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I sindacati al prefetto:
senza fondi alle Province impossibile
mantenere strade e scuole

FERMO - Ieri pomeriggio l'incontro in Prefettura, oggi lo sciopero. Per Lanfranco (Cgil FP) "tanti sono gli enti in ritardo con il pagamento degli stipendi"
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La facciata della Prefettura di Fermo

Nel pomeriggio di ieri una delegazione delle segreterie territoriali Cgil FP, Cisl FP e Uil FPL, insieme alle Rsu e dipendenti della Provincia, sono stati ricevuti dal prefetto di Fermo Mara Di Lullo.

“Al Prefetto sono state rappresentate le motivazioni della lunga mobilitazione di queste settimane, culminata nello sciopero del 6 ottobre – scrive Roberto Lanfranco della Cgil FP -. La profonda difficoltà finanziaria in cui versano Province e Città metropolitane sta determinando una situazione di estrema criticità nell’erogazione dei servizi offerti da questi enti alla quale si aggiungono le condizioni di notevole precarietà, che sta vivendo il personale impiegato in tali servizi, penalizzato pesantemente, anche da un punto di vista salariale, dalla scure di tagli succedutisi negli ultimi anni. Tanti sono gli enti che non riescono più a garantire la manutenzione ordinaria di strade e scuole e tanti sono gli enti in ritardo con il pagamento degli stipendi. Ormai anche importanti enti e grandi Città metropolitane non sono in grado di chiudere i bilanci, avviandosi verso le procedure di dissesto. Il legislatore non ha utilizzato l’occasione offerta dagli ultimi decreti per tentare di ridurre il fabbisogno necessario a Province e città Metropolitane per svolgere la loro missione istituzionale. L’ammontare complessivo di risorse necessarie, stimato complessivamente in poco meno di 800 milioni, è stato solo parzialmente ridotto.

È indispensabile:

– recuperare con la prossima Legge di bilancio tutte le risorse necessarie per garantire a questi Enti la sostenibilità economica;

– sbloccare il turn over e stabilizzare i lavoratori precari;

– dare finalmente certezza al sistema delle politiche attive del lavoro attraverso il definitivo trasferimento di competenze dei Centri per l’impiego ed il relativo finanziamento;

– dare agli Enti la possibilità di poter realizzare una programmazione pluriennale degli interventi;

individuare delle soluzioni specifiche per far uscire dalla crisi strutturale finanziaria gli Enti con maggiori difficoltà”.


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