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Confindustria Centro Adriatico,
Natali alla vicepresidenza
della ‘sanità privata’

FERMO - Dall'associazione di categoria: "La prima sezione a riorganizzarsi è quella della 'Sanità privata'. Alla guida del comparto c’è Simone Ferraioli. Il vicepresidente è invece Maurizio Natali, rappresentante della Ri.Ta. Srl Casa di Cura Villa Verde di Fermo"
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Mariani e Melchiorri

Confindustria Centro Adriatico ha avviato i primi passi nella ricomposizione della governance. Giorno dopo giorno, entro ottobre, si ricostituiranno tutte le sezioni merceologiche a livello interprovinciale che eleggeranno il rispettivo Presidente che siederà di diritto nel Consiglio Generale al fianco del Presidente Mariani e del vice vicario Giampietro Melchiorri.
“La prima sezione a riorganizzarsi – fanno sapere da Confindustria Centro Adriatico – è quella della ‘Sanità privata’. Alla guida del comparto che riunisce le case di cura dell’Area vasta 4 e 5 e che vale 50milioni di euro di fatturato c’è Simone Ferraioli, rappresentante della Casa di Cura Villa Anna Spa e di Casa di Cura San Benedetto Spa di San Benedetto del Tronto. Il vicepresidente è invece Maurizio Natali, rappresentante della Ri.Ta. Srl Casa di Cura Villa Verde di Fermo.
La sezione, dopo la fusione, vanta il primo gruppo multispecialistico delle Marche con 300 posti letto accreditati, 350 dipendenti diretti e 250 medici liberi professionisti. Una rete che si è aggiudicata recentemente la gestione dell’ospedale di Sassocorvaro (Pesaro) messa a bando dalla Regione. Un raggruppamento di imprese che sviluppa oltre 50 milioni di euro di fatturato e che esprime dati incoraggianti anche in termini di crescita (+2,6% medio rispetto al 2015) e occupazionale.
Il programma di Ferraioli ha dei punti fissi: la ricerca di nuove adesioni alla sezione e il coinvolgimento in partnership di altre realtà all’interno del mondo confindustriale su determinate progettualità. Il percorso di innovazione in salute infatti, deve essere un sapiente mix di tecnologia, organizzazione, partecipazione. “E’ necessario mettere insieme la volontà politica, l’empowerment delle organizzazioni, il coinvolgimento dei cittadini, il collegamento col mondo della ricerca, l’ apertura alle novità che arrivano dal mercato” spiega Ferraioli.
Che poi aggiunge: “Le tecnologie mettono a disposizione un’enorme quantità di dati. È necessario imparare a usarle per prendere decisioni, per valutare le scelte fatte, per prevedere i cambiamenti in atto.  Vedremo come farlo, con quali strumenti, con quali partnership considerando tre focus strategici: ricerca e innovazione nella cura e nel prendersi cura (biotecnologie, terapie personalizzate, avanzate e malattie rare, vaccini, medicina di precisione e di genere, industria 4.0, smart factory e smat working, open innovation), digitalizzazione (governance, centralità del dato, big data, privacy, sicurezza, Sharing Clinical Data, servizi online, canali “Social”, IoT), e welfare e sicurezza sociale (welfare aziendale, tutele integrative, fondi e tutele assicurative per i professionisti)”.


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