facebook twitter rss

Fermana, Marco Comotto: “Continuate a
sostenerci, siamo una squadra viva”

SERIE C - Il capitano canarino, portabandiera della missione salvezza, si auspica uno stadio sempre più gremito, perché ogni partita, che è una vera e propria battaglia, si affronta con maggiore coraggio se si sente la presenza del cosiddetto dodicesimo uomo in campo.
Print Friendly, PDF & Email

Il capitano della Fermana, Marco Comotto

FERMO – Nella sala stampa del Bruno Recchioni parla Marco Comotto, rappresentante gialloblù per antonomasia, non solo per la fascia che ogni domenica gli stringe il braccio sinistro, ma perché da tre anni veste i due colori più rappresentativi dello sport cittadino.

E’ lui che, insieme ai suoi compagni della scorsa stagione, in gran parte riconfermati, ha fatto gioire l’intero territorio per il ritorno al professionismo dopo 11 anni di attesa.

Comotto, come reputa la Fermana in Serie C?

A quanto pare per Comotto questa categoria non è un vestito che  la sua squadra indossa scomodamente, anche se riconosce che di certo è un ‘abito’ molto impegnativo: “Stiamo facendo un buon campionato, domenica col Pordenone mi è piaciuto il modo con cui non ci siamo nascosti di fronte ad un gruppo che merita la Serie B. Non siamo mai rinunciatari, ed al contempo stiamo attenti a non rischiare e a mantenere il giusto equilibrio di fronte ad avversari molto più esperti di noi”.

La nuova location alla ex – Cops…

“Dopo il primo nostro allenamento posso dire che abbiamo a disposizione un vero e proprio gioiellino, manca solo rendere un po’ più morbido e meno gibboso il terreno di gioco ed è fatta: ma dopo questi piccoli assestamenti avremo un posto davvero perfetto per prepararci al meglio ad ogni sfida”.

L’assenza di gol da 6 partite: su cosa si deve lavorare di più?

“La strada che stiamo percorrendo, è quella giusta, sono pienamente d’accordo con il mister Destro. D’altronde non ci sono mancate mai occasioni davanti alla porta. Vero è che se non si segna non bisogna puntare il dito solo sugli attaccanti. La palla arriva davanti solo se anche noi che stiamo dietro lavoriamo bene. Quindi punteremo, come sempre, al lavoro di squadra, come abbiamo sempre fatto”.

Il rapporto con il tifo…

“Abbiamo una tifoseria encomiabile. Basti citare la trasferta di Trieste dove i cori di circa 50 persone riecheggiavano come se ce ne fossero 500! Sono fortunato ad avere dei sostenitori così, ed è per questo che approfitto per dire a tutti gli altri di seguire il loro esempio e di venirci a vedere numerosi almeno in casa, ne abbiamo bisogno. Posso capire che un campionato con l’obiettivo di salvarci, come quello in corso, possa destare meno entusiasmo di un campionato fatto per vincere, come quello passato; ma forse proprio ora, in cui ogni sfida che si affronta è davvero molto dura  per chi, come noi, si affaccia alla Serie C per la prima volta, sentiamo la necessità di una spinta emotiva in più: a maggior ragione quindi, sarei davvero ancora più entusiasta di vedere un Bruno Recchioni più pieno e più attivo, perché siamo una squadra viva, e necessitiamo di sentire quell’onda che ci trasporta dalla curva e dalle tribune”.

Silvia Remoli


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti