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“Uno sfregio ad un’area naturalistica”:
No degli ambientalisti
alla strada di Marina Palmense

FERMO - LIPU, Legambiente, Italia Nostra e River Keeper protestano contro la decisione dell'Amministrazione comunale
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Manifestano la propria preoccupazione e disapprovazione per la decisione dell’Amministrazione comunale di Fermo di realizzare una strada asfaltata nell’area di Marina Palmense ad altissimo valore ambientale. Per LIPU, Legambiente, Italia Nostra e River Keeper, infatti, “si tratta di uno sfregio ad un’area che da sempre viene considerata di necessaria e ineludibile vocazione ambientale, paesaggistica e naturalistica, e per questo vincolata dal Codice dei Beni Culturali nonché dallo stesso Piano Regolatore vigente”.

“Non si capisce – aggiungono – come si possa pensare di conciliare un nastro di asfalto, e quindi pur sempre consumo di suolo, per di più con una linea di illuminazione pubblica, a ridosso di un’area che deve mantenere, tutelare e valorizzare la sua identità ecologica e i suoi pregi naturalistici. Fino a qualche tempo si pensava di tracciare una strada in quel punto, ai tempi del deposito di sabbia, ma si trattava di un percorso sterrato e non carrabile. Del resto basta guardare la cartina per vedere che questa sarebbe una strada che va dal niente al niente: qual è la destinazione? Il mare no di certo, in quanto si trova 350 metri più a est. Il camping ha la sua strada di servizio dalla parte opposta. Il futuro ponte tra Fermo e Porto San Giorgio dovrà forse sorgere in asse con questa strada, 600 metri più avanti, ma dovrà essere solo ciclo-pedonale! E quindi qual è il senso di una strada asfaltata e carrabile in quella posizione, se non un inutile e gratuito sfregio ad ogni specificità naturalistica di quell’area?

Notiamo inoltre un’altra caratteristica negativa di questo tracciato: i vari progetti di riqualificazione naturalistica di quell’area illustrati negli ultimi anni all’amministrazione prevedono tutti un recupero dei corsi d’acqua storici che segnavano una rete idrica – e quindi biologica – tra la collina e la linea di costa, quelli salvati alla memoria dalle carte del 1877 di Luigi Salvadori, per intenderci; ebbene una strada asfaltata sulla linea nord-sud metterebbe una pietra tombale su quelle progettualità, evidentemente considerate inutili dal Comune di Fermo.

Inoltre si nota che il tracciato in questione, che si sviluppa per gran parte su suolo libero, si affianca ad un’area che il Piano Regolatore identifica come “Area progetto”, potenzialmente suscettibile di trasformazioni urbanistiche. Potrebbe, quindi, intendersi questo intervento infrastrutturale un primo passo per una trasformazione di quella parte di Marina Palmense in senso edificatorio? Dovremmo intendere proprio questa ipotesi nella ripetuta affermazione dell’amministrazione comunale ad un impegno per lo “sviluppo” di Marina Palmense?

Appare chiarissimo come lo scopo di questo intervento sia anche simbolico: un messaggio negativo per tutti coloro che ancora oggi insistono nel voler difendere l’ambiente ed anzi valorizzarlo, e incrementare il valore e la fruizione ecologica di quell’area. E per inciso, le scriventi associazioni invitano caldamente l’amministrazione comunale a non dar seguito a fantasiose quanto inutili idee di chi non ha la minima coscienza ecologica e si improvvisa pianificatore: quella zona ha una vocazione naturalistica e tale va considerata e valorizzata.

C’è da chiedersi infine quale il Comune pensi debba essere il ruolo delle associazioni ambientaliste del territorio se non quello di essere consultate in queste occasioni, se non quello di mettere a disposizione di chi governa il proprio bagaglio di cultura, di competenze e sensibilità. E invece, come per la discutibilissima gestione della manutenzione del verde pubblico messa in atto nei mesi scorsi, l’amministrazione comunale evita di promuovere un vero dialogo partecipato coi cittadini e le associazioni. Così, senza mai attivare la Consulta per l’Ambiente, le associazioni vengono consultate soltanto per parlare di cani o di gatti, ma non quando si progetta un intervento per una infrastruttura. Forse si pensa che una strada asfaltata in un’area verde e naturalistica non sia un problema ambientale, ma solo di lavori pubblici o di urbanistica, oltre che di bilancio. Dispiace dirlo, ma così non si va lontano, perché non si guarda lontano”.


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