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Allontanato dall’Italia,
l’aggressore di Properzi è tornato:
“Dorme davanti al mio bar”

PORTO SAN GIORGIO - Il 36enne lo scorso 26 maggio è stato imbarcato dalla polizia su un aereo diretto in Romania. Divieto di fare rientro in Italia per almeno 5 anni
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di Giorgio Fedeli

Ha aggredito il barista Alessandro Properzi, è stato accompagnato dalla polizia a Fiumicino e imbarcato su un aereo per la Romania. Ma da qualche giorno, dopo nemmeno due mesi dall’allontanamento dall’Italia, è tornato in città. Stiamo parlando del 36enne di origini rumene che nei mesi scorsi è finito sotto i riflettori della cronaca per aver aggredito il titolare del bar della Stazione che ora sbotta: “Quando ci siamo incontrati mi anche detto ‘Vedi? Sono ancora qui’. E dorme anche davanti al mio bar. Ho anche avvisato il sindaco. Qualcuno intervenga“.

L’AGGRESSIONE

L’uomo in questione,  36enne di origini rumene, da mesi fa discutere per il suo atteggiamento aggressivo, si muove spesso chiedendo l’elemosina all’incrocio tra la statale Adriatica, viale don Minzoni e la strada provinciale Fermana. Poi l’episodio che ha fatto precipitare la situazione. Il 18 aprile quell’uomo ha aggredito Properzi: “Quel giovedì di metà aprile aveva urlato per tutto il pomeriggio nella sala d’attesa della stazione e nell’androne principale, infastidendo anche mia moglie che svolge funzioni di biglietteria. Per tale motivo sono state chiamate le forze dell’ordine. A quel punto è intervenuta la polizia che ha allontanato quel soggetto. Nonostante questo, dopo circa un’ora, ha fatto ritorno in stazione. Io non l’ho mai fatto entrare nel mio locale ma lui, con la sua presenza fastidiosa e il suo urlare, allontanava i possibili clienti dal mio locale. Verso le 19,30 ha aumentato le urla. Si presentava in uno stato pietoso, completamente ubriaco e barcollante. A quel punto, per l’incolumità mia e di mia moglie che lavora in biglietteria, sono uscito dal mio locale, l’ho fermato, ho impedito che cadesse, l’ho alzato di peso e l’ho portato sulla porta della stazione, pregandolo di non tornare in quello stato. Mi sono voltato e mi sono incamminato nella sala biglietteria per fare rientro al mio bar. Ma non appena varcata la soglia del mio esercizio, quel tale ha fatto rientro nella stazione, ha afferrato il prezzario in metallo, consistente in un paletto metallico, e mi ha colpito con violenza alle spalle. Io ho barcollato piegandomi in avanti e mentre mi voltavo, sono stato colpito sull’orecchio sinistro da una scatoletta di tonno che quell’uomo mi ha scagliato addosso. Sanguinante sono caduto a terra mentre lui ha continuato a picchiarmi con pugni in testa e a minacciarmi dicendomi che mi avrebbe dato fuoco al bar e che mi avrebbe ammazzato con mia moglie. Mi ha insultato. Mi ha detto che poteva fare quello che voleva, che nessuno poteva fargli nulla, dicendomi che era rumeno. Solo l’intervento del tabaccaio della stazione, con un cittadino extracomunitario lì presente, mi ha salvato da ulteriori conseguenze. Ho così contattato immediatamente le forze dell’ordine. Sul posto, questa volta, sono arrivati i carabinieri che hanno preso le generalità dei presenti e allontanato il soggetto che, nel frattempo, continuava a minacciarmi. A seguito dell’aggressione ho chiuso la mia attività e mi sono recato al pronto soccorso di Fermo dove i sanitari mi hanno riscontrato una ferita da taglio sul lobo dell’orecchio sinistro, un ematoma da contusione alla mandibola sinistra, una contusione dorsale, un trauma cranico minore dall’aggressione che ho riferito ‘con arma non convenzionale’ ossia la spranga di metallo e la scatoletta di tonno, giudicandomi guaribile in 10 giorni. Per quello che mi è accaduto ho sporto querela”.

I PROVVEDIMENTI DI ALLONTANAMENTO

L’uomo, seguito e monitorato da tempo dalla polizia, il 26 maggio scorso è stato raggiunto da un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale con l’uso della forza pubblica. “Si evidenzia che l’uomo, di recente – la nota del commissariato a fine maggio – si era reso protagonista di alcuni episodi di violenza presso la stazione ferroviaria di Porto San Giorgio, azioni che avevano destato particolare allarme sociale. R.D. già nel luglio 2014 era stato allontanato dal territorio nazionale con provvedimento emesso dal Prefetto di Pescara con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica. All’uomo, contestualmente, venne fatto divieto di far ritorno sul territorio nazionale per un periodo di tre anni  e cioè fino al luglio 2017.

Alessandro Properzi

Di fatto, comunque, R.D. è rientrato sul territorio nazionale verso la fine del 2016 stabilendosi e vivendo di elemosina a Porto San Giorgio, territorio dove, come premesso, aveva creato non pochi problemi. Nel marzo 2017 R.D., rintracciato dai poliziotti, è stato accompagnato in commissariato dove, in collaborazione con personale dell’ufficio di Immigrazione della Questura di Ascoli Piceno, è stato fatto oggetto di un ulteriore provvedimento di allontanamento emesso dalla Prefettura di Fermo. Nell’occasione, all’uomo, è stato concesso un termine di dieci giorni per lasciare il territorio nazionale, provvedimento al quale non ha ottemperato.
Verso le 6 del 17 maggio scorso, gli agenti, liberi dal servizio a Porto San Giorgio, notata la presenza di R.D. hanno provveduto a bloccarlo ed ad accompagnarlo in commissariato in collaborazione con una volante. Atteso che l’uomo non aveva ottemperato al provvedimento di lasciare il territorio nazionale il questore di Ascoli Piceno,  Mario Della Cioppa, ha emesso nei suoi confronti l’ordine a lasciare il territorio mediante l’uso della forza pubblica. Il provvedimento è stato convalidato dal tribunale di Fermo ed in considerazione di ciò R.D. è stato accompagnato dal personale del commissariato di Fermo presso lo scalo aereo di Fiumicino dove è stato immediatamente imbarcato su un volo diretto in Romania. A questo punto R.D. non potrà far rientro sul territorio italiano prima che siano trascorsi cinque anni dal suo effettivo allontanamento”.

TORNATO IN CITTA’

La ferita riportata da Properzi dopo l’aggressione ad aprile

Ma a nemmeno due mesi di distanza dall’allontanamento dall’Italia, quel rumeno di 36 anni è riapparso, da diversi giorni, in città. E ha ripreso ad aggirarsi nel cuore di Porto San Giorgoi, dall’incrocio tra la ss 16 e la provinciale Fermana, alla stazione ferroviaria. La polizia è al corrente di tutto. E gli agenti hanno riaccompagnato l’uomo in commissariato. Altra denuncia in attesa del pronunciamento della magistratura che segnerà il futuro del 36enne.

 

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1 commento

  1. 1
    Gustavo Lafava il 27 Luglio 2017 alle 16:34

    ….scusate ma invece di imbarcarlo su un aereo gli potrebbero pagare una camera pensione completa al David Palace.

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