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Degrado in centro, CasaPound
in strada e lettera al Comune:
“Serve una soluzione in tempi brevi”

PORTO SAN GIORGIO - Il responsabile provinciale di Casa Pound Francesco Pacini: "Chiesta all'amministrazione una rapida soluzione altrimenti saremo pronti a scendere nuovamente per le vie della città al fianco dei residenti"
giovedì 9 novembre 2017 - Ore 13:40
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“I ragazzi della sezione provinciale di Casa Pound Fermo nella serata di ieri sono scesi per le vie del centro di Porto San Giorgio con l’intento di monitorare le situazioni di degrado dopo le diverse segnalazioni ricevute da parte dei residenti. Criticità che sono reali e che – fanno sapere da Casa Pound – creano sempre più disagi, ultima per ordine di tempo la questione relativa ai quattro senzatetto che dormono in pieno centro (leggi l’articolo), situazione più volte denunciata dai cittadini ma che ad oggi nessuna istituzione è stata in grado di prendere provvedimenti efficaci”.

“Una situazione inaccettabile a cui serve porre rimedio immediatamente prima che porti altro degrado – esordisce il responsabile provinciale di Casa Pound Francesco Pacini – in giornata abbiamo provveduto a protocollare una lettera presso gli uffici dell’amministrazione comunale in cui chiediamo una soluzione in tempi brevi, altrimenti saremo pronti a scendere nuovamente per le vie della città al fianco dei residenti – conclude Pacini – fa sorridere il fatto che chi fino ad adesso ha predicato i valori dell’accoglienza, non vedendo il business in quanto i quattro senzatetto non sono extracomunitari ma rumeni, non si impegni a trovare una soluzione adeguata a questa situazione di disagio per tutti”.

 

 

 

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9 commenti

  1. 1
    Carlo Cochetti il 9 novembre 2017 alle 12:51

    Massima solidarietà ai senzatetto, che le istituzioni non li lascino soli con quelli di casa pound

  2. 2
    Claudio Morelli il 9 novembre 2017 alle 14:32

    Congratulazioni all’arma dei carabinieri per l’operazione Anti droga… ma hai me questi individui domani sono fuori che se la ridono

  3. 3
    Giorgio Montanini il 9 novembre 2017 alle 19:01

    Sarebbe stata una bella pagina di quotidianità se…l’iniziativa non fosse partita con l’intento di limitare il degrado.
    Per portare solidarietà a chi non ha una casa, chiedere cosa manca e di cosa hanno bisogno…trovargli una sistemazione. Giusto. Casa Pound ha fatto quello che lo stato dovrebbe fare.
    Però…non per limitare il degrado.
    Quelle persone sono il risultato del degrado.
    Non la causa.
    Quelle persone, che siano brave o poco di buono, sono le ultime da “monitorare”.
    Se qualcuno scende in strada con l’intento di arginare la deriva di questo paese, deve andare da chi veramente lo affama e lo fa a pezzi.
    Imprenditori e politici corrotti che falsano appalti, evasori fiscali di grandi capitali che portano soldi all’estero, criminalità organizzata che, all’interno dello stato, crea un altro stato e un altro PIL.
    Quelli sono la causa mondiale della povertà, dell’immigrazione e della disperazione.
    Se qualcuno sente che è il momento di fare qualcosa, da loro deve andare.
    Non da quattro barboni.
    Ripeto: se per solidarietà e basta, bella azione.
    Per porre fine al degrado: azione assurda e nei confronti di persone totalmente estranee alla deriva del nostro paese.
    Se Casa Pound fa una passeggiata verso le persone di cui parlo sopra, chiamatemi e me metto anche la casacca.
    Se è per chi dorme in stazione, è la solita passeggiata inutile e ipocrita.
    Vengo anche io se organizzate una passeggiata verso casa di chi approfitta di questo paese.

  4. 4
    Laura D'Erasmo il 10 novembre 2017 alle 21:46

    Saranno pur vere molte delle parole che ha scritto, ma rimane la mancanza di civiltà ed educazione di questi “poveri” !!!!

  5. 5
    Giancarlo Sciamanna il 9 novembre 2017 alle 19:28

    Se sei vero ti stimo davvero

  6. 6
    Giorgio Montanini il 9 novembre 2017 alle 22:14
  7. 7
    Giorgio Montanini il 9 novembre 2017 alle 22:15

    ah no scusate…le prime passeggiate le facciamo a quelli di Casa Pound ad Ostia. Con le casacche come facciamo? Tipo calcetto? Loro verdi e noi de Fermo rosse? Quando parlavo di degrado mi riferivo proprio a questo…e adesso capisco perché andate in stazione da quattro barboni. Dagli altri che dico io non ci andate perché ve sostengono pubblicamente.

  8. 8
    Giorgio Montanini il 9 novembre 2017 alle 22:32

    Scusate se sono intervenuto. In realtà avrebbe dovuto farlo la politica, in modo massiccio. I comitati antirazzisti de stocazzo…ma loro fanno i concerti in piazza e poi su facebook mangiano i popcorn e leggono.
    Se il giornalista ha intervistato Pacini, non lo so eh, dico se…se l’ha intervistato è inaccettabile che non abbia messo in evidenza la contraddizione di casa pound: “barbone degrado” “famiglia Spada sostenitrice”. La destra che fa finta di essere sociale, da sempre è alleata col forte e se la prende col debole. Da sempre.

  9. 9
    Mauro Pennacchietti il 10 novembre 2017 alle 8:42

    Nel 1855, Douglas Fredrick, schiavo nero a Baltimore e scappato scriveva:

    “The white laboring man was robbed by the slave system of the just results of his labor, because he was flung into competition with a class of laborers who worked without wages. The slaveholders blinded them to this competition by keeping alive their prejudice against the slaves as men—not against them as slaves. They appealed to their pride, often denouncing emancipation as tending to place the white working man on an equality with negroes, and by this means they succeeded in drawing off the minds of the poor whites from the real fact, that by the rich slave master they were already regarded as but a single remove from equality with the slave. The impression was cunningly made that slavery was the only power that could prevent the laboring white man from falling to the level of the slave’s poverty and degradation.
    To make this enmity deep and broad between the slave and the poor white man, the latter was allowed to abuse and whip the former without hindrance…. these poor white mechanics in Mr. Gardiner’s ship-yard, instead of applying the natural, honest remedy for the apprehended evil, and objecting at once to work there by the side of slaves, made a cowardly attack upon the free colored mechanics … The feeling was, about this time, very bitter toward all colored people in Baltimore, and they—free and slave—suffered all manner of insult and wrong.”

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