facebook twitter rss

Addio Folgore Veregra, sfuma anche
la ripartenza dalla Terza categoria

CALCIO - Fondata nel 1957, lo storico sodalizio di Falerone, unito di recente alla logistica degli impianti sportivi di Montegranaro, chiude i battenti sull'erba dopo l'apice della Serie D ed il successivo record negativo di zero punti subìto nel recente campionato di Eccellenza
Print Friendly, PDF & Email

FALERONE – Dal 1957 al 2017, per sessant’anni trascorsi tra tutte le categorie dilettantistiche sino a toccare il massimo del proprio vissuto due anni fa, con il campionato di Serie D disputato dopo la scalata compiuta nell’Eccellenza e vinta sul filo di lana ai danni del Tolentino.

C’è un velo di sincera amarezza nel raccontare la fine di un sodalizio storico, nato sotto il segno della Folgore Falerone prima, diventato con l’apertura operativa da parte della città veregrense Folgore Falerone Montegranaro poi e Folgore Veregra all’atto conclusivo.

Prende la mano l’aspetto romantico se vengono richiamati alla mente dei tifosi i primi passi mossi nei bassifondi del dilettantismo, quelli degli anni post fondazione, arrivando sino ai ricordi più nitidi, legati alla vittoria del campionato di Prima categoria e l’approdo in Promozione.

E’ storia recente l’accesso post ripescaggio in Eccellenza, dibattuta da matricola con un fiero e sbarazzino 4-3-3 griffato da mister Stefano Cuccù. Ancora più avvincente la vittoria dello stesso circuito poco dopo, con Ruben Dario Bolzan sia tra le linee difensive che nelle vesti di allenatore. Senza pari l’approdo nel Campionato Nazionale Dilettanti, vissuto con il mandato del presidente onorario Luciano Bartolini in perfetta dicotomia. Di nuovo uno sfrontato 4-3-3 a trazione anteriore per dare filo da torcere a tutti sino al giro di boa, identificato nel girone di andata, chiuso niente meno che all’interno della griglia playoff. 

A plasmare una macchina da sogno la mano del tecnico Luigi Zaini, in campo pezzi da 90 come i difensori Fuschi ed Arcolai nonché gli attaccanti Pedalino, Sbarbati, Nazziconi e Padovani. Non da ultimo la giovane promessa classe ’98 Sevo Ciko. La chiusura dell’anno solare 2015 ( dodici mesi di gloria incastonati nella storia a tinte folgorine ) porta con se l’inizio della fine. Il girone di ritorno è una Caporetto che fa sprofondare la squadra, passo dopo passo, verso una lenta ed inesorabile retrocessione, con tanto di esonero del timoniere di origini picene.

Il campionato di Eccellenza alle spalle, giunto dopo un’estate all’insegna dell’incognita più totale, segna invece il picco agli antipodi: collettivo giovanissimo, inesperto, iscritto al torneo last minute, con pochi elementi e senza la dovuta preparazione del caso in tutti i sensi. Si susseguono tre allenatori, Saturnino Quinzi, Raffaele Gesuelli ed Emidio Oddi ma chiaramente nessuno di loro è in grado, gioco forza, di trovare la ricetta per traghettare la nave improvvisata e sottodimensionata verso lidi sicuri. Si consuma così, con il triste primato negativo degli zero punti in graduatoria, la seconda retrocessione in due anni.

Il resto è pressoché attualità. Rinuncia estiva alla ripartenza dal campionato di Promozione, svincolo di tutti gli atleti e reset con riavvio dalla base della Federazione Italiana Giuoco Calcio: la Terza categoria. Un’opzione però non onorata perché, tra i calendari ed i gironi dei raggruppamenti fermani della stessa, il sodalizio fondato a Falerone sessant’anni fa non c’è.

Lo stemma originario della società

La provincia perde così un pezzo importante della sua storia sportiva, vicenda nata e coltivata nell’entroterra sino all’approdo in epoca moderna in terra veregrense, per un amore appena sfiorato ma mai consumato sino in fondo.

Vanno in archivio gli indirizzi operativi di un management che ha virato dal fermano a fuori regione, ed i rimpianti per aver perso un’occasione dalla posta in palio capitale: quella di proiettare stabilmente il binomio Falerone – Montegranaro tra la crema del calcio dilettantistico regionale e non.

Risicate le sole finanze dei piccoli comuni interni per pensare in valore assoluto, decisamente troppo devota al basket Montegranaro per far scattare la scintilla verso una squadra di calcio tra l’altro con radici extra confine. Inutile cercare oggi ed additare i presunti colpevoli per l’accaduto, basta solo fare ricorso alla concretezza per identificare le chiavi di lettura dell’amaro epilogo: per battagliare alla pari contro Sambenedettese ( sia in Eccellenza che in Serie D ), Tolentino, San Nicolò, Fermana ( in D ) o Vis Pesaro sono necessari budget importanti e stadi gremiti, elementi che nei pressi del quartiere La Croce, di recente, hanno entrambi spesso fatto difetto per motivi disparati, sportivi, finanziari e sociali.

Non resta che aggrapparsi ai ricordi, per alcuni sbiaditi, per altri indelebili. A coloro che hanno a cuore la pagina di storia a colori della Folgore sale ora tanta nostalgia controbilanciata dalla passione incancellabile e sincera con cui l’hanno vissuta, tifata, sostenuta e caldeggiata per tanti, troppi anni.

Paolo Gaudenzi

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti