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Micam, il Fermano si prepara:
“Il nostro futuro è nella difesa
del calzaturiero”

ECONOMIA – Presentata nella sede della Camera di Commercio la partecipazione delle aziende del territorio all'importante manifestazione fieristica milanese
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di Andrea Braconi

Da anni la presentazione dell’Area Hospitality Distretto Calzaturiero delle Marche è un importante momento di confronto e di riflessione per imprese ed istituzioni. Interventi che entrano nel vivo delle problematiche di un comparto fondamentale come quello calzaturiero, che si appresta a vivere dal 17 al 20 settembre una nuova edizione del Micam.

LA VOCE DELLA REGIONE

A rompere il ghiaccio il consigliere regionale Francesco Giacinti. “Siamo alla vigilia di un appuntamento importante per tutto il territorio. Ieri sera proprio qui abbiamo presentato un bando relativo al turismo, ma il cuore dell’attività economica della nostra provincia e della nostra regione è l’attività manifatturiera. In questo distretto, nonostante anni di difficoltà e momenti di tensione per l’influenza di variabili macroeconomiche con dinamiche che vanno ben oltre quella provinciale, l’attività prevalente resta quella calzaturiera. Dobbiamo misurarci con le difficoltà per gettare un ponte verso traguardi che riusciremo sicuramente a raggiungere. Quali le chiavi di lettura? Lo ripetiamo da tempo: i temi caldi sono da un lato l’innovazione tecnologica sul fronte della produzione e non solo, dall’altro internazionalizzazione dei mercati. Puntare ad un mercato e ad un limitato numero di clienti è un rischio che non rientra nei canoni di una corretta strategia aziendale. La fiera di Milano, quindi, è un momento clou per l’apertura verso tutti i mercati del mondo. I segnali di ripresa a livello macroeconomico in questo primo semestre del 2017 ci fanno ben sperare che questo combinato di lievi migliori condizioni ed una ricerca continua possano traghettare tutto il settore verso momenti più brillanti, per recuperare quegli spazi che negli anni d’oro ci hanno visto fare di questo territorio un esempio di studio. Quanto alle risorse, quelle che potremo intercettare sul filone europeo e su quello interno cercheremo di declinarle verso il raggiungimento di questi aspetti”.

AL FIANCO DEGLI OPERATORI

In rappresentanza della Provincia di Fermo è intervenuto il consigliere Stefano Pompozzi. “Il solo distretto fermano porta in fiera circa 140 operatori e quando si muove un tale numero di operatori c’è un vero e proprio sistema che si muove: professionale, della conoscenza del territorio, con un importante indotto turistico e scolastico. E quando un tale indotto va in trasferta ha assolutamente necessità della presenza e delle spalle delle istituzioni e della politica. Questa è la nostra colonna portante ed è necessario che tutti insieme si faccia sistema perché un appuntamento come il Micam ha un valore diverso, che travalica il mero aspetto commerciale. Servono, quindi, risposte più veloci alle esigenze delle aziende e per quel poco che la Provincia stessa può dare, c’è e ci sarà, anche perché in questo contesto si raccontano le bellezze della nostra terra. Saremo, perciò, al fianco degli operatori”.

UN LEGAME DA NON SCIOGLIERE

“È un piacere ritrovarsi per tastare il grado di lavoro sinergico tra istituzioni e imprese, Camera di Commercio, Comuni, Enti ed imprenditori – ha ribadito Francesco Trasatti, vice sindaco del Comune di Fermo -. In questi anni ho visto stringersi in maniera positiva un forte legame tra formazione e impresa. Per noi marchigiani a volte è difficile fare squadra, ma qui ci abbiamo creduto e lo abbiamo fatto. E il Micam è l’ennesima occasione che abbiamo per poterci muovere in sinergia. Mi auguro che anche negli anni a venire questo spirito, questo legame tra territorio e impresa che stiamo dimostrando nei fatti di portare avanti, prosegua anche alla luce degli assetti futuri che ci saranno”.

C’È UNA PASSIONE CHE CI CONTRADDISTINGUE

“A Milano organizziamo un’area dove rappresentiamo un intero territorio – ha affermato il presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista -, un’area che ha una serie di realtà qualificanti e che da un valore aggiunto all’insieme. In questo territorio c’è un dna che permette un po’ in tutti i settori di primeggiare e lì c’è una platea di buyer molto attenti. La nostra è stata un’idea vincente che tanti paesi hanno poi scimmiottato. Il Fermano-Maceratese è il cuore di questa manifestazione internazionale, è il segno di un’imprenditoria vivace e leader nel mondo. La Camera di Commercio e le istituzioni vogliono manifestare la loro vicinanza agli imprenditori, punti di riferimento da cui dipende il livello occupazionale del territorio ed ai quali siamo sempre riconoscenti.

