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“Personale comunale nel caos”
l’affondo di Mochi e Temperini

FERMO - I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle: "Nessun piano organizzativo e triennale di prevenzione contro la corruzione"
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“Ci si attendeva una risposta del sindaco e della amministrazione comunale dopo il duro comunicato delle Rsu Cgil del Comune di Fermo che chiedevano più rispetto per i lavoratori e la modifica del metodo discrezionale di trasferimento dei dipendenti da un ufficio all’altro ‘senza alcun costrutto strategico organizzativo” e con rischio di “compromettere il funzionamento dei servizi’. La risposta – l’attacco all’amministrazione da parte dei consiglieri pentastellati Marco Mochi e Mirko Temperini –  è arrivata con atto formale e nel pieno ossequio di un metodo antidemocratico che questa amministrazione sembra essersi data: con atto di giunta  284 del 3 ottobre 2017 l’amministrazione stabilisce infatti di dare mandato ai dirigenti di provvedere alla copertura di ben tre spostamenti di dipendenti motivando con la sola frase “dato atto che sussiste l’esigenza di coprire alcuni posti in servizi che risultano carenti di personale” e utilizzando il metodo della “mobilità volontaria del personale interno tramite indagine ricognitive rivolte ai dipendenti”, un metodo che la giunta ha approvato dopo solo due mesi dal suo insediamento e che è quindi difficile credere che sia stato elaborato e pensato dalla giunta stessa.
Questa volta i profili professionali interessati sono un istruttore settore lavori pubblici (autoparco), un istruttore risorse umane e finanziarie e un collaboratore servizio polizia municipale. Ed è strano come questi siano profili mancanti a causa di precedenti spostamenti nei quali i dipendenti sono stati dirottati in altri settori e a ricoprire ruoli per i quali il profilo delle persone scelte sembra lontano dai requisiti che quei ruoli richiedevano.
Di spostamenti simili se ne contano diversi solo nell’ultimo anno e sembra che la giunta voglia in qualche modo giustificare l’operato dei dirigenti che avevano utilizzato lo strumento della mobilità al di fuori di un piano organizzativo. Un piano organizzativo che ad oggi non esiste e che invece la stessa Anac ritiene necessario come strumento tipico di prevenzione della corruzione soprattutto “nei settori particolarmente esposti” come quello dei vigili urbani che dovrebbero essere dotati di un piano di rotazione territoriale. Ricordiamo inoltre all’amministrazione come la deliberazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione 13 del 4 febbraio 2015 richiede espressamente anche la predisposizione di Ptpc ossia piani triennali di prevenzione della corruzione.
Come Movimento, in più occasione, abbiamo chiesto che i dirigenti fossero turnati nei vari settori, che fosse predisposto un piano organizzativo. Questo solo per essere in linea con quanto previsto dall’Anac e soprattutto per evitare la possibile creazione di situazioni clientelari che danneggiano il lavoro della macchina amministrativa. La risposta della giunta Calcinaro è lasciare tutto all’improvvisazione o alla emotività del momento e ci sembra davvero un brutto modo di rispettare i dipendenti e le necessità dei cittadini”.

 


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