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Claudia Mazzaferro dà il via alla nuova stagione della rubrica “Donna”

Torna a grande richiesta, dopo la pausa estiva, la rubrica "Donna" di Cronache Fermane a cura di Claudia Mazzaferro che, per questa occasione, è la protagonista dell'intervista. Una bellissima storia che non poteva non essere raccontata.
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di Nunzia Eleuteri

A grande richiesta, ritorna la rubrica “Donna” dopo la pausa estiva. Sarà ancora Claudia Mazzaferro a curarne i contenuti arricchiti dai suoi scatti di foto. Eh sì, perché Claudia, oltre ad essere giornalista professionista ha una fortissima passione per la fotografia. Parlare di passioni in realtà è pericoloso con una donna come lei che ne ha tantissime. Claudia ha infatti una spiccata creatività che l’ha portata persino ad essere una wedding planner per gioco ma con risultati da far tremare anche i migliori addetti del settore. Insomma, mamma, moglie, figlia, giornalista, fotografa e tanto altro. Chi poteva meglio di lei essere intervistata per la ripresa di questa nostra rubrica tutta al femminile? Così, solo per questa volta, l’intervistatrice sarà dalla parte opposta della scrivania e ci consentirà di entrare nel suo mondo raccontandolo come solo lei possa fare.

 

Ciao Claudia, prima di tutto ti ringrazio per aver raccolto l’invito delle nostre lettrici a riprendere la rubrica che narra le storie delle donne del nostro territorio. Cosa ti ha spinto a farlo?

È una sensazione improvvisa. Accade quando incroci gli occhi e accogli le parole di chi incontri. Sei in grado di leggere nel cuore, intuire un dolore, condividere, ti commuovi, ridi. Ascolti. Ed è un’arte umana sublime, così indispensabile. Un privilegio. Incontrare le donne e ascoltare le loro storie è un privilegio. E le ringrazio tutte, quelle già viste, quelle che vedrò, dal profondo del cuore. Per l’intima, rara e profonda condivisione.

 

Hai lavorato tanti anni fuori regione e per realtà importanti nel settore della comunicazione. Te la senti di raccontarci la tua esperienza e dirci cosa ti abbia riportato qui?

Ho iniziato al Messaggero di Ascoli. Franco De Marco, il mio mentore, mi diceva “come fai a portare notizie se non vivi qui?”. Aveva ragione. Non mi diedi per vinta e iniziai a camminare per la città, sulla strada. Mi consigliarono di tentare la scuola di giornalismo di Milano. Feci l’esame. 40 ammessi da tutta Italia, 2 dalle Marche. Una ero io. L’esperienza più significativa della mia vita dal punto di vista professionale. Da lì l’Ansa di Washington DC, scrivania con vista sulla Casa Bianca, la conferenza stampa di Hamid Karzai, i funerali del 40esimo presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, il cui feretro ho seguito tra la folla lungo Constitution Avenue. Poi il debutto in TV con Skytg24, momenti di rara bellezza e formazione. Il 24 dicembre ti trovi in redazione ed è un attimo, ancora alle prime armi, a fare la copertina per un talk serale sullo tsunami nel Sud-est asiatico. Sempre in TV per un canale tematico mi sono occupata di politica internazionale insieme ad una cara amica e collega che oggi lavora per l’UE ad Istanbul. Poi ti chiedono di fare un provino per la conduzione del tg di Sky e il Tg5 ti chiama per un colloquio. Un bivio. Tu prendi il treno per Venezia e l’amore ti porta lontano. Me lo chiedo ancora…e se non fossi salita su quel treno?

 

Claudia Mazzaferro in una delle tante esperienze da cui non fugge

Trovi differenze tra il ruolo della donna nelle grandi città e nelle nostre comunità locali? Pro e contro dell’uno e dell’altro.

Le difficoltà sono identiche. Nel piccolo centro, nella grande metropoli. La verità è che non ci sono ancora le condizioni per una vita quotidiana equa, con opportunità e responsabilità in equilibrio tra donne e uomini. Flessibilità, riforme reali, educazione. E ancora, orari ripensati, valutazione sul progetto e non sulla permanenza ad oltranza in ufficio, coinvolgimento di sindacati e associazioni di imprese. Costruire relazioni basate sulla reciprocità. Tutto questo, paradossalmente, sembra ancora più complicato nelle piccole realtà. E te lo dice una che è stata lasciata a casa, qualche anno fa, al terzo mese di gravidanza.

 

Hai tante passioni e tutte potrebbero essere un lavoro viste le tue molteplici capacità: giornalista, fotografa, weedding planner, artista e anche cuoca. Quale parte di te stessa vedi realizzarsi in ciascuna?

In ognuna c’è una parte di me e tutte comunicano tra di loro. Tutte muovono da una viscerale curiosità, dal bisogno di sperimentare l’istinto. Quella vocina dentro, che ti spinge ad andare, a fare, a provare, io non smetto mai di ascoltarla.

 

Alcune creazioni artistiche di Claudia

Due magnifici bimbi: il principale valore che vuoi trasmettere loro.

Le ali per andare lontano, per cercare altrove un profumo ogni volta diverso. E le radici, sempre presenti, per sentire ovunque, il profumo di casa. Il valore dei legami, quelli da costruire, quelli da custodire. Vorrei riuscire a trasmettere questo.

 

Una riflessione o un consiglio alle donne che sono alle prime armi nel mondo del lavoro.

Non ho consigli, non li amo. Ho sempre agito  di testa mia, credo sia l’unico modo per non avere rimpianti. Una riflessione, volentieri. Affronto ogni sfida con coraggio e umiltà. Amo il confronto e la crescita, mai posta limiti, mi sono sempre fidata del mio istinto, mai scesa a patti scomodi, ho cercato di fare delle mie scelte un inno alla gioia. Sempre. Provando a non accontentarmi mai di una mezza felicità. Non esiste il luogo perfetto, il momento perfetto o il traguardo. Non si arriva mai, se non alla tappa successiva. Armarsi di dedizione, sacrifici e capacità di evolversi. Perché come per un libro, nessuna vita è mai uguale a ciò che si era immaginato.

 


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