Ma per essere sempre più leader c’è bisogno che ci si attualizzi: le grandi aziende lo stanno facendo da tempo, per le piccole è importante che ci sia qualcosa che le leghi, penso ad esempio al digitale e alla necessità di fare uno sforzo comune. Serve collaborazione con il mondo della scuola, dell’università e della formazione. Di recente, a livello istituzionale, ho visto una disponibilità nuova nell’affrontare problemi legati alla burocrazia e questo è un segnale molto importante.

Oggi occorre una preparazione diversa, serve una scuola che formi anche in base alle esigenze del territorio. E mi sembra che un matching si sia sviluppato. Ricordiamo sempre che quello che ci permette ancora di essere leader è la passione che ci contraddistingue. C’è bisogno di riscoprire l’importanza del lavoro e di far appassionare i ragazzi. Sarebbe, inoltre, importante che quando ci sono missioni italiani nel mondo ci sia una rappresentanza anche di questa parte dell’economia del nostro Paese, che troppe volte rimane abbandonata a se stessa”.

FINO ALLA FINE, PER IL TERRITORIO

“Questa edizione si colloca in un momento molto particolare – ha dichiarato Nazareno Di Chiara, presidente dell’Azienda Speciale Fermo Promuove -, con segnali di ripresa che speriamo si possano concretizzare al Micam, e che si colloca anche mentre affrontiamo la riforma camerale. Sotto questo punto di vista, il mio invito a Governo e Regione è quello di trovare una soluzione che sia quantomeno condivisa nel rispetto di ciò che questo territorio rappresenta, anche come composizione del Pil regionale. Dieci anni fa ci siamo detti di creare uno spazio, una finestra aperta sul nostro territorio, che non è solo calzature, ma anche cappello, enogastronomia e tipicità, quanto di bello vogliamo rappresentare ai nostri buyers. Avremo con noi Mauro Testella, con una dimostrazione di una scarpa fatta a mano per riaffermare che il Made in Italy passa attraverso il tramandare un cultura . Abbiamo tante presenze fisiche e non solo, abbiamo i blogger, abbiamo gli instagramers, le cui foto ci hanno permesso che decine di migliaia di persone andassero a vedere cosa si fa nel nostro territorio.

Inoltre, mi fa piacere che in questo momento siamo riusciti a lavorare su un progetto sul Made in Italy condiviso da tutte le associazioni di categoria. Perché il nostro futuro è nella difesa di questo valore e noi vogliamo mantenere il connubio con il mondo della scuola e della formazione. Quanto alla riforma camerale, finché ci siamo vogliamo operare, finché avremo la possibilità non staremo con le mani in mano; continueremo a fare il nostro lavoro di promozione e di sensibilizzazione. Ringrazio soprattutto i sindaci, che ci sono stati sempre vicini”.

LO STILE, LA NOSTRA ANIMA

Invitata all’incontro anche Salina Ferretti, presidente dei calzaturieri di Confindustria Macerata e vice presidente di Assocalzaturifici, che ha rimarcato la collaborazione con i colleghi di Fermo. “Il distretto è unico non riguarda solo i calzaturifici: ci sono aziende che fanno fondi, accessori, pacchetti informatici. Grazie al lavoro di Assocalzaturifici, le cui ultime due presidenze sono state marchigiane, abbiamo fatto in modo che Micam diventasse la fiera più importante al mondo. Un grazie particolare va alla presidente Pilotti, per il lavoro svolto anche sul piano istituzionale. Siamo ottimisti e ci aspettiamo un grande Micam, pur coscienti del momento difficile e dei problemi ancora da risolvere. In questa fase noi aziende ci siamo tirate su le maniche più che mai, dando un impulso all’innovazione e a pensare in modo diverso, con la formazione che resta importantissima. A tal proposito, ricordo il corso per stilisti che inizierà prossimamente, le cui iscrizioni si chiuderanno il 26 settembre. Perché lo stile, non dimentichiamolo, rimane una delle anime del calzaturiero”.

VERSO CONFINDUSTRIA MODA

“Questa è diventata la fiera più importante – ha confermato Enrico Ciccola, presidente dei calzaturieri di Confindustria Fermo – che porta ad esporre circa 700 imprese straniere e altrettante italiane. Voglio dare atto alla Pilotti del suo impegno per mettere insieme il meglio del Made in Italy, portando marchi del lusso in fiera e avvicinando anche la stampa internazionale di settore, facendo crescere così l’immagine del comparto. Pilotti che a tempo pieno partecipa ad iniziative e incontri a vari livelli: la parte più importante è la realizzazione di Confindustria Moda dal primo gennaio, alla quale parteciperemo anche noi.

