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Francesca Ciarrocchi, la runner
portabandiera del ‘Made in Psg’
alla Maratona di New York

NEW YORK/PORTO SAN GIORGIO - La sangiorgese-new yorker Francesca Ciarrocchi: "Che emozione correre con indosso i miei affetti. Paura per il terrorismo? New York e' un simbolo internazionale di libertà e democrazia e questo ci rende anche uno dei maggiori target per chi si oppone e va contro questi valori, ma come New Yorkers andiamo avanti insieme e più forti. Alla Maratona festeggiamenti e sorrisi"
martedì 7 Novembre 2017 - Ore 10:22
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Francesca Ciarrocchi alla Maratona di New York

Sorrisi, sudore, allegria. Ma anche legami, ricordi, affetti. Una dedica speciale al papà scomparso nel 2015. E un nome e una bandiera, quelli dell’Italia e della sua Porto San Giorgio sfoggiati con orgoglio sulla canotta. Questo, e molto altro, per la 37enne italo-americana, o più nello specifico, la sangio-newyorchese Francesca Ciarrocchi, è stata la Maratona di New York, la sua prima maratona della Grande Mela, domenica scorsa. Una corsa anche contro la paura del terrorismo, una gara podistica per andare oltre le angoscie, come migliaia di suoi connazionali. “Un’esperienza indimenticabile, una corsa – racconta Ciarrocchi – oltre quelli che una volta definivo i miei limiti, nella memoria delle persone tanto amate che sono scomparse, e di quelle che in strada e da casa, mi hanno dimostrato tutto il loro affetto e supporto, per le vie della mia New York tanto amata, in onore dei valori che la stessa rappresenta. Un grazie particolare al mio coach Bobby Asher del Nyrr, il New York Road Runners,, alla mia amica e collega italo-americana Marian Sagona che mi ha incoraggiato a partecipare alla maratona, al mio amico Sidney Cherubin che mi ha accompagnato nelle lunghe corse di allenamento e a tutti gli amici e familiari che hanno creduto in me”.

La dedica al papà Rino e l’omaggio all’Italia e a Porto San Giorgio

Una corsa. A ostacoli. Quelli del terrorismo che è tornato a colpire il cuore degli Stati Uniti.

“Devo dire che è stato fatto un ottimo lavoro nella cura dell’organizzazione della maratona da parte della Nyrr (New York Road Runners Association), l’organizzazione non-profit che ogni anno sin dal 1970, organizza questo evento. Stiamo parlando della maratona più conosciuta e grande per numero di partecipanti con circa 51.000 persone. Mi riferisco ai diversi programmi e conferenze informative organizzate prima della Maratona, al trasporto per Staten Island dove ha inizio la Maratona, ai servizi offerti agli start villages che includono bevande e cibi caldi e persino cani da accarezzare per alleviare la tensione della gara. E ancora, ai volontari sul corso con bevande energetiche e acqua ad ogni miglia, ai volontari all’arrivo che ti avvolgono in alluminio (foil wrappers) e ti consegnano la tanto desiderata medaglia e recovery bag con cibo e liquidi per aiutare il corpo nella ripresa. Come ho letto sul giornale qualche giorno prima della gara, la sicurezza è stata rafforzata a seguito dell’attentato di martedì ed un maggior numero di forze della polizia è stato messo in campo. Ho notato, all’arrivo a Fort Wadsworth a Staten Island, forze militari e polizia, e agenti anche in bici tra i corridori lungo il corso della Maratona, ma l’umore e l’atmosfera tra i partecipanti e gli spettatori per le strade era di emozione e festeggiamenti. Come ha sottolineato il governatore Cuomo dopo l’attacco di martedì, New York e’ un simbolo internazionale di libertà e democrazia e questo ci rende anche uno dei maggiori target per chi si oppone e va contro questi valori, ma come New Yorkers andiamo avanti insieme e più forti.

La gara di Francesca, tra emozioni e ricordi: “La corsa inizia con un colpo di cannone e  con le note di “New York, New York” di Frank Sinatra.
Per le strade delle cinque circoscrizioni (boroughs), il calore e supporto degli spettatori è emozionante e coinvolgente (con striscioni, bandiere e poster), gli spettatori offrono acqua, cibo, fazzoletti ai corridori, ed urlano il tuo nome, che si porta stampato sulla maglietta, con frasi di incitamento a non mollare e ad andare avanti (“You got this!” “Looking good!”). Bande di ogni genere musicale lungo il percorso, e la diversità dei partecipanti all’evento, con riferimento alle diverse nazionalità ed età , rispecchia il melting pot di questa città, speciale ed unica”.

Francesca Ciarrocchi ha concluso la sua prima maratona di New York con n tempo di 4 ore, 16 minuti e 17 secondi. E il suo nome ieri era anche sul New York Times (che ha riportato i nomi dei partecipanti fino al finish time a 4.55.00). “La parte più dura della mia corsa? Dal miglio 22 al miglio 26: dal 22 inizia la vera “battaglia”. Ho cercato di mantenere lo stesso effort lungo il corso. E sono arrivata alla fine. Che bello. E’ stata una grande festa con tanti motivi per festeggiare. Uno dei tanti? Abbiamo celebrato una gran bella vittoria per gli Stati Uniti con Shalane Flanagan che vince dopo 40 anni dall’ultima vittoria della maratona da parte degli Stati Uniti per la categoria donne. Ringrazio tutti i miei tanti amici di Porto San Giorgio che hanno fatto il tifo per me. Fiera di aver corso con una dedica a papà e con la bandiera italiana ed il marchio Made in Porto San Giorgio. Quel Made in sono io”.

Francesca al 18esimo miglio

Francesca all’arrivo

 

Francesca Ciarrocchi sul New York Times

Francesca con Bobby Asher del Nyrr

Francesca in compagnia di Marian Sagona

Sidney Cherubin


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