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Il “Cenato” nazionale a
Santa Vittoria in Matenano

L’associazione, più di ottanta soci divisi in sezioni regionali in tutta Italia, mira a valorizzare il momento conviviale della cena attraverso la genuinità dei cibi e la semplicità dei piatti tipici della cucina dei territori
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Paesaggio, natura, cultura ed eno – gastronomia si legano insieme e si esaltano a Santa Vittoria in Matenano grazie al “Club dei cenatori”.

L’associazione, più di ottanta soci divisi in sezioni regionali in tutta Italia, che mira a valorizzare il momento conviviale della cena attraverso la genuinità dei cibi e la semplicità dei piatti tipici della cucina dei territori, ha riunito lo scorso 15 luglio l’undicesimo Cenato nazionale al ristorante Farfense.

Il Presidente, notaio Alfonso Rossi, ha lanciato diversi brindisi con rime baciate ad ogni portata del menù ispirato alla tradizione culinaria della zona, con prodotti e pietanze di produzione del noto ristorante del fermano: prosciutto tagliato a mano con pane della casa, galantina; zuppa di maltagliati e fagioli con olio locale; coniglio “alla Eva” e agnello alle olive.

La cena, a cui sono intervenuti trentacinque cenatori da varie città e anche Farhad Farahani, ospite iraniano del cenatore Luca Marani, è stata preceduta dai saluti del sindaco, Fabrizio Vergari, che ha ringraziato il Presidente Rossi per avere scelto Santa Vittoria, pesantemente colpita dai terremoti dello scorso anno, come sede del Cenato nazionale 2017, rilevando difficoltà e criticità della ricostruzione dopo il sisma.

Il cenatore Giovanni Scaloni, originario del posto, prima di iniziare la degustazione dei piatti, su cui a maggioranza dei votanti è prevalsa la pasta e fagioli, ha fatto da guida ad una visita del paese, in un panorama di mare e monti incorniciati da un tramonto spettacolare.

Per l’occasione Guglielmina Rogante, docente all’Università Cattolica di Milano, è stata invitata a parlare del suo libro “Sillabario del tempo. Storie di paesaggi e di cibi”, in linea con lo spirito e le finalità del Club dei cenatori.

Dopo l’introduzione del cenatore Pier Paolo Pascali, della sezione “Barone Rao” di Roma, il quale ha significato l’importanza dell’educazione alla bellezza come il presupposto per apprezzare il gusto del mangiare bene e i piaceri dell’arte e della cultura, il cenatore ad honorem Antonio Placanica, consigliere parlamentare alla Camera dei deputati, ha presentato i racconti della scrittrice fermana, che evocano sapori, profumi antichi e oggetti dell’infanzia di una civiltà contadina ormai scomparsa, senza alcuna nostalgia per un passato di cui è importante, però, conservare la memoria.


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