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“Caro buon vecchio Palio” dal 1982 ad oggi:
storie di cavalli, uomini e grandi vittorie

Il racconto di Federico Raccichini: "Che succederà nel 2017? Non me lo chiedete. I cavalli li ho scelti io ma i mezzo sangue o angloarabi che dir si voglia non sono facili da valutare. Di favoriti nell’edizione che verrà non ce ne sono, ma se proprio vogliamo trovare qualcosa che ci faccia sperare una 'Briccona' farebbe proprio al caso nostro…"
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di Federico Raccichini

Caro buon vecchio Palio,

Il selezionatore Federico Raccichini

si cambia rotta dopo 35 anni, anche tu ti devi adeguare alle nuove regole e quest’anno si cambia genere: si provano i mezzo sangue. Ma quanta strada abbiamo fatto insieme … è cominciato tutto nel 1982 (chi vi scrive allora faceva il paggetto con tanto di scarpa college, però!!). Il primo lo vinse il biondo Miseno con in sella una giovanissima Rosita Quintili per la contrada Pila che da allora non ha più stretto tra le mani il “cencio”. Nel 1983, la seconda edizione, il Palio è rimasto in casa Quintili ma stavolta è stato Marcello a vincerlo in sella a King per Molini Girola. Nel 1984 toccò al compianto Paolo Ridolfi che vinse in sella a Roy per il bianco-rosso di Capodarco. Di corsa al 1985 con “la Svizzera” Silvana Group che beffò tutti in sella a Mandingo; sotto mentite spoglie nel 1986 vinse Il Tigre (ma nell’albo d’oro leggiamo El Bandido). Dopo la vittoria di Max e Massimo Vita nel 1988, la prima vera grande svolta del Palio: il cambio di percorso dallo stradone di viale Trento al percorso cittadino dalla Torretta fino alla Strada “Noa”.

E via di novità: al Palio arriva il canapo. La prima edizione degli anni novanta fu rocambolesca con tanto di rinvio, alla fine Tulipano ha regalato un’altra gioia ad un lanciatissimo Gianluca Concetti. Il 1991 è un altro anno da ricordare non tanto per l’arrivo ma per tutto quello che è successo negli ultimi 500 metri di corsa con il parapiglia a forza di frustate tra Tango e Madonna e alla fine la spuntò proprio la femmina con in sella un giovanissimo Massimo Vita che approdava al suo secondo Palio. Gli anni 1992 -1993 hanno un unico comune denominatore: Il Montegibertese Gianluca Concetti che vince entrambe le edizioni. La prima con Donatella e l’anno dopo con il “lupo nero” Borgo Franco (allora dominatore di quel che rimaneva del Gp. Marche). Il 1994 fu l’anno della consacrazione del classico Caomet che la vince di pura classe per il rosso-nero di San Bartolomeo. 1994 e 1995 chiamano in causa Roberto Cognigni che ha fatto un ambo secco sulle ruote Green Storm e Double Speed. Di corsa fino al 1999 dove, da scossa, vince Love Lady per la gioia dei contradaioli di Campiglione. Poi approdammo agli anni 2000, ad inaugurare la prima edizione del terzo millennio fu Chen Damy che regalò il sesto Palio a Gianluca Concetti (ancora oggi il fantino con più vittorie). Nel 2001 toccò a Boldrus con il coccodrillo Lobina e i colori della scuderia Otto. Poi i ricordi si fanno più nitidi e non bisogna cercare nell’album dei ricordi per ricordarsi la vittoria di Giacomo Sandroni su Drago nel 2003, del grigio Bello di Notte nel 2005, nel 2007 Tolox e Giovanni Formica regalarono il cencio a Campolege. Nel 2008 vince il fermanissimo Giuseppe Viti con il suo Tissà ma stavolta lo chiamiamo per nome ed era Lazzaro con in sella il molisano Michele Santoro.

Il 2010 fu l’edizione delle polemiche per un contatto negli ultimi metri ma negli annali è rimasta la monta della volpe Alberto Antinori che dopo 26 tentativi è riuscito a vincere il suo Palio. Nel 2011 fu Adanospirit a vincere oppure, come si legge negli annali, Sir Franco con in sella “Asciutto” ovvero Giulio Chioffi. E poi fino a ieri sono passati vincitori due volte Nonmeloricordo, Capitan Uncino, Mistero e l’anno scorso il possente Tappingo per la gioia di Davide Cacino che si porterà Fermo sul braccio per tutta la vita visto che si è tatuato la data 15/08/2016. Che succederà nel 2017? Non me lo chiedete. I cavalli li ho scelti io ma i mezzo sangue o angloarabi che dir si voglia non sono facili da valutare. Di favoriti nell’edizione che verrà non ce ne sono, ma se proprio vogliamo trovare qualcosa che ci faccia sperare una “Briccona” farebbe proprio al caso nostro…

 


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