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Vita indipendente dei disabili, sindaci e assessori in piazza per difendere i diritti

FERMO / PORTO SAN GIORGIO - Alla mobilitazione hanno preso parte anche il sindaco del capoluogo Paolo Calcinaro e gli assessori sangiorgesi Francesco Gramegna ed Elisabetta Baldassarri. Presente anche il consigliere regionale Francesco Giacinti
lunedì 6 Novembre 2017 - Ore 09:05
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Libertà di scelta. Per uscire di casa e non finire in un istituto, più Vita Indipendente. Liberi di scegliere fare essere. Diritti non carità. Libertà senza scadenze. Sono alcuni degli slogan utilizzati sabato a Fermo e domenica a Porto San Giorgio in occasione dei cortei per la mobilitazione #liberidifare, nata per sensibilizzare sul tema dell’autonomia e dell’assistenza personale alle persone disabili, tenutasi in tutta Italia durante lo scorso weekend, e che hanno visto anche la partecipazione del sindaco del capoluogo Paolo Calcinaro e degli assessori sangiorgesi Francesco Gramegna ed Elisabetta Baldassarri, oltre che del consigliere regionale Francesco Giacinti.

Questo il contenuto del volantino diffuso per l’occasione:

PERCHÉ LE MANIFESTAZIONI

Manifestiamo per il diritto all’assistenza personale autogestita perché le persone disabili vogliono vivere come chiunque altro: scegliere cosa fare e quando, con le sole limitazioni che hanno le persone non disabili. L’assistenza personale autogestita funziona così: la persona disabile – o un tutore, se necessario – assume direttamente assistenti di sua scelta a cui insegna come vuole essere aiutata.

QUAL È LA SITUAZIONE

Ad oggi, molti disabili non autosufficienti vivono agli arresti domiciliari, senza poter fare tutte quelle cose per cui è necessario un aiuto per superare il limite funzionale dato da una condizione medica. I fondi per l’assistenza sono ancora insufficienti o precari in tutte le regioni d’Italia. Gran parte dei fondi vanno alle case di cura oppure a servizi in cui è l’ente fornitore a decidere tempi e modalità dell’assistenza. Si incoraggiano così l’istituzionalizzazione, la segregazione, la non scelta e spesso lo spreco di denaro pubblico. Laddove si stanziano fondi per l’assistenza personale autogestita la situazione cambia da regione a regione: lì dove i fondi sono sufficienti rimangono comunque persone fuori dai progetti. Spesso non c’è continuità nello stanziare i fondi, quindi la vita di chi è disabile è incerta e precaria, con lo spettro delle case di cura. Inoltre i pagamenti in ritardo anche di mesi costringono le persone ad anticipare somme oppure a rimanere senza assistenti.

COSA CHIEDIAMO

Chiediamo che venga erogata ad ogni persona disabile (con disabilità di qualunque tipo) a cui serva assistenza personale la somma di cui necessita, secondo il suo bisogno, sulla base di interventi individuali e non standardizzati, come avviene in vari paesi Europei e negli Stati Uniti. Le manifestazioni #liberidifare vogliono essere un momento di mobilitazione collettiva per informare l’opinione pubblica della gravità del problema e chiedere alla politica risposte concrete. L’iniziativa è promossa dall’omonimo movimento #liberidifare, una rete di persone disabili e non nata sui social network in seguito alla diffusione di una lettera aperta scritta da Maria Chiara e Elena Paolini, due sorelle disabili di Senigallia (AN).

 

 


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