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100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre in Russia: Pedaso li ricorda attraverso la figura di Varlam Šalamov

PEDASO -
lunedì 13 novembre 2017 - Ore 10:04
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di Alessandro Giacopetti

Il Comune e la Pro Loco di Pedaso organizzano un incontro dal titolo “1917-2017, rivoluzione d’ottobre un secolo dopo”, in programma sabato 18 novembre alle 17 al cineteatro Valdaso. Un convegno incentrato su una ricorrenza storica: cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre in Unione Sovietica. Scopo è quindi ricordare una drammatica svolta nella storia attraverso lo sguardo di un testimone importante ma al tempo stesso dimenticato: lo scrittore, giornalista e poeta Varlam Šalamov.

Nella regione della Kolyma, estremo nord-est siberiano, Varlam Šalamov è stato incarcerato per 17 anni, durante i quali ha conosciuto fatiche, fame, congelamenti. Liberato nel 1953 dopo la morte di Stalin, è stato sempre censurato, perseguitato e spiato perché voleva ricordare e raccontare. Tra il 1954 e il 1973 ha lavorato alle memorie che saranno pubblicate nella loro edizione integrale in lingua russa nel 1978.
Un convegno per approfondire la vicenda personale di un grande autore dentro la storia del comunismo sovietico, inserita nel più ampio mosaico dei tragici fatti che hanno caratterizzato il secolo.

Dopo il saluto del sindaco di Pedaso, Vincenzo Berdini, l’introduzione è affidata al vicesindaco e assessore alla Cultura, Carlo Maria Bruti. Moderato da Settimio Marzetti vedrà relatori Maria Pamela Bulgini, Carla Piermarini e Attilio Tamburrini.

“C’è un senso di imbarazzo verso l’anniversario della Rivoluzione di Ottobre – spiega lo stesso vicesindaco Carlo Maria Bruti – espresso attraverso i silenzi nella stessa Russia o attraverso episodi classificabili come folkloristici svolti in Italia. All’Amministrazione Comunale di Pedaso, invece, piace ricordare un momento importante della storia contemporanea, dando spazio ad protagonista come Varlam Šalamov, andando in profondità nel tema. Svelando, quindi, la dicotomia tra la storiografia del 900 e la mitologia del 900. Partendo dal momento della caduta dell’Unione Sovietica – aggiunge Carlo Maria Bruti – la mia introduzione farà una analisi delle ragioni che hanno contribuito a creare e mantenere questa dicotomia, mettendo in risalto l’indifferenza e il silenzio degli intellettuali di quel periodo verso gli autori autori russi come Varlam Šalamov che dicevano cose contrarie alla retorica del pensiero comune della parte maggioritaria dell’epoca. Delle date storiche si occuperà, invece, l’intervento di Attilio Tamburini”.

Un incontro adatto a tutti quelli che vogliono conoscere in modo approfondito una periodo che ha segnato la storia e gli avvenimenti successivi, sia in Russia che in Italia, ascoltando una voce diversa da quella che si è soliti sentire.

Una riflessione a 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, che segue quella svolta al teatro comunale a Porto San Giorgio, – spiega un altra relatrice, Carla Piermarini – incentrata sulla figura di Varlam Šalamov, imprigionato alla Kolyma. Se l’intervento di Maria Pamela Bulgini sarà puntato su come il marxismo sia stato manipolato sia da Lenin che dai Bolscevichi, il mio intervento – verterà sulla presentazione dell’opera letteraria di Šalamov presentando i Racconti di Kolyma, e prenderà spunto dalla sua biografia. Quindi il discorso si amplierà al destino degli scrittori dopo la Rivoluzione e sulla letteratura di stato asservita al realismo socialista. Quella destinata, cioè, a narrare solo le cose fatte dal regime. Gli altri scrittori non allineati venivano ridotti al silenzio, e spediti nei gulag”.


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