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Isole tecnologiche avanti tutta,
Sgds: quale futuro per la partecipata?

PORTO SAN GIORGIO - Le percentuali di differenziata superano anche l’80% nelle aree attrezzate. Il nodo da sciogliere sarà quello della gestione dei materiali raccolti
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di Sandro Renzi
Le isole tecnologiche funzionano ed i dati raccolti dalla San Giorgio distribuzione confermano la bontà di una scelta che andrà estesa a tutta la città. Le percentuali di differenziata superano anche l’80% nelle aree attrezzate con tanto di bidoni e videosorveglianza, dove l’accesso è ammesso solo con le tessere assegnate dal Comune. Per ora è solo la zona nord di Porto San Giorgio ad aver sperimentato questo sistema di raccolta che potrebbe essere gradualmente esteso a tutti i quartieri. Anche Fermo si sta attrezzando in tal senso. Il condizionale è però d’obbligo. I costi dell’operazione non sono bassi. Soppiantare il porta a porta non è semplice. A settembre si metterà allora mano ad un piano industriale che dovrà tenere conto di questo progetto. “Occorrono cambiamenti strutturali –spiega l’ad della Sgds, Marco Ceccarani – in seno alla stessa società se vogliamo puntare sulle isole tecnologiche. Investimenti e sviluppo, individuazione di nuovi compiti per il personale, il lavoro non manca insomma”.

Il nodo da sciogliere sarà quello della gestione dei materiali raccolti. Impensabile tuttavia che si possa realizzare un impianto di smaltimento sul territorio comunale per risparmiare qualcosa. Altre saranno le strade a cui l’amministrazione comunale farà riferimento per ottenere un duplice obiettivo: economie di scala e tariffe agevolate. Tra le voci che pesano di più sul bilancio della partecipata c’è proprio il costo di smaltimento. Tanto più pesante quanto più alti sono i volumi di materiale conferito. “I residenti sono gli stessi ma le quantità crescono sempre di più” dice Ceccarani. Implicito il riferimento al materiale spiaggiato, proveniente dai fiumi, nel periodo invernale o al fenomeno delle alghe che quest’anno ha costretto gli operai della Sgds ad effettuare diverse pulizie straordinarie. “Situazioni che non sono più occasionali ma strutturali” rimarca l’ad. In questo discorso si inserisce pure l’ampliamento del numero delle isole tecnologiche. “Sul piatto dobbiamo mettere anche queste”. E sarà l’indicazione che Ceccarani ribadirà al sindaco Loira. I vantaggi superano gli svantaggi. Più semplice la raccolta da parte degli operatori, più agevole il conferimento anche da parte dei villeggianti che non devono così attenersi rigidamente al calendario delle giornate (martedì carta etc), più conveniente per gli utenti che grazie alla tessera accumulano punti entrando in un circuito premiante che in prospettiva porterà ad una tariffa puntuale, ovvero pagare in funzione di quello che effettivamente si conferisce e si differenzia. Senza tralasciare l’aspetto legato alla cura dell’arredo urbano. Togliendo di torno i cassonetti ancora presenti in città per la raccolta del vetro e dell’alluminio, alcuni turisti e proprietari di seconde case, spesso sprovvisti dei sacchetti rilasciati dal comune e incuranti di un calendario per la raccolta, si sentirebbero forse meno legittimati ad abbandonare i rifiuti nei pressi di questi bidoni. O, come sempre più frequentemente avviene, addirittura nei cestini presenti lungo i viali o nelle piazze. “Occorre un controllo più capillare” la richiesta di Ceccarani per combattere una piaga che macchia l’immagine della città da luglio ad agosto.


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