Partendo da Fermo siamo riusciti ad avere un’unità di intenti con altre associazioni, sindacati e sindaci e presidente della Provincia, e a questo dovrà collegarsi la Regione perché solo con una condivisione unitaria si può resistere. Dobbiamo portare avanti le nostre istanze, che devono arrivare a livello europeo”.

IL MICAM IN CIFRE

Ciccola ha poi sciorinato le cifre di questa edizione del Micam. “Ci saranno 133 espositori dalla provincia di Fermo, 6 da Ascoli, 66 da Macerata, 3 da Pesaro e 5 da Ancona, per un totale di 213. Saranno 54 le aziende nell’area Luxury, 66 nella Contemporary, 7 nella Cosmopolitan, 4 nella Kids e 2 nella Active”.

UN PROGETTO CON AL CENTRO IL MADE IN ITALY

“Al Micam presenteremo meglio il nostro progetto degli Stati Generali della Calzatura – ha aggiunto – al quale collaborano la Luiss e la Politecnica delle Marche. Un progetto condiviso da Camera di Commercio, Assocalzaturifici e Banca di Spoleto, con iniziative che devono andare ad esaminare a fondo la situazione avendo come punto iniziale il valore del Made in Italy ed il marchio di origine obbligatorio. A livello di Consiglio europeo abbiamo 182 voti a favore per marchio obbligatorio (Italia, Spagna, Francia, Polonia, Grecia, Portogallo ed altri) e 141 contro (Germania, Paesi Bassi, Ceca, Ungheria, Belgio, Slovacchia, Lussemburgo). Purtroppo non è passata a livello nazionale la priorità di questa nostra esigenza ma chiederemo un incontro con Renzi e Gentiloni. É un progetto partito dalle Marche ma condiviso anche da altre regioni italiane”.

ORLATURA A RISCHIO

Un ultimo segnale di allarme Ciccola ha voluto lanciarlo sull’orlatura. “Dopo aver delocalizzato nei tomaifici dell’est Europa, sono preoccupato per la situazione delle piccole aziende. Ogni impresa se non ha un’orlatrice in casa non ce la fa e pensiamo che queste persone hanno un’età dai 50 anni in su. Occorre fare un grande progetto di formazione, con le aziende che potranno investire in nuovo personale. Faccio presente che come addetti in Confindustria Moda noi rappresentiamo 600.000 lavoratori, quindi faremo valere la nostra voce”.

PERCHÉ ESSERE OTTIMISTI

“L’ottimismo c’è, seguiamo le aziende prima, durante e dopo la fiera – conferma Paolo Silenzi, presidente della CNA Fermo -. Il nostro è un ottimismo dato dal fatto che quest’anno la data è giusta, c’è stato modo di organizzare bene le collezioni e di ottimizzarle. La nostra associazione, inoltre, ha permesso alla aziende di partecipare al bando sull’innovazione dei campionari e vedremo i risultati durante la fiera. La sinergia tra le varie associazioni di categoria è fattiva e rassicura molto gli stessi imprenditori perché lavoriamo tutti quanti nella stessa direzione. Ricordiamo però che nel 2016 97 imprese hanno chiuso e che dal primo gennaio 2017 sono già 80. Quindi, teniamo alta la guardia e facciamo una promozione univoca del territorio”.

UN SISTEMA CHE CAMBIA

“C’è un forte vicinanza alle imprese – ha sottolineato Paolo Tappatà per Confartigianato – e mi auguro che rimarrà anche quando verrà meno un pezzo importante come la Camera di Commercio. Manca ancora parecchio a livello di operatori, anche se ci sono segnali incoraggianti, e ci auguriamo che gli stessi lascino da parte la personalizzazione e lavorino come sistema territoriale”.

RACCONTANDO CON I SOCIAL

A chiudere Vissia Lucarelli degli Instagramers Fermo, chiamati a coordinare un social tour tra le aziende presenti in fiera. “Dopo l’ultima esperienza ci abbiamo preso gusto, anche perché i post sulle calzature hanno avuto una vera e propria esplosione. Quest’anno sono state coinvolte nuove persone come Justine Romano (lefunkymamas.com) e Camilla (zeldawasawriter.com), entrambe molto seguite. Tra gli instagramers locali avremo Roberto Paglialunga e Danny Veroli. Insieme porteremo un contributo social e digitale al Micam e alle aziende”.

 

 


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