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Elisir d’amore e Boheme al teatro dell’Aquila al termine di un trienno di rete lirica

FERMO - Elisir d'amore di Donizetti il 19 e 21 ottobre; La Boheme di Puccini il 6 e 7 dicembre. Sono gli spettacoli che compongono la stagione d'opera di Fermo presentata oggi alla Rollina del Teatro dell'Aquila
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di Alessandro Giacopetti

La stagione d’opera 2017 i programma al teatro dell’Aquila di Fermo, di cui ricorre il ventennale dalla riapertura, prevede due spettacoli: Elisir D’Amore e la Boheme. Il primo giovedì 19 e sabato 21 ottobre, il secondo mercoledì 6 e giovedì 7 dicembre sempre alle 21.

Nella presentazione di oggi alla sala Rollina, Francesco Trasatti assessore alla Cultura, è partito dal “protocollo firmato anni fa che ha portato diversi Comuni marchigiani a collaborare, facendo lavorare maestranze del territorio e a prendere parte in modo creativo all’allestimento di produzioni importanti come quelle relative alla lirica. A Fermo – ha aggiunto il vicesindaco Trasatti – si vuole portare avanti anche il discorso relativo alla formazione degli studenti con alternanza scuola lavoro diretta agli studenti del Liceo Artisico così come il legame con il conservatorio Pergolesi. Importante – ha sottolineato l’assessore alla Cultura – il lavoro di Stefania Donzelli legato agli studenti delle scuole che il 19 ottobre e il 6 dicembre potranno accedere a teatro con un biglietto d’accesso economico e abbordabile, oltre ad usufruire della spiegazione e dell’introduzione all’opera per comprenderla meglio”.

Dopo aver ricordato che gli spettacoli di quest’anno sono Elisir d’Amore e la Boheme, l’assessore Trasatti ha aggiunto: “Siamo al termine del primo triennio di programmazione e ora si aprirà una fase nuova di lavoro per noi amministratori e i membri della rete lirica marchigiana. La prossima settimana ci sarà la possibilità del rinnovo abbonamenti con cambio posto poi partirà la vendita dei biglietti per il pubblico”.

“Fermo ha uno dei più bei teatri della regione Marche e qui ho insegnato 2 anni al conservatorio – ha esordito Alessio Vlad, direttore artistico della Rete Lirica delle Marche, ricordando che – la rete sta andando molto bene, è una scommessa vinta, sia per la gestione economica che artistica e sta divenendo un modello virtuoso a livello nazionale. Entrambe le opere hanno direttori d’orchestra e registi di assoluto interesse. Elisir d’Amore ha anche un cast di cantanti di nuova generazione tra cui il fermano Davide Giusti, nel ruolo di Nemorino, che ha vinto recentemente un premio importante di canto”.

“L’Elisir d’Amore è una bellissima scommessa fatta anni fa allo Sferisterio di Macerata – ha ricordato il maestro Saverio Marconi – e ringrazio la RAI per aver effettuato registrazioni dello spettacolo. Funziona perfettamente all’interno di un teatro al chiuso e coinvolge sia l’orchestra che il pubblico in un racconto creato insieme con gli attori”.

Fabio Tiberi, oggi direttore artistico dell’orchestra marchigiana FORM è “molto legato a questo spettacolo perché è l’ultimo che ho fatto da musicista fagottista. L’orchestra è protagonista perché i componenti sono sul palcoscenico in costume e, quindi, sono parte dello spettacolo”.

Luciano Messi, artefice della Rete Lirica marchigiana: “questo Elisir d’Amore a Fermo è la dimostrazione che la Rete Lirica è un progetto serio che mantiene le promesse dopo il primo triennio. Elisir D’amore andò tre anni fa ad Ascoli e a Fano. Doveva venire anche a Fermo, dove arriva ora e in cui sono impiegati giovani cantanti, artisti e tecnici della regione, costituendo quindi un trampolino di lancio e di successo per giovani talenti e professionalità locali”.

Dopo aver ricordato che “La Boheme nella versione dello Sferisterio di Macerata ha vinto il premio Abbiati – Luciano Messi ha chiarito che “questa versione al chiuso del teatro sarà diversa ma non deluderà nello spirito con il quale l’opera è impostata. Siamo al termine di un triennio di lavoro serio – ha ribadito Messi – e ci sono le basi di partenza per nuovi orizzonti e prospettive. Il prossimo triennio lo costruiremo sulla base dell’esperienza fatta in questo. Abbiamo sperimentato ottime pratiche lavorative”.

“Per Fermo la stagione lirica è una tradizione culturale e un vanto – ha concluso il sindaco Paolo Calcinaro – grazie a Francesco Trasatti per il lavoro non facile che ha svolto. E’ importante l’effetto positivo sull’indotto di tutto il centro storico. Bella anche la possibilità di lasciare quanti più posti possibili ai ragazzi delle scuole di tutta la provincia, come abbiamo fatto lo scorso anno”.


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