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L’addio di Nicolai:
“Lascio un Pd vincente,
da oggi aiuterò Fermo”

POLITICA - Ieri sera l'ultima segreteria e l'insediamento della Commissione di Garanzia, il bilancio dei quattro anni di mandato e l'impegno per i congressi di ottobre
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di Andrea Braconi

Ieri sera la sua ultima direzione politica, con la presentazione e l’insediamento della Commissione di Garanzia, composta da 11 membri presieduta da Cataldo Sforza (con all’interno Aldo Acconcia, Ezio Donzelli, Fabiola Girolami, Alessia Iacopini, Dario Laurenzi, Anna Morrone, Carla Piermarini, Luca Piermartiri, Giuseppe Salvatori e Anna Rita Totò), che fino al 25 ottobre terrà le redini del Partito Democratico provinciale.

“Dal 2 al 22 ottobre si terranno i congressi – spiega Paolo Nicolai, segretario uscente, incarica dall’ottobre 2013 – e si rinnoveranno, oltre al segretario provinciale e all’assemblea provinciale, tutti gli organismi dirigenti locali, dai segretari dei 39 circoli con i rispettivi direttivi, ai segretari e alle assemblee dell’Unione di Fermo e quella di Sant’Elpidio a Mare. Entro il 2 ottobre il segretario dovrà presentare la domanda in Federazione, ogni circolo stabilirà una data e in quei congressi i candidati segretari presenteranno la propria mozione alle varie assemblee di circolo. Possono votare ed essere votati i tesserati del 2016, che hanno modo di rinnovare la tessera fino al giorno stesso del congresso. Possono votare anche tutti quelli che faranno la nuova tessera fino al 25 settembre 2017.”

Che giudizio possiamo dare alla segreteria targata Nicolai?

“Non mi ricandiderò per un semplice fatto: primo per una questione personale e professionale, secondo per una motivazione politica. Questo incarico ha bisogno di stimoli ed entusiasmo. Sono stati 4 anni veramente intensi, ho dato tanto e ripeterlo diventa difficile. Ho esaurito molto dell’entusiasmo e degli stimoli che avevo sin dall’inizio. Ho sempre detto che avrei lasciato dopo i 4 anni di mandato e ho sempre detto che avrei voluto portare il partito in un momento storico diverso, perché lo vedevo ancora bloccato su un’impostazione mentale arretrata. Non bisogna mai lasciare la tradizione, ma è necessario cominciare a guardare in avanti ed avere un’organizzazione provinciale più accentrata.”

Nessun ripensamento possibile?

“Devo dirti che sono quasi commosso anche da quelli che non mi amavano – soprattutto una parte dello zoccolo duro della precedente dirigenza, che mi vedeva come un’entità astratta – ma che insieme a tanti altri mi hanno chiesto in tutti i modi di rimanere, dai consiglieri regionali ai deputati, dal presidente della Provincia ad alcuni sindaci. Forse questo vuol dire che qualcosa di buono l’ho fatto; sicuramente mi sento di aver fatto quello per cui mi ero candidato. Molti scherzando mi hanno chiamato ‘l’amministratore delegato di Fermo’ per come, quasi in maniera ossessiva e a volte accentrata, ho cercato di governare situazioni a livello sia politico che amministrativo, cercando di differenziare il modus operandi in un Comune piuttosto che in un altro. Poi l’approccio che ho avuto con i civici, con i sindaci, con i nostri deputati, con i nostri consiglieri regionali, mettendoli sempre in rete, magari isolandoli quando qualcuno non rispondeva alle indicazioni del partito.”

Un controllo costante, insomma.

“Ho sempre voluto essere informato su tutto per difendere al massimo il partito. Sono convinto che fare il segretario provinciale in questo momento storico vuol dire che hai quasi una responsabilità istituzionale nei confronti del territorio. E tutte le volte che ho fatto una scelta l’ho sempre fatta in maniera laica, confrontandomi con tutti, consigliandomi con tutti. L’ho fatta sempre scegliendo con la mia direzione politica ed il mio esecutivo, avendo chiaro che abbiamo la responsabilità di un territorio intero.”

Cosa resta?

“Lascio un partito con due deputati, nel frattempo diventati uno vice presidente della Commissione Finanze, l’altro vice presidente della Commissione di Vigilanza Rai; abbiamo due consiglieri regionali con incarichi importantissimi, uno assessore al Bilancio, l’altro presidente della Commissione Affari Istituzionali. Lascio con un governo della Provincia ancora ben saldo nelle mani del Partito Democratico, con presidenza e vice presidenza; abbiamo votato due volte e due volte abbiamo vinto. Lascio un partito che ha confermato due sindaci importanti al primo turno: abbiamo riconquistato Sant’Elpidio a Mare, abbiamo vinto a Porto San Giorgio riconfermandoci. Lascio un partito che ha approcciato al civismo, Comune per Comune. Lascio un partito che è rientrato in maggioranza in Comuni importanti come Amandola, Montegranaro, Massa Fermana e Servigliano. Abbiamo ricominciato a collaborare con i sindaci di area, prendendoci infine le responsabilità di tutti gli organismi di secondo livello e delle partecipate, tolto il Gal: abbiamo confermato la Steat, abbiamo ripreso il Cosif e Marca Fermana, enti che stiamo cercando di rimettere in piedi. Nel frattempo abbiamo vinto le Europee e stravinto le regionali.”

Resta, però, il neo del capoluogo di provincia.

“Ti correggo, sono due i nei: Fermo e anche Pedaso. A Fermo sappiamo tutti come è andata, mentre a Pedaso è notizia di questi giorni il tesseramento dell’ex sindaco Barbara Toce: lì si è capito chiaramente che senza il Pd si perde. Tornando su Fermo, credo che non tutti i mali vengono per nuocere. Nel partito c’era un problema, ma adesso è pronto a ripartire dopo due segreterie ‘cuscinetto’. Quando si perde è perché non ci sono più le condizioni e le situazioni giuste, qualche sconfitta fa comunque bene e serve per riorganizzarsi al meglio.”

E domani?

“Sicuramente non lascio il partito. Intanto, spero che la mia direzione abbia una sorta di continuità nell’azione politica provinciale. Lavorerò anche per questo, c’è bisogno di figure di esperienza che approccino i singoli problemi del territorio in maniera laica e che abbiamo buonsenso. Io non ho mai ragionato su chi mi era più simpatico o meno e spero che chi arriverà si muova nello stesso modo. Quando alla città di Fermo, darò sicuramente una mano al partito e al prossimo segretario comunale.”


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