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I nuovi parcheggi per disabili
all’ospedale sono realtà

FERMO - Dalla Zerogradinipertutti: "Questo episodio ci insegna, o meglio ci ribadisce, l’importanza della presenza e dell’aiuto delle associazioni a sostegno dell’operato degli enti pubblici riguardo le tematiche delle persone con disabilità"
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Il 3 ottobre, con grande soddisfazione della nostra associazione – spiegano da Zerogradinipertutti – sono stati posizionati nell’area antistante l’ex Pronto Soccorso dell’ospedale Murri di Fermo i 5 posteggi riservati alle persone con disabilità, come era stato concordato tra le parti interessate durante il sopralluogo avvenuto il 24 settembre scorso. La Zerogradiniperutti è stata presente durante i lavori effettuati dagli operai, presenza che evidenzia l’impegno e la gratificazione per il raggiungimento, dopo molti mesi, di un obiettivo che era ed è un diritto di tutte le persone che vivono una condizione di disabilità. Ora tutti potranno accedere con facilità all’ospedale, senza discriminazione alcuna. Questa storia si è conclusa positivamente, come tutte le iniziative di cui la Zerogradinipertutti  è stata portavoce e protagonista.  Per trarre insegnamento da questa vicenda occorre fare delle precisazioni. La competenza dei parcheggi nell’area dell’ex Pronto Soccorso è esclusiva dell’Asur. La direzione, per necessità legate alla cura, aveva organizzato i parcheggi predisponendoli per le persone che seguono terapie oncologiche. Per motivi di spazio, quindi, sono stati eliminati quelli destinati alle persone con disabilità. Di conseguenza, le associazioni di categoria hanno fatto emergere con forza il problema dell’assenza di accessibilità all’ospedale con diritto di parcheggio. L’incontro tra Asur e associazioni è avvenuto allo scopo di trovare una soluzione che corrispondesse alle esigenze di tutti. Analizzando la questione da una prospettiva concettuale, emergono due modi diversi di concepire il diritto. L’Asur, d’altronde, non aveva spazio nell’area dell’ex Pronto Soccorso. Le associazioni pongono la questione in un’ottica di inclusione. Queste concezioni diverse hanno camminato di pari passo durante i vari incontri fatti per trovare una soluzione, arrivando ad un sopralluogo con la presenza di tutte le competenze tecniche ed amministrative, inclusa la Polizia municipale e il Comune che, per competenza, ha potuto solo mediare tra le parti.

È stata trovata una soluzione, ovvero aggiungere 5 posteggi riservati alle persone con disabilità ristrutturando l’attuale disposizione degli spazi, senza eliminare i posti auto già presenti riservati alle persone che seguono terapie oncologiche. Al momento dei lavori, la decisione dei 5 posti è stata messa in discussione dalla dirigenza per varie esigenze legittime. C’è da chiedersi, inoltre, quanto questa distinzione di categorie abbia senso, in questo caso persone con disabilità e persone con problemi oncologici, considerando che nel caso di terapie oncologiche, la persona può vivere uno stato di temporanea disabilità fisica avendo bisogno di assistenza. In tutta questa vicenda, quindi, emerge una nuova visione che aggiorna le normative attuali nell’ottica della cultura dell’inclusione e del diritto, rispetto alla concezione tradizionale fondata sull’esclusione. Questo episodio ci insegna, o meglio ci ribadisce, l’importanza della presenza e dell’aiuto delle associazioni a sostegno dell’operato degli enti pubblici riguardo le tematiche delle persone con disabilità. Grazie alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, acquisita dallo Stato come legge, oggi le associazioni possono rivendicare i loro diritti in tribunale qualora siano negati. In questo caso la vicenda si è conclusa con la collaborazione tra le parti in un’ottica di inclusione, senza negare i diritti delle persone coinvolte. C’è tanta strada da fare per l’inclusione ma questo è stato un altro piccolo grande passo”.


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