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Campogrande di nome e di fatto,
il giovane – maturo per la Poderosa

SERIE A2 - "A 21 anni se vali giochi" affermava in estate coach Ceccarelli, ed ecco il classe '96 a far parte del blocco manipolato dal timoniere veregrense che ha reso 4 punti nelle prime tre partite, di cui due esterne
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Il classe 1996 Luca Campogrande

MONTEGRANARO – Guardia poco più che ventenne, prelevata dalla Fortitudo Bologna e campione d’Italia Under 19 Elite nel 2015. Un biglietto da visita, quello contenuto nel proprio curriculum, che nell’estate alle spalle non è passato affatto inosservato agli uomini mercato della Poderosa, tanto da portare così Luca Campogrande alla corte di coach Gabriele Ceccarelli per la prima storica avventura in A dei veregrensi.

Una fase dell’allenamento tenuto ieri sera alla Bombonera veregrense

Un avvio di stagione, per gli stessi gialloblù, del tutto positivo. Nel quadro di insieme figura certamente anche lo stesso Campogrande, ritornato sul parquet dopo un lungo infortunio personale sfociato in un buono stato di forma e cristallizzato all’interno del quintetto base in compagnia dei due Usa, Powell e Marshall, del pilastro Amoroso e della mente Rivali.

Campogrande, la debacle di Ferrara e le vittorie su Roseto e Piacenza: un impatto cioè più che positivo nella nuova categoria, con lei inserito perfettamente negli ingranaggi gialloblù…

“Sento che su di me è stata riposta fiducia, e questo è naturalmente un fatto importante. Sono giovane ma vengo dallo stesso campionato, disputato per due anni, e cerco quindi di difendere quanto faticosamente conquistato a livello personale anche con addosso i colori della Poderosa. Dopo la sconfitta con la Bondi eccoci in casa a vincere contro Roseto, poi come tutti sanno siamo riusciti ad imporci anche in esterna su Piacenza. Non dobbiamo però sederci ed elogiarci, anzi dobbiamo continuare a lavorare sodo per mantenere il passo. Al di la dei meccanismi di gioco, quello che mi preme far risaltare è il carattere: il nostro spirito infatti nell’ultima gara contro la Assigeco ci ha fatto recuperare lo smalto sul match nonostante l’aver dilapidato un vantaggio di ben 15 punti, maturato nei primi due quarti e rosicchiato dai padroni di casa a cavallo del terzo”.

Lavoro tattico con coach Ceccarelli, sulla sinistra in polo bianca, a dettare i principi da applicare

Domenica di nuovo nel palace domestico, contro la Tezenis Verona. Umori ed aspettative a pochi giorni dalla relativa palla a due?

“I veneti hanno perso la prima contro Jesi, vinto anche loro contro i piacentini mentre domenica scorsa, al cospetto di una delle grandi del torneo come Bergamo, hanno addirittura messo a segno il successo esterno per per 76 – 90. Basta questa semplice ricognizione per capire di che gara si tratta, poi se scendiamo nel dettaglio del roster ecco balzare all’occhio gli statunitensi Greene e Jones, sui quali, con molta probabilità, sarò anche chiamato ad una marcatura diretta, perlomeno su uno di loro. Tutto questo al cospetto del nostro pubblico, che certamente replicherà il calore messo in mostra nell’esordio di stagione interno contro gli Sharks. Potremo quindi contare su quest’arma in più, oltre che sulle mere logiche sportive”.

Il tipico saluto di fine seduta

Che impressione, seppur relativa ai soli primi periodi di stagione vissuti, le ha fatto la città di Montegranaro ed il Fermano in genere?

“Devo dire che mi sono subito trovato bene, sia dal punto di vista del contesto logistico e paesaggistico che da quello umano. Montegranaro non è grandissima come realtà urbana, ma è molto accogliente, proprio come accoglienti sono stati i miei compagni, lo staff e la società che ho trovato al mio arrivo. Per il resto del territorio provinciale, ho avuto un bell’impatto generico con Porto San Giorgio, seppur relativamente alle zone vicine al centro medico ed al palace. Tutti luoghi, comunque, che con il passare del tempo non potrò di certo che apprezzare ancor meglio, perché a monte gli ingredienti per poter affermare con sicurezza che si sta trattando di terre e persone ottimali ci sono tutti”.

Paolo Gaudenzi


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