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Accoglienza diffusa e ambulatori dedicati: novità sui migranti

FERMO - Presenti una ventina tra sindaci e assessori o consiglieri dei 40 Comuni componenti la Provincia. In 14 di essi sono presenti migranti all’interno di strutture gestite da associazioni che hanno partecipato al bando
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di Alessandro Giacopetti

Svolta oggi nella sede della Prefettura di Fermo la riunione del Consiglio Territoriale dell’Immigrazione, per fare il punto sul tema dell’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. La prima sessione ha riguardato enti e cooperative gestori dei Centri Accoglienza Straordinaria, attivati dalla Prefettura per ripartire in ambito provinciale i migranti. Altre parti dell’incontro hanno coinvolto i sindaci e le forze dell’ordine per capire come attuare anche nel Fermano il principio della cosiddetta “accoglienza diffusa” voluta dal Governo.

“Si tratta di una riunione periodica per trattare le questioni relative all’immigrazione e alla ripartizione dei migranti nel territorio – ha spiegato all’inizio della conferenza stampa il Prefetto, Mara di Lullo – iniziata con i responsabili dei centri di accoglienza per registrarne l’andamento e per esaminarne le criticità. In particolare le attività e procedure svolte nei centri che vanno snellite per migliore il rapporto con gli Uffici Stranieri della Questura, con la collaborazione dei servizi di mediazione culturale e linguistica. E’ stato poi introdotto un progetto già conosciuto e finanziato con fondi europei per il rimpatrio assistito volontario.

La seconda sessione ha coinvolto tra l’altro anche le forze dell’ordine che gestiscono il fenomeno migratorio ed è stata dedicata a nuove disposizioni fornite dalla Regione Marche relativamente al profilo sanitario e alle procedure cui devono essere sottoposti i migranti sia in quanto facenti parte della nostra comunità sia in caso di necessaria assistenza di patologie. L’ultima sessione ha visto la partecipazione dei sindaci.

In generale – ha detto il Prefetto Mara di Lullo – la presenza di migranti non comporta particolari criticità ma può essere migliorata nel campo dell’accoglienza e dell’accettazione da parte della comunità. L’invito era stato rivolto anche al presidente del Centro di Cultura Islamica del Piceno, Labdidi (che non ha potuto partecipare) con cui è importante collaborare e approfondire il dialogo”.

E’ stato quindi il viceprefetto aggiunto Francesco Martino a sintetizzare che “va rafforzata l’accoglienza diffusa, una progettualità del Ministero dell’Interno per ripartire i migranti nelle Regioni e poi per Province: quindi anche a Fermo e anche in quei Comuni che ad oggi non sono stati coinvolti. Si tratterà – ha precisato Martino – di numeri non impattanti, come il forfait minimo da 6. Quindi si tratta di una ripartizione sia all’interno degli stessi territori comunali, nel caso dei più grandi, sia tra Comuni, coinvolgendo quelli più piccoli. Scopo: non creare quartieri con concentrazioni elevate. Questo sarà uno degli obiettivi inseriti nel nuovo bando in via di emissione per ratificare le presenze attuali. Sarà aumentato a 800 il tetto massimo di presenze in provincia, un numero complessivo ipotetico, che probabilmente non verrà raggiunto. E’ importante comunque evitare i bivacchi lungo le vie pubbliche sia per motivi sanitari che di ordine. Proprio in campo sanitario emerge la novità: due ambulatori dedicati ai migranti per evitare di accrescere il lavoro del Pronto Soccorso di Fermo. Saranno i gestori dei Centri Accoglienza Straordinaria ad accompagnarvi gli ospiti. Sono gli stessi dove si svolge la prima visita, grazie alla collaborazione con l’Asur AV4.

Sul tema il dottor Licio Livini della stessa Area Vasta 4 ha spiegato che “oggi dobbiamo organizzarci ad affrontare quella che all’inizio sembrava solo un’emergenza passeggera. All’interno delle procedure stabilite dalla Regione Marche per assistere e visitare i migranti attraverso screening, abbiamo allestito due ambulatori dedicati, con un relativo sistema di prevenzione per affrontare le difficoltà. In gergo è un STP (Straniero Temporaneamente Presente) che va identificato e conosciuto con un codice nel caso avesse bisogno di fare un percorso sanitario nelle nostre strutture”.

Se la presidente della Provincia, Moira Canigola ha parlato di “dialogo come unico modo per prevenire e gestire problemi”, il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, ha chiarito che “a differenza di alcuni territori nazionali in cui il sistema di accoglienza da segni di insofferenza, da noi ciò non si verifica . A breve partiremo con progetti di lavoro volontario per alcuni ragazzi, perché è importante dare loro un obiettivo”. E’ stato lo stesso sindaco del capoluogo a sollevare poi il gravoso, per i Comuni, problema dei minori non accompagnati. Roberto Piccioni, responsabile Ufficio Stranieri della Questura di Ascoli Piceno ha parlato di “situazione migliorata con gli hotspot, dove vengono fotosegnalati i migranti al momento dello sbarco”.

 


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