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Castagnata nella sede 5 Stelle media Valtenna: “Confronto su ospedale di Amandola e discarica”

VALTENNA - I dubbi sull'ospedale di Amandola:"Del tutto inopportuno investire 18 milioni di euro in un progetto, peraltro non scevro di limiti di diverso ordine (capienza dei reparti, ecc..), quando con una spesa nettamente inferiore sarebbe possibile procedere, sia all’adeguamento sismico del vecchio ospedale per renderlo sicuro al 100%"
venerdì 17 novembre 2017 - Ore 18:10
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Autunno, tempo di castagne. Per il Gruppo locale del MoVimento 5 Stelle media Valtenna, come oramai da tradizione, anche quest’anno è stata l’occasione per organizzare, nella propria sede ristrutturata di Piane di Montegiorgio, la consueta castagnata novembrina alla quale hanno partecipato tutti gli altri Gruppi pentastellati della Provincia di Fermo. Gli ospiti, tra i quali era presente anche il capogruppo M5S al consiglio regionale Gianni Maggi, sono stati allietati da una cena che si è conclusa con tanto di castagne arrosto, dolci, vino novello e cotto.

“Nella festosa circostanza, diversi i temi dibatutti – raccontano i pentastellati –  in particolare l’attenzione  è stata rivolta a due delle questioni che ultimamente sono emerse  sullo scenario politico locale: la costruzione del nuovo ospedale di Amandola e la gestione della discarica di San Biagio da parte della municipalizzata Fermana ASITE. Al di là delle controversie locali, che inevitabilmente vedono già coinvolti i cittadini amandolesi segnatamente al nuovo nosocomio, nel merito i pentastellati ritengono che sia del tutto inopportuno investire 18 milioni di euro in un progetto, peraltro non scevro di limiti di diverso ordine (capienza dei reparti, ecc..), quando con una spesa nettamente inferiore sarebbe possibile procedere, sia all’adeguamento sismico del vecchio ospedale per renderlo sicuro al 100%, sia nel contempo per potenziarlo sotto il profilo medico-sanitario. In un quadro più generale occorre aggiungere che il paese di Amandola, soffrendo dell’assenza cronica di adeguate infrastrutture, è soggetto, come le tante altre realtà montane, ad un declino economico foriero d’inarrestabile spopolamento. Con questo è ben evidente che finanziamenti estemporanei se non inseriti in un piano organico di sviluppo finiscono per accentuare e incancrenire ogni problematica socio economica e amministrativa. Iniziative degli organi regionali come quella della pista ciclabile pedemontana, che qualche mese fa investì le cronache dei giornali suscitando non poche polemiche, rendono bene quale possa essere il polso della situazione, assimilabile più che altro ad una pagliacciata da circo equestre che ad una corretta visione e comprensione di una circostanziata realtà locale”.

Quanto alla discarica di San Biagio, i pentastellati si chiedono: “Per quale recondita e inesplicabile ragione, un piccolo territorio come quello Fermano debba ospitare una discarica che si avvia ad essere la più grande delle Marche al fine di raccogliere i rifiuti, provenienti delle altre province della regione, dall’Umbria e forse anche da Roma. Nè può essere sottovalutata la questione rifiuti speciali, segnatamente ai quali sarà opportuno verificare se i dati sulle quantità forniti dall’ASITE siano attendibili.  Ma i sedicenti amministratori locali e regionali, si rendono conto di quale impatto ambientale graverà sui cittadini locali  a causa di una futura e possibile bomba ecologica a tempo? Tutto questo per fare cassa? E a vantaggio di chi? Della salute dei cittadini?”


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