRAND AMBASSADOR

Prodotto alla mano l’Officina degli Spiriti si è messa alla ricerca di un brand ambassador per far conoscere il suo prodotto in locali con alla guida professionisti del beverage. E la scelta è ricaduta su Marco Bordò. “Siamo arrivati a conoscerci grazie a un amico comune. Ho provato quel gin e ne sono rimasto davvero sorpreso. Io mi muoverò nelle Marche, il 47 è un dopo pasto, il 41 è da miscelazione.

A dire il vero non è la prima volta che mi viene proposto questo ruolo ma ho sempre declinato l’invito. Questa volta ho accettato perché siamo dinanzi a un prodotto di altissima qualità e perché si parte da zero. Figuriamoci che ad oggi abbiamo 5 mila bottiglie, tutte numerate. Ho l’esclusiva di vendita sulle province di Ancona e Fermo, e sulla città di Civitanova Marche”. Marco Bordò, dunque, brevetto internazionale barman Iba e brevetto internazionale sommelier Asi dal 2003, si impegnerà dunque a rappresentare, proprio come prevede il ruolo di brand ambassador, il marchio riviera Gin per accrescerne visibilità, promuoverne la vendita dei prodotti e fornirne le informazioni tecniche e le qualità. Bordò si occuperà anche di informare i clienti e gli esperti del settore sui possibili utilizzi dei prodotti. “Ora – conclude Bordò – si parte in questa nuova avventura  forti di un prodotto nuovo ma, al contempo, antico come le sue origini, di altissimo livello. E italiano”.


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