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Caso Mithun, l’analista Luca Russo:
“Indagini svolte con scrupolo”

GIALLO DI VILLA CASTELLANO - Il consulente nominato dalla procura di Fermo per svolgere le analisi su cellulare e pc: "Con l'apparecchiatura israeliana possiamo provare questo ulteriore accertamento tecnico, ma importante non dare false aspettative"
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Luca Russo

 

Caso Mithun, il consulente Luca Russo, incaricato dalla procura di Fermo delle indagini su cellulare e pc: «la precedente analisi svolta non lasciando nulla al caso. Con l’apparecchiatura israeliana si può provare questo ulteriore accertamento ma importante non dare false aspettative». L’analista forense interviene dopo l’articolo di ieri sull’affidamento dell’incarico per nuove indagini tecniche sul caso dello studente dell’Università di Camerino trovato morto nell’agosto dello scorso anno a Porto Sant’Elpidio. Il giovane, 26 anni, era stato trovato impiccato un annesso di villa Castellano. «La Procura ha disposto questo nuovo accertamento sull’accoglimento dell’opposizione formulata dai legali della famiglia alla richiesta archiviazione – dice Russo –. Era già stata disposta una consulenza precedentemente, consulenza che è stata eseguita con solita attenta metodica e analisi». Il consulente spiega di essere solito non lasciare nulla al caso. Da oltre 14 anni lavora in qualità di analista forense per conto di circa 20 procure d’Italia e si è occupato di casi noti. Tra gli altri, del caso di Pietro Sarchiè e del duplice omicidio di Cingoli. Il consulente spiega che «la strumentazione impiegata nelle indagini è a discrezione del consulente stesso che, tra l’altro avevo già eseguito gli accertamenti alla presenza del consulente di parte Marco Calonzi, il quale a suo tempo non aveva eccepito nulla di particolare e tantomeno suggerito una strumentazione piuttosto che un’altra». Russo aveva utilizzato «un software di indagine impiegato dalle principali forze di polizia e loro reparti forensics conosciuto anche da Calonzi. La completa assenza di elementi utili alle indagini aveva comunque portato a chiudere in maniera negativa l’indagine. Ora che l’apparecchiatura israeliana è presente anche alla Iif (Indagini informatiche forensi) della Dfa (Digital forensics accademy) di cui sono a capo e responsabile, sarà apprezzabile poter provare anche con questo ulteriore accertamento tecnico. È ovviamente sempre importante non dare false aspettative e operare nella riservatezza e, se dovessero esserci risultati apprezzabili o differenti potrà essere motivo di rilevanza soprattutto per la famiglia e mediatica poi, affinché l’opinione pubblica sappia che la procura e il personale da essa impiegato non trascura mai nulla – continua Russo –. Nella massima stima e rispetto del collega, vorrei comunque precisare che il mio collaboratore, da me nominato, sarà Davide Ortolano e non potrà essere ovviamente Calonzi in quanto consulente di parte». Gli accertamenti partiranno il 13 ottobre e si concluderanno entro 60 giorni.

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