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Ricorso al Tar sulle quote rosa,
le spese di giudizio a carico del Comune

SANT'ELPIDIO A MARE - E' arrivato stamattina il pronunciamento dei giudici amministrativi. La coalizione di Fabio Conti, quando ha dato notizia del ricorso, aveva invitato il sindaco a rispondere personalmente delle spese legali, annunciando un ricorso alla Corte dei conti per danno erariale in caso contrario. Si vedrà ora se il gruppo di opposizione darà seguito a quell'ammonimento
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Le spese di giudizio deve pagarle il Comune. Si chiude così, davanti al Tar, il caso sull’equilibrio di genere, sollevato dal ricorso a firma di Monia Tomassini e Cristiana Tosoni, rispettivamente consigliere comunale e coordinatrice dei Democratici e popolari (quote rosa riequilibrate dal sindaco prima di arrivare a giudizio con il passaggio del testimone in giunta tra Norberto Clementi e Stefania Torresi). E’ arrivato stamattina il pronunciamento dei giudici amministrativi sulla vicenda discussa lo scorso 25 ottobre. L’oggetto del contendere, il mancato rispetto della legge Delrio, era ormai venuto meno, visto che il sindaco Alessio Terrenzi, una settimana prima, aveva effettuato la variazione di giunta che ha assicurato il rispetto delle quote di genere come da normativa.
Il legale della ricorrente, l’avvocato Andrea Agostni, aveva richiesto la refusione delle spese di lite e il Tar Marche ha accolto la domanda.

“Le spese di di giudizio vanno liquidate in favore della parte ricorrente in applicazione del principio di soccombenza virtuale, tenendo conto che comunque il provvedimento sopravvenuto ha evitato un aggravio di attività difensiva” scrivono i giudici. Nella sentenza si ricorda anche come l’obbligo del rispetto di genere è derogabile solo per evitare che l’attività politico amministrativa si interrompa, a patto di motivare adeguatamente l’impossibilità del sindaco di trovare persone di fiducia da inserire in esecutivo. Il Tar lascia capire che, se il primo cittadino non avesse provveduto a sistemare le quote rosa, avrebbe perso la causa. “Il provvedimento impugnato non reca alcuna motivazione, per cui il ricorso sarebbe stato verosimilmente accolto” conclude il tribunale, che ha condannato il comune di Sant’Elpidio a Mare a pagare 350 euro di spese processuali come onorari di difesa, più imposte e recupero del contributo unificato.
La coalizione di Fabio Conti, quando ha dato notizia del ricorso, aveva invitato il sindaco a rispondere personalmente delle spese legali, annunciando un ricorso alla Corte dei conti per danno erariale in caso contrario. Si vedrà ora se il gruppo di opposizione darà seguito a quell’ammonimento.

M.M.


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