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«Dire dove siamo è il nostro compito»:
alla basilica Santa Croce
il ricordo di Santori

SANT'ELPIDIO A MARE - Ad organizzare l'evento l'associazione che porta il nome del poeta e saggista elpidiense. Introdurrà la serata il poeta Gianfranco Lauretano. Toccherà poi alle voci di recitanti di Pamela Olivieri e Rodolfo Ripa, accompagnate dalle musiche di Fabio Capponi e Giuseppe Franchellucci. Si continuerà con la presentazione, a cura di Angela Bianchi, del volume che raccoglie l'intera opera poetica di Santori
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Antonio Santori

‘Dire dove siamo è il nostro compito’. Un verso della sua ultima opera poetica, La linea alba, dà il titolo all’incontro che domani sera, alla Basilica imperiale di Santa Croce, ricorderà Antonio Santori a 10 anni dalla prematura morte, di cui oggi ricorre l’anniversario. Ad organizzarlo l’associazione che porta il nome del poeta e saggista elpidiense. Introdurrà la serata il poeta Gianfranco Lauretano. Toccherà poi alle voci di recitanti di Pamela Olivieri e Rodolfo Ripa, accompagnate dalle musiche di Fabio Capponi e Giuseppe Franchellucci. Si continuerà con la presentazione, a cura di Angela Bianchi, del volume che raccoglie l’intera opera poetica di Santori: “La pagina bianca del possibile e del necessario”, edito da Italic Pequod.
Anche il sindaco di Sant’Elpidio a Mare Alessio Terrenzi ha voluto ricordare oggi la figura di Santori, “poeta, insegnante, saggista italiano nonchè assessore di questo Comune con l’ex sindaco Martinelli che fece un’ottima scelta nel volerlo accanto, in giunta. Una persona speciale, quella di Antonio Santori. Nonostante io fossi in minoranza a quell’epoca mi ha sempre coinvolto nelle sue iniziative e lo ricordo con affetto. Riteniamo che il modo migliore per onorare la sua memoria sia quello di riprendere e portare avanti i progetti in cui tanto ha creduto ed è quello che faremo”.
Parole cariche di affetto e nostalgia quelle della presidente dell’Ente Contesa Alessandra Gramigna. “Caro Antonio, quante avventure vissute e condivise con la Contesa. L’organizzazione del convegno di studi dedicato al 50esimo, i successivi convegni in collaborazione con il Comune di Fermo, la prima modifica importante della Città Medioevo, introducendo un tema annuale che accompagnasse la manifestazione e le permettesse di crescere culturalmente. La tua immensa preparazione culturale, accompagnata dall’inesperienza organizzativa, di cui avevi perfettamente cognizione e per questo sfoderavi un’umiltà che solo i grandi personaggi sanno avere. Del resto è impossibile e inutile chiedere ad un genio di occuparsi del contingente. Un uomo, prima di tutto, con cui era bello condividere progetti poi tutti realizzati, anche con la grande fatica di farsi comprendere da molti, moltissimi. Anche a te l’onore, dopo la tua improvvisa e cocente scomparsa,di essere ricordato, per il tramite della tua contrada la Nobile San Giovanni, nell’ambito Secchio! Li sei ogni giorno al nostro fianco”.

M.M.


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