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Patagonia in pillole:
la balena, il teatro
e il “sacrificio” dell’asado

ESPERIENZE - Ancora il diario di Oberdan Cesanelli dall'Argentina, per il progetto targato LaGrù che è arrivato fino a Bahia Blanca
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di Oberdan Cesanelli

Da Trelew a Bahia Blanca, dove ci aspetta uno dei motori di questa nostra magnifica avventura, Juan Carlos Paglialunga da Fermo. La destinazione sarebbe stata la città di Viedma, a metà strada, ma motivi organizzativi hanno costretto all’annullamento della data e così un’altra città, Punta Alta, nei pressi di Bahia Blanca, ha deciso di ospitarci.

La strada è lunga e così ci fermiamo a Puerto Madryn, luogo famoso perché vi si possono avvistare le balene. Seguiamo le indicazioni dei nostri amici argentini e ci dirigiamo alla spiaggia chiamata El Doradillo; alcuni segnali ci indicano la via ed arriviamo. Rimaniamo un po’ delusi, non è un bel posto, si vede il mare dall’alto, rifiuti intorno… ci fermiamo una mezz’ora, Piero Massimo prova ad imitare il verso della balena, ma niente, dei cetacei nemmeno l’ombra. Risaliamo, delusi, ripartiamo, ma poi vediamo altri cartelli, decidiamo di seguirli e infine arriviamo alla vera El Doradillo! Siamo stati mezz’ora a guardare il nulla in un posto orribile, insomma!

Ma anche qui, balene zero. Su indicazione di una guardiaparco giovane e carina ci spostiamo ancora più a nord, lungo una strada di sabbia. E arriviamo infine in un’altra spiaggia, ci sono alcune persone con il binocolo e i resti di un balenottero spiaggiato. Osserviamo un po’ il mare, dalla riva, e poi mi accorgo che Stefano sta riprendendo qualcosa… e quindi la meraviglia, una balena che sfila a circa 10 metri da noi, in compagnia del suo piccolo. Spettacolo unico.

Si riparte, visibilmente emozionati, tutti e quattro. Ci facciamo i nostri 600/700 km e finalmente siamo a Bahia Blanca, a casa di Juan Carlos. Io sono già stato, due anni fa e anche qui è come tornare a casa. Marta è a scuola di ballo, poi arriva e ceniamo con una speciale pasta con la fava (fresca) fatta da Juan Carlos.

A Punta Alta c’è Giampietro Borghero, da Carloforte, Isola di San Pietro, Sardegna, presidente della locale Società Italiana di Mutuo Soccorso. Giampietro ci accompagna nello splendido salone della Società, allestiamo lo spettacolo e poi a pranzo con il direttivo. Punta Alta ha un’altissima presenza di italiani provenienti da Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia. Tutti ci fanno tante domande sull’Italia e ci fanno sentire la loro amicizia. Ognuno ha una storia da raccontare.

La sala, nonostante il giorno e l’orario dello spettacolo, alle 15, è piena di adulti e bambini che partecipano e si divertono tantissimo. Alla fine foto di rito con il direttivo, consegna di un libro sulla storia della Società e medaglia del centenario… Un grazie particolare a Giampietro, che ci ha voluto qui.

Stasera faremo il “sacrificio” di mangiare l’asado di Juan Carlos…

…dura, la vita degli artisti on the road.

 


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