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Storia e ritrovamenti Piceni a Belmonte riassunti in un libro (FOTO)

BELMONTE PICENO - La storia dei Piceni e i dettagli sui reperti conservato nel museo comunale situato lungo il corso del paese, inseriti in una pubblicazione distribuita alle famiglie
venerdì 21 Luglio 2017 - Ore 17:52
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di Alessandro Giacopetti

Ogni famiglia di Belmonte Piceno lo riceverà gratuitamente. E’ “Il ritorno dei tesori piceni a Belmonte. La riscoperta a un secolo dalla scoperta”, un volume storico sui Piceni pubblicato in circa 2000 copie dal Comune di Belmonte Piceno, cofinanziato con il bando Art- Bonus.
“Si tratta di un catalogo dei pezzi del museo archeologico di Belmonte e una storia dei Piceni relativa proprio al nostro paese – spiega il sindaco Ivano Bascioni – fatto da Joachim Weidig, un archeologo che è stato direttore scientifico e curatore del museo archeologico di Belmonte e ora è curatore del catalogo”.

Il volume parte descrivendo l’importanza del sito di Belmonte nell’epoca arcaica arrivando alle stele iscritte e alle ricerche archeologiche volte con due capitoli dedicati rispettivamente allo “scopritore e lo scavatore” cioè Silvestro Baglioni (scopritore) e Innocenzo dall’Osso (scavatore). Quindi vengono riassunte le vicende dei corredi tombali tra smembramento, distruzione, scomparsa e rinvenimento, e descritti i guerrieri, i carri e i morsi di Belmonte. Capitoli a parte quelli dedicati alle donne di Belmonte e alle sepolture femminili principesche così come ad amuleti, pendagli per i bambini e donne, vasi ceramici e figure in terracotta. Quindi si arriva al restauro nel tempo e alla ricontestualizzazione dei corredi tombali dei vecchi scavi per chiudere con un catalogo degli oggetti esposti nel museo archeologico comunale.
“La mostra permanente del Museo Archeologico Comunale di Belmonte Piceno sulla civiltà dei Piceni, inaugurata nell’ottobre 2015 – si legge tra le pagine del volume – segna il definitivo ritorno dei tesori dei nostri antenati in un territorio già sede di una delle principali necropoli. Tale struttura non vuole però essere un mero contenitore di ‘cimeli’,
ma una realtà dinamica, operativa ed informativa. Con essa Belmonte Piceno e l’intero territorio dell’Area Vasta Fermana può fregiarsi di un’utile chiave di lettura del nostro patrimonio storico-archeologico”.


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