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Esordio convincente, la Fermana doma
il Teramo sul fondo del “Mancini”

COPPA ITALIA - Il puntuale tap in di Gasperi nel primo tempo e la fantastica parabola di D'Angelo in avvio di ripresa consentono ai canarini di inaugurare l'avventura prof di stagione con un tonico 2 - 0
domenica 6 Agosto 2017 - Ore 22:33
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L’esultanza canarina per il vantaggio di Gasperi

FANO (PU) – Esordio ufficiale di stagione per la truppa di Destro. Causa lavori di adeguamento alla Serie C in corso al “Recchioni”, come noto la Fermana ha debuttato per l’era del professionismo 2.0 al “Mancini” contro il Teramo, nella prima di Coppa Italia. Come sempre, gialloblù seguiti dai fedelissimi tifosi che per l’occasione hanno viaggiato obbligatoriamente a mezzo pulmini, viste le disposizioni di pubblica sicurezza a vietare automobili private e ad individuare un passaggio ben preciso per raggiungere l’impianto di gioco. A riposo il Racing Fondi, terza squadra a completare il girone della competizione. La sfida tra le duellanti finisce così in favore dei gialloblù, che tornano alla casa madre con lo scalpo biancorosso teramano.

IL TABELLINO

FERMANA 2 (4-3-3): Valentini; Clemente,  Comotto, Ferrante, Iotti; Misin (30′ st Ciarmela), Mane, Gasperi; Petrucci (13′ st Da Silva), Cremona (36′ st Akammadu), D’Angelo. A Disposizione: Ginestra, Urbinati, Acunzo, Roma, Giampà, Grieco, Smerilli, Zacheo. All. Flavio Destro

TERAMO 0 (4-3-2-1): Calore; Ventola, Caidi, Speranza , Pietrantonio (27′ st Diallo); De Grazia (42′ st Altobelli), Amadio, Ilari; Tulli, Faggioli (9′ st Paolucci); Foggia. A disposizione: Lewandowski, Milillo, Di Renzo, Cesare, Palladini. All. Antonino Asta

ARBITRO: Campione di Pescara

RETI: 41′ pt Gasperi, 1′ st D’Angelo

NOTE: Ammoniti Ilari, D’Angelo e Comotto; recupero 0′ + 3′, spettatori 200 circa con qualche decina di supporter teramani

LA CRONACA

Canarini durante il riscaldamento prepartita

Destro punta sul tridente da “usato sicuro”, con ogni riferimento cioè all’assetto della scorsa stagione, dato da uomini e mezzi, puramente voluto. Il dinamismo di Petrucci e D’Angelo a macinare sull’esterno, mentre Cremona rappresenta centimetri e chilogrammi a centro area. L’ex ala destra del Torino, Antonino Asta, allestisce invece “il diavolo” con il classico albero di Natale, dove Tulli e Faggioli si trovano in appoggio al terminale Foggia.

Dopo la classica fase di studio, ecco un sussulto della Fermana. Discesa sulla destra di Clemente e conclusione di D’Angelo in acrobazia, terminata alta di poco. Qualche minuto dopo, alla mezz’ora circa, Petrucci suggerisce per l’ariete Cremona che, da posizione centrale, emulando D’Angelo spedisce di un niente sopra la traversa. Il pericolo corso sveglia il Teramo, ci prova perciò Pietrantonio dalla distanza ma Valentini è attento e vola a deviare in tuffo. Il momento sembra sorridere agli ospiti ma Iotti scende sulla fascia e manda al centro un traversone beffardo dove Speranza rischia addirittura l’autorete.  E’ il preludio al gol: dagli sviluppi di corner Gasperi è il più lesto di tutti nel capitalizzare in rete il vantaggio. Prima della fine parziale dei giochi ci sarebbe anche la possibilità del raddoppio perché Iotti imbecca Petrucci per l’uno contro uno sull’estremo Calore, con questi abile nel respingerne la conclusione centrale. Allo scadere Valentini rientra in cronaca, tutelando il vantaggio da una conclusione ravvicinata di Foggia.

Si riparte come meglio non si potrebbe. Dalla distanza D’Angelo disegna una traiettoria a scendere dai 30 metri che lascia di stucco Calore, ed è il raddoppio. L’esterno offensivo ci riprova subito dopo, ma la parabola stavolta è fuori bersaglio. La reazione teramana passa così per i piedi di Foggia, che a pochi passi dalla fatidica linea spara alto. Asta passa allora ai correttivi togliendo Faggioli per buttare nella mischia Paolucci. Fa altrettanto Destro, inserendo le forze fresche di Da Silva al posto di Petrucci. Il neo entrato si fa subito notare saltando un paio di avversari prima di servire nel mezzo Cremona, arrivato però tardi all’appuntamento decisivo in scivolata. Vena offensiva canarina affatto placata, c’è addirittura Comotto lanciato verso la porta biancorossa ma il capitano viene fermato in maniera dubbia dalla retroguardia abruzzese. Tra il periodo di dura preparazione, la spossatezza dovuta al gran caldo e, non da meno, dopo la lettura tattica della contesa, i tecnici mischiano ancora le carte. Nel Teramo entrano Diallo e Altobelli, per i canarini in campo vanno Ciarmela e Akammadu. A conti fatti la Fermana chiude perciò la gara con ben 8 under, ed acquisendo al triplice fischio una vittoria che fa morale e ben sperare nel cammino che porta verso il trofeo a tinte Tricolori.

Paolo Gaudenzi


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