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Gli svedesi innamorati del Fermano: “Torneremo anche il prossimo anno” (FOTO)

TURISMO - L'esperienza di un gruppo di 13 persone provenienti da Stoccolma e l'incontro con i produttori del territorio. Per Roberto Ferretti "la relazione è quella che ti garantisce il ritorno, serve sempre qualcosa da raccontare”
domenica 15 Ottobre 2017 - Ore 10:18
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di Andrea Braconi

Sono ripartiti per Stoccolma dopo essersi immersi nel Fermano e nelle sue eccellenze enogastronomiche. In 13 per diversi giorni hanno girato tra produttori e strutture ricettive, per conoscere la nostra realtà e per raccontarla ad altri che, nei prossimi mesi, potranno scegliere di trascorrere una vacanza colma di esperienze.

Come quelle che il gruppo di svedesi ha vissuto giovedì scorso all’agriturismo La Quarta, in Contrada Abbadetta a Fermo. “Abbiamo preparato la pasta e la pizza grazie a Paolo della Forneria Totò di Sant’Elpidio a Mare, ci siamo mangiati le tagliatelle che abbiamo cucinatocon il sugo di pomodori che siamo andati a raccogliere nell’orto di Stefano, il titolare de La Quarta, poi una frittatina con le erbe che abbiamo trovato lungo il campo”. Perché per questi turisti “è qualcosa di valore”, ci racconta Roberto Ferretti, animatore della rete Agrituraso, ideatore del progetto ‘Le Marche in valigia’ e proprietario del b&b La Scentella di Petritoli dove parte del gruppo ha soggiornato durante la permanenza in Italia, mentre l’altra è stata accolta da Anna Monaldi nel suo b&b Alla Corte di Carolina, nel territorio di Monte Giberto.

“Il nostro è un turismo di relazione – aggiunge – perché la gente deve incontrare i locali. La relazione è quella che ti garantisce il ritorno. Va bene il relax, ma serve sempre qualcosa da raccontare”.

Accanto a Ferretti, troviamo Roberto Mezzopera, originario di Fabriano e da diversi anni residente in Svezia. “Ho sempre avuto questa idea che le piccole produzioni devono essere aiutate da noi consumatori se vogliamo che queste continuino, che ci sia lavoro e che guadagnino il giusto per il lavoro che fanno. Da qui l’idea di una cooperativa, che qui in Italia si chiama anche Gas, ossia Gruppo di acquisto solidale. Noi però cerchiamo di andare più avanti, l’obiettivo, anche utopico se vuoi, sarebbe quello di essere tantissimi e lavorare con piccolissime produzioni in modo che gli stessi produttori riescano a dire ‘io ho bisogno di tot soldi per vivere bene’ e allora noi compriamo tutto, in modo che il produttore stesso si concentri sulla qualità del prodotto e non sul marketing”.

A dire il vero in tanti sono già, ma si punta a crescere. “Siamo 420 famiglie in questa cooperativa che si chiama L’Agorà, siamo nella parte sud di Stoccolma ma il 27 ottobre apriremo un nuovo punto vendita nella parte nord della città e ci aspettiamo l’ingresso di altrettanti soci. Sono prevalentemente svedesi, ma ci sono anche italiani. Delle Marche abbiamo una signora di San Severino Marche, Poi ci sono liguri, piemontesi e altri ancora. Prevalentemente acquistiamo prodotti marchigiani, anzi, all’inizio erano solo marchigiani”.

E proprio un produttore è stato il punto di contatto tra Mezzopera e Ferretti. “Ci siamo conosciuti attraverso Luigi Recchi di Petritoli, che fa salumi e con cui collaboro già da anni – ricorda Mezzopera -. Ho sempre avuto questa idea del contatto per far capire alle persone perché un prodotto costa un po’ di più. Non è solo il marchio che dice se un prodotto è buono o no, ma anche la passione che uno ci mette nel realizzarlo, il contesto che fa sì che uno acquisti questo prodotto o no. Ho sempre parlato con Recchi, Catalini, Mancini della pasta e con i quali collaboro per far venire giù gente e fargli vedere le nostre realtà. Oggi sono qui con un gruppo di 13 persone, è il primo viaggio che facciamo ma già tutti si sono già prenotati per ritornare il prossimo anno, sperando di poterne fare altri nel frattempo”.

Il prodotto, anzi, il produttore come testimonial, quindi. “È inutile per me a Stoccolma parlare del grano jervicella perché nessuno sa quello che è. Invece se Stefano de La Quarta ne parla vedono cosa è, vedono la realtà, vedono la sua passione, riuscendo a capirne l’importanza. Lo scopo dei nostri viaggi sarà sempre questo qua e lo svilupperemo attraverso vari temi. Adesso, ad esempio stiamo iniziando con il vino e ho cominciato a contattare alcune piccole realtà della zona”.

“Il prossimo anno porteremo in Svezia ‘Le Marche in valigia’ – annuncia Ferretti -. Dopo questo contatto tramite Luigi Recchi, Roberto cercava una realtà da far conoscere. Però serviva un’ospitalità di un certo tipo e lì l’Agrituraso e ‘Le Marche in valigia’ sono state fondamentali. Perché per noi è importante far conoscere agli ospiti più agriturismi e più aziende possibili. Durante questo viaggio sono stati visitati 6 produttori, di cui 3 di vino, poi Catalini che fa marmellate, Recchi per i salumi e Stefano per le farine antiche. Questi turisti devono conoscere direttamente i produttori, devono incontrarsi con la comunità”.


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