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Integrazione, la NuovaRicerca.AgenziaRES: “Animazione di comunità significa parlare con le persone”

FERMO - Incontro con Andrea Conficoni sabato 16 settembre dalle 9 alle 13 nell’ex Istituto Bambin Gesù di Fermo all’interno del percorso di formazione Officina di Sociale Evoluto
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NuovaRicerca.AgenziaRES è una cooperativa sociale che vive e lavora da più di trent’anni nel fermano e in questi trent’anni si è confrontata con fragilità e bisogni diversi e in continuo cambiamento.

“Oggi più che mai, il bisogno più urgente che emerge dal lavoro sul territorio – scrivono i responsabili – è quello di costruire legami e fiducia tra le persone, due valori che le fatiche del terzo millennio stanno progressivamente erodendo. In questo scenario e in quanto cooperativa sociale, NuovaRicerca.AgenziaRES, per la cultura e la storia di cui è portatrice, si sente investita da un compito particolare, quello di contribuire a rigenerare legami e fiducia e di esserne moltiplicatrice.

Ma proprio perché la situazione di contesto è particolarmente complessa, questo compito non può essere realizzato improvvisando. Per questo motivo NuovaRicerca.AgenziaRES ha riservato uno spazio particolare a questi temi all’interno del lungo percorso di formazione Officina di Sociale Evoluto che sta realizzando ed offrendo ai propri soci ed addetti, ma anche a tutto il territorio, visto che si tratta di incontri di formazione gratuiti ed aperti a tutti gli interessati”.

Ben 6 giornate, infatti, delle 27 totali che toccano i più svariati temi del lavoro educativo e sociale, sono dedicate all’animazione di comunità.

Il percorso è stato avviato il 6 luglio scorso con un incontro introduttivo, animato da Stefano Carbone (operatore sul campo, consulente e formatore nell’ambito dello sviluppo di comunità e del lavoro di rete) e Christian Gretter (Formatore e facilitatore su sviluppo di comunità e impatto sociale, competenze sociali di comunità, reti e persone, su processi di progettazione partecipata), che ha permesso di chiarire i concetti di base dell’idea di animazione di comunità, un’idea ed un agire che mira a promuovere relazioni significative, la costruzione di una memoria e di significati collettivi a partire da un reciproco avvicinamento che, gradualmente, abbatte i muri di pregiudizio, gli stereotipi, le categorie, per lasciar riconoscere la singolarità di ogni persona, ma anche l’universalità dei suoi bisogni e delle sue aspirazioni.

Il prossimo passo verrà mosso sabato 16 settembre, insieme ad Andrea Conficoni, educatore e formatore nel settore delle Politiche di Comunità, che condividerà le sue conoscenze, ma anche e soprattutto la sua particolare esperienza sul campo, in particolare gli specifici progetti di animazione di comunità volta all’integrazione dei rifugiati realizzati in Veneto. L’incontro è programmato dalle ore 9 alle 13 nell’ex Istituto Bambin Gesù di Fermo.

“Perché, quando si parla di animazione di comunità, aldilà della facile retorica, si parla di sporcarsi le mani, di mettersi in gioco, di bussare alla porta degli altri per cercare collaborazione e condivisione con il rischio di vedersela chiudere in faccia, quella porta. Per animare una comunità, infatti, non si può stare su un piedistallo né tantomeno in cattedra, ma bisogna diventarne una parte viva e pulsante, parlare con le persone, ascoltarle, partire dai bisogni reali e percepiti come urgenti”.

In coerenza con questa visione, il terzo incontro, che si terrà il 30 settembre prossimo, sarà una tavola rotonda dedicata allo scambio di esperienze più locali, che stanno nascendo in ambito marchigiano, grazie al contributo di operatori, politici e volontari del territorio.

Nei mesi successivi, poi, si approfondirà la conoscenza di metodologie per la costruzione di reti collaborative, grazie al contributo di Carlo Andorlini, e le metodiche di analisi e ricerca-azione indispensabili a preparare un buon intervento sociale, con la guida di Aldo Bonomi, accanto ad altre esperienze fatte, questa volta, in territorio bolognese.

Questo lungo percorso si chiuderà poi, a febbraio 2018, insieme a Flaviano Zandonai dell’Euricse, che aiuterà il gruppo ad appropriarsi di metodologie di valutazione di impatto per l’animazione sociale, indispensabili per comprendere la reale efficacia degli interventi.

Una formazione lunga ed articolata, quindi, per tentare di fare del lavoro sociale una risorsa per l’intero territorio e l’intera comunità ed uno strumento di coesione sociale, di partecipazione e di benessere per tutti i cittadini.


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