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Società partecipate i dubbi di Petrozzi:
“Ci vorranno 200 anni per azzerare i debiti”

PORTO SAN GIORGIO - Il consigliere di minoranza: "Ci dobbiamo aspettare altri aumenti della Tari, perché il servizio di raccolta rifiuti è ancora oggi in perdita, che viene coperta dagli utili che produce la gestione della rete del gas, che però la legge prevede entro un paio di anni debba essere venduta sul mercato e quindi questi utili non ci saranno più"
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Renzo Petrozzi

 

“Durante l’ultimo Consiglio Comunale del 28 Settembre abbiamo assistito alla grande soddisfazione espressa dall’amministrazione PD dopo le relazioni degli amministratori sull’andamento delle Società partecipate San Giorgio Distribuzione e San Giorgio Energie.  In realtà il PD, come spesso ci ha purtroppo abituati, racconta un’altra storia che non corrisponde per niente alla realtà. Dicono con soddisfazione che la San Giorgio Distribuzione è in salute, e io invece dico che speriamo che ci si mantenga perché ci vorranno circa 200 anni affinché paghi i debiti finora accumulati. Sappiamo infatti dal bilancio 2016 della società che essa ha crediti a breve per 1.431.119 Euro e soldi in cassa per 113.524 Euro per un totale di 1.544.643.  I debiti a breve sono pari ad 2.336.559 Euro.  L’indebitamento a breve della società è quindi pari a 791.916 Euro”.  Questa la previsione del consigliere comunale di minoranza sangiorgese Renzo Petrozzi che esprime quelli che sono i suoi dubbi in materia di società partecipate a Porto San Giorgio.

“E siccome i debiti si pagano con gli utili, con un utile di poco più di 4000 Euro ci vorranno circa 200 anni per azzerare quelli già fatti – spiega Petrozzi – questo nonostante l’amministrazione PD nel 2012 e nel 2017 abbia approvato due aumenti della Tari che ai cittadini costano complessivamente circa 400000 Euro in più all’anno.  Quello poi che il PD non dice è che, come per il passato, ci dobbiamo aspettare altri aumenti della Tari, perché il servizio di raccolta rifiuti è ancora oggi in perdita, che viene coperta dagli utili che produce la gestione della rete del gas, che però la legge prevede entro un paio di anni debba essere venduta sul mercato e quindi questi utili non ci saranno più. Rimarranno solo le perdite della gestione dei rifiuti e degli altri servizi e arriveranno nuove tasse.
Sulla San Giorgio Energie si può dire che le scelte se possibile sono ancor più errate. Quando l’amministrazione PD è entrata in carica nel 2012, il Comune aveva una società con molti clienti, una vera e propria fabbrica di utili e di entrate di cassa e che cosa fa l’amministrazione PD?  Se la vende.  Ci vogliono far credere che non c’era altra scelta, perché la società stava perdendo clienti e non era più competitiva sul mercato, quindi in altre parole perché loro non erano capaci di gestirla.  E comunque anche quello che dicono non è vero. La società è stata venduta a novembre 2014.  Il bilancio 2013, nell’anno precedente alla vendita, si era chiuso con un utile di 497.595 Euro. Gli utili si sono ridotti, pur rimanendo importanti, negli anni 2014 (304.700) e 2015 (370.490), nonostante la presenza del nuovo socio SGR, per risalire a 534.282 nel 2016 grazie ad una sopravvenienza di 177.896 Euro per somme rimborsate dall’autorità per l’energia per i periodi precedenti, per la felicità della SGR.  Quindi quale può essere il vero motivo per cui l’amministrazione PD ha venduto il 49% della società?  Perché hanno riconosciuto di non essere capaci di gestirla in modo competitivo?
Perché volevano soldi per realizzare i loro ‘monumenti’ prima delle elezioni? Per inciso con i soldi della vendita hanno rovinato per sempre la città con una piazza dall’estetica quantomeno discutibile e sempre sporca e soprattutto invadendo con una paurosa colata di cemento gli storici giardini di Viale Cavallotti. Sappiamo solo che i numeri ci dicono che vendere il 49% in questa società è stata da un punto di vista economico un errore colossale”.


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