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Oncologia migliora ancora: donate altre due poltrone al reparto del “Murri”

FERMO - A donarle sono stati l'azienda BMB di Vermiglio Bartomioli, e un gruppo di cittadini che hanno organizzato una raccolta fondi a Monsampietro Morico. Il tutto attraverso l'ANPOF
sabato 11 novembre 2017 - Ore 10:33
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di Alessandro Giacopetti

Due poltrone nuove, più comode, più funzionali, più colorate sono state donate al reparto di Oncologia dell’ospedale Murri di Fermo grazie ad  una raccolta fondi di un’associazione che si occupa di organizzare feste e attività ricreative e dalla azienda BMB, entrambe di Monsampietro Morico. Daranno la possibilità ai pazienti di stare più comodi e agli infermieri di lavorare meglio.

Sono state presentate ieri pomeriggio nella sala d’aspetto del reparto di Oncologia da Micaela Vitarelli in rappresentanza dell’ANPOF (Associazione Noi per l’Oncologia Fermana), che ha una sede proprio nel reparto:“Questo è il giusto ringraziamento per le due poltrone donate al reparto da un gruppo di privati e da una azienda del Fermano. L’ANPOF è portavoce delle necessità del reparto e continuerà ad esserlo, attraverso l’ottimo feeling con il personale infermieristico, i medici, i vertici dell’Area Vasta 4, e le autorità. In tal modo possiamo ottenere risultati positivi più facilmente”.

La donazione di queste due poltrone segue le 12 donate allo stesso reparto poco tempo fa dall’azienda BAG spa. Nell’occasione è stata anche mostrata alla stampa la rinnovata stanza dell’estetica dove, una volta a settimana, è presente un’estetista.
Come è nata la donazione. “Nell’aprile 2016 – spiega Micaela Vitarelli – siamo stati contattati da un gruppo di persone (Antonella, Rita e Sabrina) che stava organizzando una raccolta fondi. Volevano capire cosa servisse al reparto. Noi abbiamo pensato a rinnovare le poltrone nella stanza dei prelievi che era sottodimensionata. Anche il titolare dell’azienda BMB Vermiglio Bartomioli si è reso disponibile alla donazione”. Lo stesso Bartomioli ha detto di sentirsi “piccolo rispetto all’attività svolta da tutti voi in questo reparto. Spero che potremmo portare avanti la collaborazione in futuro”.

Licio Livini, direttore Area Vasta 4 ha così commentato: “Sono segnali semplici che però lasciano impronte importanti per un territorio che mostra attenzione al comparto sanità che è patrimonio della comunità. Questi benefattori hanno a cuore il servizio di oncologia”.

Stesso concetto sottolineato dalla caposala Maria Rosaria Borriello, da due anni al Murri: “Quello che stanno facendo le associazioni di volontariato e i privati che mostrano interesse e vicinanza per i pazienti e per le famiglie che frequentano il reparto di Oncologia è importante. Si tratta infatti di un reparto che affronta situazioni difficili e dove il paziente può tendere a perdere alcune abitudini e a sentirsi isolato. E’ importante che la comunità faccia qualcosa per loro ma anche per noi come riconoscimento”.

La sala dell’estetica, dove operano professionisti, ha avuto una ottima ricaduta sulle pazienti che si sentono accudite e coccolate. Il reparto di Oncologia ultimamente è cambiato tanto e altro sarà fatto.
Quindi è stato il turno del Dott. Ivano Bascioni, a ricordare che “Oncologia a Fermo ha sempre storicamente sofferto di carenza di ambienti idonei, speriamo che in futuro vi siano nuovi spazi per accogliere adeguatamente i pazienti anche perché la durata dell’attesa nelle sale per le chemioterapie è lunga e delicata da gestire”.

Proprio su questo tema il direttore Licio Livini ha ricordato:“L’ampliamneto del reparto è nelle previsioni così come la sua modernizzazione, perché è obsoleto rispetto ai moderni spazi richiesti oggi. L’idea è risistemare la parte vecchia nel versante est. Oltre questo c’è la progettazione chiamata Umaca, cioè uno spazio attrezzato per la realizzazione dei farmaci oncologici, che troverà posto al piano inferiore, dove è posizionata la ex sala gessi. Lavoriamo anche sulle persone: la nomina del primario di Oncologia sarà uno dei primi obiettivi dell’anno 2018 così come la regolarizzazione delle figure presenti nel reparto, perché – ha concluso Livini – un servizio così importante non si può reggere sulla precarietà di chi ci lavora”.

 

 


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