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Icubed a caccia di
continuità contro il Falconara

SERIE C SILVER - Immediata vigilia di gara per i pedasini, l'analisi del momento è affidata al veregrense da sei anni in maglia biancorossa, Riccardo Di Angilla
sabato 11 novembre 2017 - Ore 14:34
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PEDASO – Dopo due vittorie consecutive contro la Sutor Montegranaro e la Robur Osimo, questa sera l’Icubed andrà a caccia del tris nella sfida interna contro Falconara.

Per l’occasione ecco fatto il punto della situazione con il capitano della squadra, Riccardo Di Angilla ( foto sopra ), giunto ormai alla sesta stagione consecutiva con il Pedaso.

Di Angilla, un passo indietro a quest’estate. Tante le partenze, da coach Camarri a Domesi, cui sappiamo è legato da un rapporto anche di profonda amicizia, passando per tanti altri protagonisti delle ultime stagioni. Lei hai però deciso di sposare ancora il progetto pedasino e di far parte anche di questo nuovo ciclo. Cosa l’ha convinto a rimanere?

“Mi aspettavo che molti dei miei ex compagni e coach Camarri alla fine della passata stagione avrebbero deciso di concludere la propria esperienza pedasina. Ai ragazzi che sono andati via bisogna dire soltanto grazie per tutto quello che hanno fatto e dato a questa società; ogni tanto ci sentiamo ancora con loro ed è sempre un piacere. Una chiacchierata con coach Ionni, che mi ha preannunciato quali sarebbero potuti essere i miei nuovi compagni di squadra e il mio ruolo un po’ più da protagonista e con maggiori responsabilità rispetto al passato, ha facilitato la mia permanenza; d’altronde Pedaso è stata sempre una bella famiglia e non potevo lasciarla”.

L’anno scorso per il bene della squadra ha accettato di partire dalla panchina, mentre quest’anno, dopo il forte rinnovamento estivo, si è ripreso il posto in quintetto e un ruolo assolutamente centrale in campo e fuori. Un ruolo da leader silenzioso che sta onorando con ottime prestazioni e con presenza tangibile in spogliatoio…

“Quest’anno purtroppo sono uno dei pochi “vecchietti” rimasti in squadra e quindi cerco di tramandare agli altri quello che ho imparato in questi sei anni pedasini: dare sempre il massimo lottando ogni partita su ogni pallone e sacrificandosi tutti sempre per il bene della squadra. E, come ho detto altre volte, non conta se giochi titolare o meno, perché l’importante è farsi sempre trovare pronti quando il coach ti chiama”.

Un inizio difficile: tre sconfitte nelle prime quattro gare e il brutto infortunio a Sagripanti, poi i decisi miglioramenti delle ultime due gare. Cosa è cambiato secondo? Avevate bisogno semplicemente di un periodo di rodaggio?

“La squadra di quest’anno è composta da tanti volti nuovi e giovani, non è facile trovare subito gli equilibri. Ci vorrà ancora un po’ di pazienza, ma dobbiamo continuare sulla strada che abbiamo intrapreso. L’infortunio di Mattia non ci ha aiutato, anzi: mi dispiace tantissimo per lui anche perché era uno che spostava. Quest’anno ci avrebbe fatto comodo in molte situazioni, è un vero peccato che si sia fatto male: colgo l’occasione per fargli nuovamente un grande in bocca al lupo per una pronta guarigione”.

Stasera una sfida importante contro Falconara. Può presentarci la squadra di Reggiani, quali sono i segreti per provare a batterla?

“Quella che andiamo ad affrontare è una formazione piena zeppa di tiratori, Chiorri, Alessandroni e Catalani su tutti, poi bisogna fare anche molta attenzione alle penetrazioni di Nardini e Battagli e al lavoro sporco ma efficace di Giorgini e Quondamatteo. Insomma, sono una bella squadra con anche rotazioni piuttosto lunghe: se concederemo tiri facili e non difenderemo come si deve sarà molto complicato portare a casa i due punti”.


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