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Mozione ‘stop alla caccia’ respinta,
Bisonni al vetriolo:
“La Regione delle contraddizioni”

ANCONA - Il consigliere regionale: "La mia mozione respinta nonostante l'Ispra abbia invitato, visti i recenti eventi climatici avversi per la fauna, ad adottare identici provvedimenti cautelativi per evitare che gli animali particolarmente vulnerabili dopo le avversità atmosferiche possano subire danni"
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Sandro Bisonni

“Le Marche hanno chiesto lo stato di calamità naturale per la siccità. Questo porterebbe a pensare che chi governa le Marche sia consapevole di cosa comporta, come conseguenze sul territorio e sugli animali che lo vivono, questa emergenza. Ma non è così per quanto riguarda la caccia che è considerata come qualcosa di fondamentale e immodificabile”. Ad intervenire è il consigliere regionale Sandro Bisonni che su questo argomento ha presentato una mozione in Consiglio regionale “proprio allo scopo di vietare la caccia da appostamento – ricorda il consigliere regionale – sino a quando persiste il deficit idrico, di posticipare all’inizio di ottobre l’apertura della stagione venatoria, di ridurre il periodo di caccia o limitare il carniere, di posticipare l’apertura della caccia per le specie oggetto di ripopolamento, di monitorare la fauna selvatica stanziale o nidificante, di vietare la caccia nelle aree forestali che hanno subito incendi. Mozione che è stata respinta dall’assemblea legislativa nonostante l’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, abbia invitato, visti i recenti eventi climatici avversi per la fauna, ad adottare identici provvedimenti cautelativi per evitare che gli animali particolarmente vulnerabili dopo le avversità atmosferiche possano subire danni. Ma la Regione non ne tiene assolutamente conto – prosegue Bisonni – e per l’avvio della caccia tutto deve restare immutato come se l’estate appena passata non sia stata una delle più aride degli ultimi decenni, che gli incendi che hanno danneggiato il nostro territorio non siano avvenuti. Importante è solo inseguire un pugno di voti senza pensare al bene comune che è il nostro ambiente e che un insieme di piante e animali dove entrambi contribuiscono alla sua bellezza e al suo equilibrio”.


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