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Mirko Cudini: ”…con Giampiero
Ventura in quel Cagliari…”

IL PERSONAGGIO - L'ex difensore centrale professionista, nel corso della longeva carriera, ha incrociato l'attuale tecnico della Nazionale nell'esperienza in Sardegna. Nelle parole dello stesso ecco i punti forza e le criticità attuali del timoniere Azzurro, impegnato con la tortuosa strada che porta al Mondiale
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Mirko Cudini nella scorsa stagione al timone della Sangiustese, con la quale ha vinto il campionato di Eccellenza

FERMO – “Tra gli allenatori migliori che ho avuto in carriera senza dubbio c’è Giampiero Ventura”. Questa una delle frasi pronunciate da Mirko Cudini in una sollecitazione di qualche anno fa mossa dal sottoscritto, dove venne chiesto, a domanda specifica, un parere sui mister incrociati durante la luminosa strada maturata nel prestigioso calcio che conta.

Difensore centrale, in corsa dal 1990 al 2013,  l’atleta tornato da poco sull’erba, pardon, sulla sabbia del team italiano di Beach Soccer, vanta una navigata esperienza all’apice del tetto del professionismo.

Sambenedettese, Avellino, Salernitana, Vicenza, Monza, Torino, Genoa, Ascoli e Perugia alcune delle piazze calcate tra i prof dal calciatore “Made in Fermano”, dove non manca appunto l’avventura agli ordini dell’attuale commissario tecnico della Nazionale, vissuta dal 2001 al 2003 a Cagliari.

“Ricordo molto bene l’esperienza sarda, quando ero ed eravamo guidati dal ct azzurro. Ci insegnava calcio – prosegue oggi Cudini -, si approcciava a noi con buon metodo e spiccata professionalità. All’epoca giocavamo però in maniera diversa dall’attuale schema tattico di Ventura, cioè con un 4-4-2 in fase di non possesso variabile in 3-5-2 pallino del gioco in mano. Poi a Pisa il mister cambiò filosofia di gioco, passando all’attuale 4-2-4″.

Cudini viene così sollecitato sul momento opaco che la Nazionale Italiana guidata dal suo ex trainer sta attraversando, un aspetto a fare il paio cioè con la nostra analisi che lega Ventura ad episodi che si allacciano perfettamente con la terra di competenza ( leggi l’esonero post sfida contro la Fermana ).

La paura di non poter disputare il Mondiale c’è – prosegue l’ex stopper -, la sconfitta maturata in casa della Spagna non ha di certo giovato né alla classifica né al morale. In più di un’occasione i giocatori in campo parlavano tra di loro, un segno, credo, che potrebbe essere letto come mancanza di certezze e sicurezze”.

Credo che il Mister con il tipico poker di attaccanti volesse aggredire subito alto l’avversario, ma più di un aspetto evidentemente non ha funzionato – l’analisi di Cudini, ieri calciatore, oggi neo allenatore di successo, come dimostra la parentesi alla Sangiustese, portata sul tetto dell’Eccellenza passata -. Per giocare in un modo così particolare c’è bisogno di lavoro, più da club, quotidiano, rispetto agli sporadici incontri mordi e fuggi, saltuari, che le varie nazionali di calcio riescono ad incastrare, come impegni internazionali, nei calendari fitti di gare italiane ed europee delle singole società”.

Nel credo di Ventura ci sono molte giocate predefinite – gli argomenti condivisi con Cudini -. Un esempio è il classico taglio rasoterra verso il primo palo con un attaccante ad andare incontro alla palla, fare velo, e lasciare il tiro in porta al secondo centravanti alle spalle del primo. Meccanismi cioè da provare e verificare, oltre ad una precisa mentalizzazione dei compiti di ogni singola pedina. Ad ogni modo – il congedo denso di ottimismo -, credo però che da qua alla resa dei conti gli Azzurri di Ventura riusciranno a farcela, portando a casa il biglietto per le fasi finali delle competizioni planetarie. L’esperienza del collettivo e la razionalità del Mister saranno di certo le armi che aiuteranno l’Italia nell’impresa”.

Paolo Gaudenzi

 

L’ex difensore ai tempi dell’Ascoli, in una pulita e puntuale scivolata messa in mostra allo stadio San Siro di Milano, niente meno che su Zlatan Ibrahimovic, all’epoca in forza all’Inter


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