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“Contraddizioni” il Comitato ospedale di Amandola sul futuro della sanità montana

AMANDOLA - Il Comitato: "Grave errore di aver agevolato il rapido dislocamento della RSA, prima in quel di Fermo e poi a Montegranaro, nonostante fosse disponibile nella vicina Comunanza una residenza sanitaria accreditata"
giovedì 20 Luglio 2017 - Ore 18:36
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“Evacuata il 24 di agosto 2016, e poi dichiarata inagibile, ad oggi non risulta inserita in nessun programma di ripristino. Il suo futuro, a lungo termine, sembra invece affidato ad una prima, sommaria valutazione di poterla ricostruire ex novo. Un foglio di carta, con su riportato un montaggio fotografico di ipotetiche nuove strutture, fu intravisto nel trascorso periodo natalizio ed accolto con entusiasmo, e commozione di circostanza, in particolare dal primo cittadino amandolese. Di quel foglio non si ha più traccia mentre le contrarietà al ripristino di quanto esistente, ufficializzate in diverse occasioni dalle autorità regionali, non risultano di buon auspicio”. Inizia così la dura presa di posizione del Comitato “Difendiamo l’ospedale Emanuele II di Amandola” sul futuro dell’ospedale e della residenza sanitaria.

“Diversamente dall’ospedale  però – sottolinea il comitato – la Rsa sembra avere anche un futuro a brevissima scadenza, un futuro legato ad una sua parziale ricostruzione presso lo stabile delle ex scuole elementari di Amandola.
Di questa iniziativa se ne sta dando ampia diffusione tramite stampa, con toni che a volte appaiono eccessivamente entusiastici. Realtà o tentativo di far dimenticare il grave errore di aver agevolato il rapido dislocamento della Rsa, prima in quel di Fermo e poi a Montegranaro, nonostante fosse disponibile nella vicina Comunanza una residenza sanitaria accreditata, convenzionata e totalmente agibile? Approfondita la questione risulta evidente, dagli atti deliberativi assunti dalla giunta comunale, che i lavori in corso presso la ex scuola elementare non sono affatto realizzati con fondi del Comune la cui giunta però prende atto che gli stessi potrebbero rientrare tra gli interventi urgenti di protezione civile, nello specifico previsti per il ripristino della funzionalità di edifici ad uso ospedaliero. Ma allora, i soldi ci sono o non ci sono? Qualora ci fossero perché non utilizzarli per il ripristino degli edifici già esistenti ad uso ospedaliero, Rsa 40 posti compresa, come già di fatto disposto dallo stesso Comune per la riattivazione del servizio di radiologia?”

Il Comitato aggiunge: “Sorvolando comunque sul chi pagherà i lavori alla ex scuola elementare si prende atto, sempre dalla stampa, delle dichiarazioni del sindaco di Amandola che, precisa, quando sarà sistemata la Rsa nel vecchio Ospedale, detti locali potranno essere utilizzati per altri scopi o per un ostello della gioventù. Ma allora che cosa si sta realizzando, una Rsa, seppur provvisoria, accreditabile ai sensi delle normative vigenti, oppure si stanno utilizzando ad altri scopi i fondi per il ripristino degli edifici ad uso ospedaliero? Considerato poi che dagli atti deliberativi assunti è stato possibile verificare gli spazi destinabili, sempre secondo la giunta comunale, a residenza sanitaria, sono aumentati i dubbi sulla possibilità che gli stessi siano sufficienti e rispondenti all’utilizzo di una Residenza Sanitaria Assistenziale di venti posti letto. In parte i nostri dubbi sono stati confermati dalla Direzione dell’Area Vasta a cui Amandola fa capo, infatti in un recente incontro detta Direzione ha tenuto a precisare che lo spostamento della Rsa nei locali della ex scuola elementare di Amandola potrà eventualmente fare seguito solo all’acquisizione formale di tutte le documentazioni riguardanti l’accreditamento della struttura secondo le normative vigenti. Le nostre perplessità hanno trovato fondamento. Oggi, fermi tutti, ci piace sognare, un ospedale nuovo e una Rsa ‘provvisoria’…. Ma chi ha deciso di non ripristinare l’esistente?


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