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Riaperte le indagini sulla morte di Mithun,
gli avvocati Romagnoli e Valori: “Arrivare ad una verità su questa tragica vicenda” (VIDEO)

FERMO - "Non abbiamo una verità precostituita - ha detto l'avvocato Valori -  pur avendo sospetti e formulato le nostre ipotesi. Chiediamo che in nome della giustizia e della sicurezza dei cittadini si pongano tutti gli accertamenti possibili per arrivare ad una verità che è quella a portata degli esseri umani"
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di Paolo Paoletti

“La notizia positiva è che finalmente, per ordine del giudice Marcello Caporale, si svolgeranno le indagini che abbiamo richiesto nel corso di questi mesi. Speriamo che oggi, su indicazione del dottor Marcello Caporale, s’inizi una nuova fase di collaborazione autentica. Quello che vogliamo è che insieme si possa cercare tutto ciò che è umanamente rintracciabile per contribuire alla ricostruzione di questa tragica vicenda”. E’ questo il commento degli avvocati Federico Valori e Rossano Romagnoli che lunedì avevano preso parte all’udienza in cui hanno discusso l’opposizione all’archiviazione delle indagini relative alle morte di Mithun Rossetti,il 26enne trovato impiccato nell’estate del 2016 in un annesso di villa Castellano, a Porto Sant’Elpidio.

Nell’accogliere la richiesta degli avvocati difensori, il giudice Caporale ha  specificato tutta la complessità delle indagini portate avanti (leggi l’articolo).

Nel corso della conferenza stampa di questo pomeriggio, gli avvocati Valori e Romagnoli hanno illustrato le loro convinzioni e le tante domande attorno alla morte di Mithun che, si spera, possano trovare risposta: “Non abbiamo una verità precostituita – ha detto l’avvocato Valori –  pur avendo sospetti e formulato le nostre ipotesi. Chiediamo che in nome della giustizia e della sicurezza dei cittadini si pongano tutti gli accertamenti possibili per arrivare ad una verità che è quella a portata degli esseri umani”. 

Avvocato Valori che entra nel merito: “Finalmente si potranno esaminare i tamponi correttamente prelevati nel corso dell’autopsia sul corpo di Mithun. Il tampone anale, quello boccale e quello sub ungueale (sotto le unghie). Questo insieme ad un necessario approfondimento delle indagini tecnico informatiche effettuate da Luca Russo per conto del PM e tenendo conto dei rilievi contenuti dell’atto di opposizione con le osservazioni del perito Marco Calonzi,  tra i massimi esperti in Italia, che collabora anche  con la procura nazionale antimafia per tutti quei i crimini legati alla pornografia e al web”. Tra i lati più oscuri della vicenda al centro delle indagini c’è il mistero del telefonino di Mithun, del suo successivo ritrovamento e delle cartelle dei file whatsapp rinvenute nel cestino del pc del 26enne che oltre ad essere state cancellate erano state sovrascritte. Tante domande su cui gli avvocati e i familiari di Mithun vogliono vedere chiaro.

Al momento il caso è ancora classificato come Modello di reato 44, ovvero indagini senza indagati. “Tutti verranno sentiti come testimoni – spiegano Valori e Romagnoli – sarà nostra cura elaborare i dubbi che ci hanno suscitato le varie dichiarazioni emerse in questi mesi e mettere a disposizione della procura tutti gli esperti di nostra conoscenza  affinché possano svolgere le indagini nel miglior modo possibile”.

I due avvocati rappresentanti della famiglia di Mithun parlano di un’interesse collettivo: “Il rigore nel compimento delle indagini è per sapere se al momento ci sono potenziali individui pericolosi liberamente in giro”.


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