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Al Montani piccoli chimici crescono:
Raffaele e Matteo premiati all’INVFactor

SCUOLA - Lo scorso anno la Chimica dello storico istituto fermano fu prima, nello stesso concorso, col progetto di recupero dell'oro da vecchi pc e cellulari
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La Menzione di Onore Speciale del premio INVFactor Anche tu Genio 2017 del CNR e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea va alla Chimica del Montani di Fermo, per l’attenzione all’ambiente, la perizia tecnica e le importanti ricadute applicative del progetto. Centinaia le scuole invitate a presentare progetti di innovazione radicale.

L’anno scorso La Chimica del Montani fu prima, nello stesso concorso, col progetto di recupero dell’oro da vecchi pc e cellulari. Quest’anno le bioplastiche del Montani sono entrate in finale, insieme a una scarpa antiinfortunistica, a un vestito tecnologico, a un robot, a una stampante 3d, e un inchiostro conduttivo.

Raffaele Martucci Zecca e Matteo Agostini hanno presentato interessanti materiali compositi biodegradabili e compostabili, messi a punto nei laboratori del Montani nel corso degli ultimi due anni, partendo da acido lattico (sì, quello che ci fa sentire doloranti dopo uno sforzo interno) e dai prodotti di scarto dell’industria agroalimentare, come ad esempio gusci di cozze ed uova, bucce di patate, carciofi, baccelli di piselli, noccioli di ciliegie, gusci di arachidi, sughero e fondi di caffè.

In tal modo non solo si evita il loro oneroso smaltimento ma si abbassa il costo del nuovo prodotto composito finale, dato che si utilizza una carica a costo zero.

L’importanza della sperimentazione è stata riconosciuta all’interno di un progetto più ampio sulla Green Economy applicata alle aziende agricole; siamo in compagnia di partners eccellenti a livello nazionale, per la valorizzazione delle materie di scarto ed il riuso delle risorse naturali, in cicli chiusi. La sperimentazione è stata anche valorizzata nelle tesi di laurea delle designers Martina Cecchi e Federica Iacopini.

Per i chimici del Montani comunque il progetto ha anche una finalità educativa per il largo pubblico chemiofobico: far capire cioè che Chimica non è sinonimo di tossicità e inquinamento ma è la base per la fiducia tecnica in preziosi nuovi materiali, nell’ottica della Circular Economy.

Nei laboratori del Montani tuttavia non solo si sono sintetizzati tali materiali compositi, ma si sono anche analizzati per dimostrarne la loro non tossicità, mediante la registrazione dell’impronta digitale molecolare dei composti volatili rilasciati. Promettenti sono le prospettive di utilizzo specie nella bioedilizia data la loro non tossicità ma anche nel merchandising ed in agricoltura.

La risonanza nella Comunità Scientifica Internazionale si è avuta attraverso la presentazione Orale all’International Symposium of Green Chemistry, a La Rochelle, nel maggio 2017 e quella che si terrà all’International Conference of Food Science and Technology) a Barcellona, il prossimo novembre.


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