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Un pianoforte, due leggii e tre rose
per ricordare Enrico Gentili

MONTEGIORGIO - Grande emozione al Teatro Alaleona per la serata nata per ricordare lo psicoterapeuta e scrittore
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Un pianoforte, due leggii e tre rose erano gli oggetti presenti in scena al teatro Alaleona il 30 settembre scorso. Alle 21.45 è stata diffusa la voce di Giancarlo Guardabassi di Radio Aut che saluta Enrico Gentili, ovunque egli sia, perché proprio di Enrico Gentili si vuole parlare, o meglio, dei suoi lontani ricordi, delle memorie d’infanzia e di adolescenza, della consapevolezza di adulto e dell’amore incondizionato verso la sua famiglia e verso quella vita che lo ha fortunatamente segnato per sempre, rendendolo uno stimato psicoterapeuta e uno scrittore attento e sensibile alle vicende umane.

La voce di Guardabassi ha introdotto la luce e la presenza di Maurizio Boldrini che inizia a leggere “Maiali nella nebbia”: gli estratti scelti e il romanzo nel suo complesso portano gli ascoltatori in un mondo lontano, probabilmente sconosciuto alla maggior parte di essi, ma diventato per 90 minuti molto familiare, quasi biografico, capace di agganciare ai riferimenti così personali di Gentili i loro propri vissuti. Il divertimento prima e la commozione dopo, specie con l’intervento a sorpresa di Stefania Buschi, la moglie di Gentili, sono stati gli umori che hanno accompagnato l’ascolto.

Lo spettacolo si è consumato come una candela la cui fiamma, invece di andare spegnendosi, ardeva sempre di più, rendendo difficile e imprevedibile la fine, l’ultima parola o l’ultima nota, perché seduto davanti al pianoforte c’era Fausto Bongelli, perché al secondo leggio si alternavano altre voci, perché dal palchetto di primo ordine scendevano altre voci ancora, per gli applausi, per la tensione e perché l’atmosfera era permeata da una sospensione che solo l’occhio attento di un bambino riesce a creare quando, diventato adulto, rende pubblico quello che ha visto e vissuto.

L’evento è stato promosso dal Comune di Montegiorgio d’intesa con il Minimo Teatro di Macerata, erano presenti il Sindaco Armando Benedetti e l’Assessore alla cultura Michele Ortenzi i quali, in apertura, hanno salutato gli intervenuti, insieme all’antropologo Tommaso Lucchetti. Le raffinate notazioni critiche sono state curate dal poeta Giampaolo Vincenzi, a leggere i versi di Enrico Gentili sono stati alcuni allievi della Scuola di Recitazione del Minimo Teatro: Jennifer De Filippi, Maria Chiara Mannetta, Serenella Marano, Lorenzo Tombesi, Lorenzo Vecchioni.

La fonica è stata curata da Euro Morresi, assistito alla consolle tecnica da Claudio Vitali, Mario Rossetti e Carla Camilloni. Una cornice classica per una serata indimenticabile, presentata con eleganza da Serenella Marano.


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