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I cento anni della tovaglia della Cavalcata: tra devozione e identità

FERMO - Andrea Monteriù: "La Tovaglia trasmette valori, ieri come oggi, che attraverso la Cavalcata riviviamo e facciamo nostri. Oggi il mio cuore è in festa per questo importante anniversario”
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foto Simone Corazza

Cinque metri di lunghezza per ottanta centimetri di altezza; un tessuto povero ma delicatissimo e quasi impalpabile, ricamato con il punto pittura, o “punto raso”, utilizzando fili di seta, lana, cotone, inserti in argento e metallo; otto sfumature per ogni colore, oltre al bianco e al grigio perla, che contribuiscono a dare profondità al ricamo e ai soggetti riportati.
Sono le caratteristiche principali della Tovaglia Policroma, illustrate sabato pomeriggio dal professor Massimo Temperini e da Maria Rita Faleri, esperta del ricamo e del tessuto e presidente dell’associazione “Il filo che conta”. Il “paliotto”, come ha riferito Temperini inquadrando anche il contesto storico in cui il manufatto è stato realizzato, incorniciava l’altare maggiore del Duomo per tre lati e fu offerto a Maria in occasione del giorno dell’Assunta del 1917 come voto per auspicare la pace e il termine della grande guerra. 
Un pomeriggio per conoscere e celebrare i 100 anni di “un’icona di pace”: sabato il giardino del Museo Diocesano di Fermo ha ospitato l’iniziativa voluta dall’Ufficio di Presidenza della Cavalcata dell’Assunta in occasione del centesimo anniversario della Tovaglia Policroma. Un momento di riflessione che ha unito istituzioni, contradaioli, esperti e appassionati attorno al prezioso manufatto nato nel 1917 per mano delle suore benedettine di Fermo.
Alla presenza del Prefetto Di Lullo, del Sindaco Calcinaro, di Mons. Mario Lusek, di Don Michele Rogante, dell’Assessore Torresi, il consigliere per il delegato al centro storico Luigi Rocchi, del Cavalier Tullio Patassini dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, dei priori e dei contradaioli il pomeriggio si è aperto con i versi scritti dal vice presidente Andrea Monteriù e letti dal regista della Cavalcata Oberdan Cesanelli, che ha poi illustrato il programma dell’edizione 2017.

“La Tovaglia è la storia – ha detto Monteriù – il segno concreto dell’identità della Cavalcata dell’Assunta e della devozione della comunità fermana nei confronti della patrona della città. Inoltre la Tovaglia trasmette valori, ieri come oggi, che attraverso la Cavalcata riviviamo e facciamo nostri. Oggi il mio cuore è in festa per questo importante anniversario”.
Il vice presidente Leonello Alessandrini ha presentato le 100 litografie numerate realizzate per l’occasione, contenute in una elegante cartella e arricchite, sul retro, della presentazione storica curata dal professor Massimo Temperini, di cui sono state omaggiate le autorità presenti a partire dalla Madre Abbadessa Maria Cecilia, che ha ricevuto simbolicamente la numero 1.
Riscoperta delle radici della rievocazione storica e dei luoghi della città, grazie all’esposizione della Tovaglia nel Museo Diocesano, sono gli aspetti ricordati dal Sindaco Paolo Calcinaro e da Mons. Mario Lusek, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport: Lusek ha riferito inoltre dell’interessamento nei confronti della Cavalcata dell’Assunta da parte della redazione della rubrica di Rai Uno “A Sua Immagine”, a cura della CEI, che sta valutando la possibilità di dedicare un’intera puntata proprio alla rievocazione fermana.
La Tovaglia Policroma in tutta la sua bellezza è visitabile, in maniera gratuita, all’ingresso del Museo Diocesano di Fermo, dove è possibile acquistare le litografie a tiratura limitata.


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