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Montepacini ci prova: l’invito al voto per un finanziamento di 40.000 euro

FERMO - C'è tempo fino al 29 novembre per votare online il progetto "Welfare di comunità" inerente il bando nazionale Coltiviamo Agricoltura Sociale
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di Andrea Braconi

Montepacini ci prova, puntando sui social: da giorni in fatti il centro di Fermo sta invitando amici e conoscenti a votare il nuovo progetto di agricoltura sociale “Welfare di comunità”, promosso lo scorso anno dall’Amministrazione comunale, per riuscire ad ottenere un finanziamento di 40.000 euro a fondo perduto.

Le votazioni sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it, partite il 30 ottobre, termineranno il 29 novembre. A seguire gli altri step:

– valutazione della commissione prima decade di dicembre 2017;

– premiazione vincitori entro la seconda decade di dicembre 2017;

– termine progetti e relativa rendicontazione entro il 31 ottobre 2018.

Quanto alle modalità di voto online, dai responsabili del centro di Montepacini arrivano alcuni suggerimenti:

– a destra cliccare su iscriviti

– compilare username, email, password ecc. (la casella provincia di Fermo non esiste, quindi inserire Ascoli Piceno)

– cliccare “registrati” e tornare alla pagina principale

– cliccare su progetti e subito dopo sulla lettera W (il progetto si chiama “Welfare di comunità”)

– cliccare su Welfare di Comunità e (dopo aver letto) cliccare su vota.

IL PROGETTO

L’unione fa la forza : Quando l’agricoltura diventa sociale.

L’esperienza di Montepacini a Fermo nelle Marche è un esempio concreto dell’importanza dell’agricoltura sociale nella “rinascita” dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia, della solidarietà e della collaborazione come volano per “un’altra economia”, fondata sulla valorizzazione delle risorse del territorio e delle produzioni locali, attraverso l’inclusione sociale. Sostieni Montepacini – Biologico ed Etico è il motto della nostra campagna di promozione della vendita diretta di prodotti biologici attraverso il CSA (Comunità di Sostegno Agricoltura), laddove il consumatore non ha più un ruolo passivo ma “stringe la mano che lo nutre” e diventa nel contempo un coproduttore, un volontario dei lavori nei campi (Agri -fitness) e un investitore di risorse per assicurarsi un cibo “buono, pulito e giusto”. La Talea e la Fattoria Sociale, insieme a una vasta rete di aziende agricole, contadini e associazioni, sono in grado di assicurare piena dignità al progetto di vita delle persone disabili e svantaggiate, non più considerate come oggetto di assistenza ma come soggetto di diritti.


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