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L’emozione di studiare “differente”: un giovane dell’ITIS Montani si racconta

SCUOLA - A poche ore dall'inizio del nuovo anno scolastico Sydhney Gasparroni, 16enne iscritto al terzo anno del corso di Informatica, racconta lo stato d'animo vissuto prima di un esame
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di Sydhney Gasparroni*

Il sentirsi diversi è relativo e soggettivo perché magari anche gli altri si sentono differenti da te, ma c’è qualcosa che continua a supportare questo pensiero che dalla mente non togli.

Prendiamo in considerazione, ad esempio, il “pre” e “post” di un esame, qualsiasi, non ha importanza quale.

Innanzitutto l’impotenza: non si sa come comportarsi data la situazione che potrebbe decidere se si è pronti o meno per superare un certo livello. In questi casi giri per la stanza senza fermarti, consapevole del fatto che il tempo scorre inesorabilmente e quel momento prima o poi arriverà e andrà affrontato, ma non riesci a smettere e continui così, anche per ore e quando te ne accorgi… il tempo a disposizione è terminato e quindi devi lasciar perdere. In quel frangente iniziano i rimorsi e ti dai tutte le colpe possibili ed inimmaginabili per sviare il fatto principale, cioè che potevi fare di più, ma non l’hai fatto.

L’indecisione: altro carattere fondamentale. Decidi di iniziare a studiare, magari anche con largo anticipo, per avere il giusto tempo e per sentirsi più sicuri, ma man mano che i giorni passano, e così anche le settimane, inizi a dimenticarti quanto fatto inizialmente e quando vai a ripetere ciò che hai studiato, sei talmente confuso che scambi una cosa che dovevi dire all’inizio, con un’altra invece che andava detta alla fine. Qui iniziano a scaldarsi i nervi, però continui perché, che tu lo voglia o no, devi studiare, ma andrà ancora peggio, perché sicuramente confusione+nervoso non comporteranno niente di buono.

Fare una pausa di mezz’ora e poi riprendere? Possibile ma improbabile da mettere in atto con una buona riuscita.

Se dicidi di dire “stop” per un breve lasso di tempo, quest’ultimo lo utilizzerai così velocemente che vorrai sfruttare ulteriori minuti per ciò che ti eri messo a fare, quindi quella mezz’ora iniziale diventerà in un batter d’occhio un paio d’ore e non te ne rendi conto, perciò quando alzi gli occhi e noti che sono le 19 e che si sta preparando la cena, ti senti come un frullatore, non sapendo se prevalga più la rabbia, il senso di colpa, o quell’effimera felicità dovuta al breve relax precedente.

I dubbi: ulteriore fattore predisponente la tua sensazione di “diversità”. Questi possono riguardare diversi ambiti, come ad esempio il livello di difficoltà dei vari esercizi, della tua preparazione ma anche la possibilità di riuscire a prendere qualche esercizio da un tuo amico.

Sydhney Gasparroni

Sei arrivato miracolosamente alla sera prima del giorno fatidico, non sai come e non sai perché, ma ci sei. Credevi di esserci arrivato sano, tuttavia la mente è sovrastata da immensi pensieri. Hai studiato, sì, ma non riesci a capire se il tuo livello è alla pari di quello dell’esame, quindi l’ansia e l’agitazione iniziano a farla da padrone, ti sudano le mani e il tempo non scorre.

La notte trascorre insonne, tra vari pensieri.

Sei del mattino, la sveglia suona, è arrivato il giorno. Fai tutte le cose della routine giornaliera, ti prepari e dai un’ultima ripassata a tutto.

Entri a scuola, ansia. Incontri i tuoi amici, scambi due chiacchiere e la preoccupazione si attenua momentaneamente.

Ore 8, viene consegnato il foglio d’esame, scorri velocemente gli esercizi per avere una panoramica generale di cosa ti aspetta. Prendi la matita, perché per la penna è ancora presto, meglio fare in brutta copia. Inizi, ad uno ad uno fai tutti gli esercizi e contro ogni aspettativa il tempo scorre abbastanza velocemente.

Ore 10, hai finito, consegni, firmi all’uscita, e sei libero.

Ecco, la libertà, quella sensazione che ti sembrava negata e che finalmente hai riassaporato, è difficile da descrivere, perché ti senti la mente vuota, sgombra da pensieri, e non sai cosa fare, perché prima eri troppo indaffarato, non ti bastava il tempo, ma ora che ne hai a disposizione una quantità indefinita, non sai cosa farne.

Inizia quindi il periodo da te tanto atteso, quello della spensieratezza, ti senti rinato e dentro di te pensi “tutto sommato me lo sono meritato”

Ma non tutti però si sentono così.

Alcuni, la fase pre esame, la vivono in modo totalmente differente.

Mentre tu passi i giorni segregato dentro casa a studiare, altri escono e se la spassano, consapevoli anche loro di dover svolgere un esame, ma la prendono in maniera molto leggera, anzi, fin troppo.

Se studiano, lo fanno in modo superficiale e magari hanno anche più fortuna di te in sede d’esame.

Allora pensi: come fa a non salirti la rabbia? Sei tu che ti preoccupi troppo? Forse non dovresti?

Diciamocelo, le situazioni sono spesso soggettive, ossia variano da ragazzo a ragazzo, proprio per questo motivo devi smetterla di sentirti differente, perché lo siamo tutti, ed il mondo è bello proprio perché è vario.

 

(* Sydhney Gasparroni frequenta il terzo anno del corso di Informatica all’ITIS “Montani” di Fermo)


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