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Teatri senza Frontiere in Kenya, per far sognare i bambini di Nairobi

NAIROBI - Teatri senza Frontiere in Kenya rispolvera le radici profonde del mestiere di teatrante e non è una tourné di una compagnia, bensì la volontà di essere vicini a bambini in situazioni difficili
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di Alessandro Giacopetti

“Teatri senza frontiere” è un progetto tra rappresentazione teatrale e solidarietà che dura da anni e che si prepara a portare laboratori e spettacoli a Nairobi, capitale del Kenya dal 15 settembre al 2 ottobre. Un progetto ideato da Marco Renzi, sulla scia de “I teatri del mondo”, con teatro e solidarietà in luoghi disagiati del mondo.

Durante la presentazione ufficiale Stefano Pompozzi vicepresidente della Provincia di Fermo ha ricordato che l’iniziativa si inserisce all’interno del festival Marameo, presentato tempo fa ed è una iniziativa culturale di livello diffusa sul territorio. Teatri senza frontiere è una trasferta in aree toccate da problemi pesanti. Marco Renzi ha avuto già precedenti esperienze professionali simili che spesso hanno riguardato problemi dell’infanzia”.

 Proprio Marco Renzi, ha ricordato che “Teatri senza frontiere è la conclusione del format Marameo che ha abbracciato le 3 province delle Marche del sud. Un progetto che ha richiesto tempo e che ha dato soddisfazione, iniziato in Etiopia, proseguito nell’Amazzonia brasiliana, poi in Albania, lo scorso anno in Ghana dove abbiamo iniziato una collaborazione con frati comboniani. Quest’anno abbracciamo padre Renato Kizito Sesana che opera a Nairobi, capitale in cui si passa dalla ricchezza alla povertà assoluta. Padre Kizito opera nelle situazioni di degrado più estremo con centri di recupero per bambini spesso orfani, cui offre un tetto, istruzione e cibo. Noi andiamo a fare quello che sappiamo fare – ha chiarito Marco Renzi – cioè il teatro. A Nairobi attiveremo un laboratorio di teatro cui parteciperanno i bambini che culminerà con una rappresentazione teatrale. Parallelamente attori delle varie compagnie partecipanti faranno una spettacolo.

Teatri senza frontiere rispolvera le radici profonde del mestiere di teatrante e non è una tourné di una compagnia. Si tratta di un gruppo di compagnie che mandano risorse umane volontariamente. Ci sarà poi una mostra fotografica e un libro “Istantanee dagli ultimi della terra” in uscita a fine novembre con immagini e testi che raccontano cosa abbiamo fatto. L’anno prossimo il progetto tornerà in Ghana dove è stato fortemente richiesto”.

Il compito di immortalare gli istanti della trasferta è affidato a Fabrizio Ferracuti, che affermato di sentire “la responsabilità di documentare fotograficamente il progetto. Non farò solo foto ai gruppi teatrali ma anche alla realtà locale e quella di padre Kizito Sesana, la cui attività merita di essere conosciuta”.

Graziano Di Battista, presidente della Camera di Commercio che offre sostegno economico all’iniziativa: “complimenti per aver rivolto il progetto ai bambini che rappresentano il futuro. Una iniziativa che va nella direzione di rendere il loro futuro propositivo. Un ringraziamento a chi in modo spontaneo è vicino a bambini che non hanno la possibilità di sognare. Il teatro può appunto far immaginare un mondo migliore e un sogno”.

Giacomo Beverati, assessore al Comune di Montegranaro ricorda di aver “ospitato la prima esibizione di Marameo con grande successo di pubblico che ha arricchito l’iniziativa del Veregra Street. Con Teatri senza Frontiere portiamo le capacità del nostro territorio in Africa. Importante in questo momento che le comunità locali siano aperte al mondo”.

Parteciperanno: Marco Renzi, Simona Ripari (Proscenio teatro – Fermo), Maurizio Stammati (Teatro Bertold Brecht – Formia), Martin Stigol, Noemi Bassani (Progetto Zattera – Varese), Andrea Mariani (Artisticamente – San Benedetto del Tronto), Paolo Comentale, Anna Chiara Castellano Visaggi, Giovanni Mangini (Granteatrino – Bari). Le esibizioni, almeno dieci, saranno effettuate sia a Nairobi che villaggi nella zona circostante anche in scuole.

 

 


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