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Notte del silenzio a Pescara del Tronto,
il vescovo legge i 48 nomi delle vittime

UN ANNO DOPO - Veglia di preghiera alle 3,36, ora della prima scossa. Monsignor D'Ercole: "Da domani progettare il futuro di questo territorio facendo tesoro degli errori del passato"
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Nella notte illuminata dalle fiaccole il vescovo di Ascoli Piceno Giovanni D’Ercole alle 3,36 ha scandito i nomi delle 48 vittime del terremoto del 24 agosto 2016 nel territorio di Arquata del Tronto. E’ sembrato un tempo infinito quello impegnato per leggerli tutti nel silenzio assoluto, rotto dopo ogni nome dai rintocchi di una delle campane della vecchia chiesa di Pescara del Tronto, frazione che ha registrato il più alto numero di morti e che ha ospitato la commemorazione ad un anno dal sisma. Con il sindaco Aleandro Petrucci c’era tanta gente: sopravvissuti, familiari delle vittime, volontari. Hanno dato vita ad una fiaccolata che ha raggiunto l’ex campo giochi di Pescara, dove è stato inaugurato un monumento in ricordo, disegnando a terra un grande cuore con le fiaccole. Oggi è lutto cittadino: alle 16,30 mons. D’Ercole celebrerà una messa in suffragio insieme ai sacerdoti delle zone terremotate. Saranno presenti la presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro dell’Interno Marco Minniti.

Il vescovo Giovanni D’Ercole legge i nomi delle vittime

Un corteo silenzioso di persone ha raggiunto questa notte Pescara del Tronto con dei bus, per la veglia. ‘‘Per desiderio delle famiglie – ha spiegato il vescovo  Giovanni D’Ercole – questa è la notte del silenzio, dell’intimità, della memoria e della preghiera. È una notte per riflettere: domani sarà il giorno per progettare il futuro di questo territorio facendo tesoro degli errori del passato. Sosteniamo familiari e superstiti e ringraziamo tutti coloro che si sono adoperati in questo anno. L’anniversario del terremoto vuole essere anche sforzo di speranza, puntando a una visione del futuro positiva anche se le difficoltà, gli ostacoli e gli intralci della burocrazia spietata tentano di spingere lo spirito a un realismo fatale che rasenta il fatalismo della disperazione. Molto resta da fare – sottolinea mons. D’Ercole -, la lentezza degli interventi pubblici in molti l’hanno più volte sottolineata; la fatica che ci attende è chiara a tutti, ma il coraggio e l’impegno hanno ripreso a camminare sulle gambe della speranza”. Poi i simboli: ”i media identificano questo terremoto come ‘il terremoto di Amatrice, ma il luogo che più di ogni altro può mostrare l’energia divoratrice del sisma è proprio Pescara del Tronto, dove non trovi un masso, un muro, una mezza casupola in piedi, ma tutto diventato poltiglia di ridottissimi rottami”. Fiaccolata anche ad Amatrice e Accumuli, culminata con 249 rintocchi di campana, come il numero delle vittime. La veglia è stata celebrata dal vescovo di Rieti, Domenico Pompili, con i familiari delle vittime. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha quindi scoperto un monumento eretto al parco don Minozzi in ricordo dei morti.


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