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“I contadini sono un libro di psicologia popolare”, inaugurata mostra su Mannocchi e il folklore marchigiano (FOTO)

FERMO/PETRITOLI -
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di Alessandro Giacopetti

Inaugurata nella sala lettura della Biblioteca “Romolo Spezioli” la mostra:“Luigi Mannocchi: lo studio del folklore marchigiano tra Ottocento e Novecento” Si tratta della seconda mostra documentaria sull’illustre cittadino nativo di Petrtioli, a cura di Pierluigi Vitellozzi, dopo quella svolta lo scorso anno.
Secondo Francesco Trasatti, assessore alla Cultura, “è una mostra che va ad impreziosire l’offerta culturale della città di Fermo, e che arriva dopo il fine settimana del Fondo Ambiente Italiano e dall’apertura della mostra nella chiesa di San Filippo Neri che ha visto censiti 600 fermani, oltre ai turisti, ad ammirare l’Adorazione dei Pastori del Rubens. Stasera – ha proseguito Trasatti riferendosi alla serata di sabato 21 ottobre – c’è l’apertura della stagione d’opera. Quest’anno c’è stato il picco massimo di abbonati al teatro dell’Aquila nel ventennale dalla sua riapertura”.
La parola quindi è passata al consigliere comunale di Petrtioli, Silvio Tomassini, con delega alla Cultura che dopo aver ringraziato l’Amministrazione comunale fermana per aver accolto l’invito di Pierluigi Vitellozzi a dare visibilità ad un concittadino illustre, ha aggiunto. “A Petritoli noi presentiamo libri in biblioteca e facciamo spettacoli a teatro, riempiendoli. In Italia, invece, quando si fanno sondaggi sul tema cultura siamo sempre all’ultimo posto nelle classifiche, mentre nel nostro territorio si va controcorrente. Cosa sta succedendo, dunque? I soldi spesi dalle amministrazioni locali per la cultura – ha proseguito Silvio Tomassini – non sono mai sprecati e vorrei che tra qualche anno da Fermo e dal Fermano parta una nuova rivoluzione culturale per cui smetteremo di essere ultimi per cultura”.

Ad esporre i temi su cui verte la mostra è stato quindi il curatore, Pierluigi Vitellozzi. Dopo aver ringraziato il personale della biblioteca per la disponibilità, Antonio Zappalà e Renato Santiloni per le foto, Vitellozzi ha spiegato: “questa è seconda mostra documentaria su Mannocchi dopo quella dell’anno scorso che era incentrata su temi biografici. Ora ci soffermiamo sui suoi studi su folklore e tradizioni popolari. Per chi volesse, una volta terminata la mostra, sarà possibile consultare i volumi e i documenti esposti. Grazie alla disponibilità della famiglia Mannocchi. Nell’immagine scelta come copertina ci sono 2 contadine colte in una iniziativa del 1928. Luigi Mannocchi – ha spiegato Pierluigi Vitellozzi – sin da studente del liceo di Fermo, dimostrò interesse per il folklore oltre ad essere poeta dialettale. Scrisse in uno dei suoi manoscritti ‘i contadini sono per me il libro della psicologia popolare, ed è questo libro quasi il migliore di tutti, perché ci offre pagine schiette, sincere, immediate, dove si trova un insieme di particolari che possono parer minuzie a prima vista ma che per noi hanno importanza come segni nel tempo’.
Nella seconda metà dell’ottocento Mannocchi entra a far parte di ristretta schiera di studiosi di folklore e tradizioni popolari, mentre studiosi di antropologia, che stava nascendo allora, e quelli di storia, non vedevano di buon occhio gli studi sui contadini, considerandoli temi minori. Mannocchi, invece, andava tra di loro, molti dei quali erano analfabeti, per descriverne le tradizioni, gli usi e i costumi, fotografandoli e scrivendone. Anche per questo, grazie a lui abbiamo sia documentazione sui vestiti dell’epoca sia sulle case e sui modi di vita”.

Allestita all’interno del Gabinetto stampe e Disegni, la mostra “Luigi Mannocchi: lo studio del folklore marchigiano tra Ottocento e Novecento” sarà aperta fino a sabato 2 dicembre dal
lunedì al venerdì ore 8.30-13.45; 15.15-18.45; sabato ore 8.30-13.45


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